Italia e Mercosur: la mossa che nessuno si aspettava e cosa cambierà davvero per il nostro export
Indice dei Contenuti:
Le ragioni del riposizionamento italiano
Roma ha abbandonato il fronte dei contrari all’intesa Ue–Mercosur dopo mesi di prudenza dettata dal rischio di proteste di agricoltori e allevatori. Il cambio di linea è maturato quando il governo ha valutato sufficienti le tutele tecniche già negoziate, in particolare le clausole di salvaguardia per sospendere le tariffe se le importazioni – come carne o zucchero – dovessero crescere oltre soglia. In questo quadro, il pressing del Brasile di Lula, interessato a sbloccare l’export bovino, ha accelerato il confronto politico con Palazzo Chigi.
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La svolta non riguarda il testo commerciale – rimasto sostanzialmente invariato – ma l’uso dell’Italia come “ago della bilancia” per ottenere leve in ambito Ue. Il governo ha monetizzato l’assenso puntando su impegni europei immediatamente spendibili per il comparto primario, individuando nel dossier Mercosur una pedina negoziale più ampia rispetto al solo perimetro tariffario. Così il veto italiano è stato trasformato in credito politico all’interno del tavolo a Bruxelles.
Determinante anche la necessità di dare risposte rapide a una base agricola sotto pressione per costi energetici e concorrenza esterna, evitando uno scontro sociale alla vigilia di appuntamenti sensibili per l’agenda europea. Con queste condizioni, l’operazione è stata riletta come opportunità: tutelare i produttori con strumenti di difesa già predisposti e, al contempo, incassare impegni finanziari e regolatori utili al sistema italiano.
Le contropartite europee: Pac anticipata e stop al Cbam sui fertilizzanti
La chiave dell’intesa è una mossa contabile proposta dalla Commissione di Ursula von der Leyen: accesso anticipato ai fondi della Pac del ciclo 2028–2034. Il ministro Francesco Lollobrigida l’ha presentata come un volano immediato per il settore, con circa 45 miliardi a livello Ue e una quota stimata attorno ai 10 miliardi per l’Italia, utilizzabile da subito nei programmi agricoli nazionali.
Non si tratta di risorse aggiuntive, ma di flessibilità di cassa: spesa anticipata di fondi già previsti, utile a tamponare i costi di produzione e a finanziare interventi mirati. Per l’esecutivo, questa leva consente di sostenere filiere esposte all’apertura del mercato con meccanismi rapidi e verificabili, affiancando le clausole di salvaguardia anti-dumping su carne e zucchero.
Seconda gamba della contropartita è la sospensione dell’applicazione del Cbam sui fertilizzanti. Lo stop alla “carbon tax alle frontiere” su questi input riduce l’impatto dei rincari dopo l’aumento delle accise sul diesel agricolo, alleggerendo i bilanci delle imprese. Con fondi Pac anticipati e Cbam congelato nel segmento più sensibile, Roma valuta l’accordo Ue–Mercosur un’opzione gestibile, con ammortizzatori finanziari e regolatori integrati nel perimetro europeo.
FAQ
- Qual è la novità principale ottenuta dall’Italia?
Accesso anticipato ai fondi Pac 2028–2034 e stop al Cbam sui fertilizzanti. - I 45 miliardi Pac sono risorse nuove?
No, è flessibilità che consente spesa anticipata di fondi già stanziati. - Quanti fondi può utilizzare subito l’Italia?
Circa 10 miliardi, secondo la stima illustrata dal ministro Lollobrigida. - Perché sospendere il Cbam sui fertilizzanti?
Per ridurre i costi di produzione agricoli in una fase di rincari energetici. - Le clausole di salvaguardia restano attive?
Sì, prevedono sospensioni tariffarie in caso di import extra su carne e zucchero. - Questa intesa modifica il testo commerciale Ue–Mercosur?
No, il testo resta sostanzialmente invariato; cambiano le contropartite Ue. - Qual è la fonte giornalistica citata?
L’analisi fa riferimento a ricostruzioni di stampa su Commissione europea e governo italiano, come riportato da testate europee e italiane.
L’isolamento francese e i nuovi equilibri in Ue
Con il via libera condizionato di Roma, la linea del “no” resta presidiata quasi solo dalla Francia, che mantiene una postura intransigente sul dossier Ue–Mercosur. La ministra Annie Genevard ha promesso di proseguire lo scontro, sostenuta da una mobilitazione agricola radicata e politicamente rischiosa per l’. La defezione italiana ha, di fatto, ridotto la massa critica necessaria a un blocco duraturo in Consiglio Ue.
Restano riserve da parte di Polonia e paesi del gruppo Visegrad (Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Ungheria), ma senza il peso di Italia e il sostegno di Germania e Spagna alla Commissione di Ursula von der Leyen la minoranza di blocco appare evanescente. Il baricentro negoziale si sposta verso un’intesa “con garanzie”, dove le clausole di salvaguardia e gli impegni finanziari fungono da valvola sociale anti-proteste.
Nei nuovi equilibri, Parigi rischia l’isolamento tattico: il fronte agricolo interno impone prudenza, ma la dinamica europea premia chi converte il dissenso in utilità politica. La scelta di Roma rafforza il mandato della Commissione e ridisegna la geometria delle alleanze, marginalizzando l’opzione del rinvio e rendendo più probabile un via libera con strumenti di protezione attivabili e verificabili.
FAQ
- Perché la Francia è isolata sul Mercosur?
Perché l’uscita dell’Italia dal fronte del “no” ha indebolito la minoranza di blocco in Consiglio Ue. - Qual è il ruolo dell’Italia nei nuovi equilibri?
Ha trasformato il veto in leva negoziale, sostenendo un percorso con garanzie e fondi anticipati. - Chi sostiene l’intesa in Ue?
Commissione europea, con l’appoggio di Germania e Spagna. - I Paesi Visegrad possono fermare l’accordo?
Mantengono riserve, ma senza l’Italia non raggiungono il peso per bloccare. - Quali tutele accompagnano l’intesa?
Clausole di salvaguardia e flessibilità Pac per mitigare gli impatti su carne e zucchero. - Qual è il rischio politico per la Francia?
La pressione delle proteste agricole interne limita i margini di compromesso. - Fonte giornalistica citata?
Riferimenti a ricostruzioni di stampa su Commissione europea e governo italiano, come riportato da testate europee e italiane.




