Istituto Superiore di Sanità smonta i braccialetti anti-droga: allarmi imprecisi, falsa sicurezza nei locali

Affidabilità dei braccialetti sentinella
I braccialetti sentinella basati su test cromatici per individuare droghe nelle bevande risultano al momento poco affidabili. Una valutazione del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità, resa pubblica come lettera su Clinical Chemistry and Laboratory Medicine, segnala performance disomogenee tra le diverse sostanze analizzate. Per la ketamina il rilevamento è apparso complessivamente adeguato, mentre per GHB, scopolamina, cocaina, MDMA e benzodiazepine l’efficacia si è dimostrata insufficiente.
Le prove di laboratorio sono state condotte su combinazioni che riproducono i cocktail più diffusi nei contesti ricreativi, includendo vino bianco, spumante, gin e un cocktail alcolico amaro e colorato. Le bevande sono state addizionate a concentrazioni tipiche d’uso ricreativo per misurare sensibilità e attendibilità dei dispositivi.
Il protocollo prevede un cambiamento cromatico come indicatore di positività: dal giallo all’arancione o dal rosa al blu, a seconda del test. In condizioni controllate, il passaggio per la ketamina è risultato chiaro, soprattutto nei mix a base di gin. Viceversa, la transizione per il GHB è apparsa poco definita, mentre benzodiazepine e MDMA non sono state rilevate. Sono emerse inoltre variabilità di risposta e necessità di ripetizione del test in presenza di specifiche sostanze come la cocaina.
Limiti tecnici e interferenze cromatiche
Le prove evidenziano criticità strutturali dei test cromatici in contesti reali: il colore della bevanda, l’illuminazione e i limiti di rilevamento alterano la lettura del risultato. In ambienti come discoteche, la luce ridotta e cangiante rende incerto il passaggio cromatico, con rischio di interpretazioni errate. Le matrici alcoliche colorate, in particolare i cocktail rossi o amaricanti, attenuano o mascherano la variazione di tonalità prevista.
Sono stati registrati falsi positivi con bevande agli agrumi, come limone e arancia, che interferiscono con i reagenti. In alcuni casi, per sostanze quali la cocaina, l’analisi ha richiesto ripetizioni multiple per ottenere un esito leggibile, segnale di sensibilità non ottimale. Il tracciamento del GHB risulta poco netto a causa di un viraggio dal rosa al blu scarsamente distinguibile.
La variabilità della risposta è condizionata anche dalla trasparenza del liquido e dalla presenza di spumanti o vino, che diffondono la luce e riducono il contrasto cromatico. Il limite di rilevamento non è sempre dichiarato con precisione e può non coprire concentrazioni tipiche di adulterazione. Per la ketamina, il passaggio giallo-arancione è più evidente, soprattutto nei mix con gin, ma resta vulnerabile a luci ambientali sfavorevoli e al colore di base della bevanda.
Proposte di miglioramento e raccomandazioni
Priorità agli aggiornamenti dei reagenti: sostituire il viraggio cromatico con indicatori binari più leggibili, come simboli “+/–” o pattern ad alto contrasto, per superare l’ambiguità in condizioni di luce variabile tipiche di club e discoteche. Integrare scale di riferimento stampate sul dispositivo per confronti immediati e ridurre l’interpretazione soggettiva.
Implementare filtri ottici o fondi neutri per isolare il test dal colore della bevanda, limitando interferenze da cocktail rossi, agrumati o torbidi. Chiarire nei fogli tecnici il limite di rilevamento per ciascuna sostanza e le matrici consigliate, includendo avvertenze su falsi positivi con bevande al limone e arancia.
Migliorare la sensibilità per GHB, MDMA, benzodiazepine, cocaina e scopolamina con reazioni selettive e controlli interni; mantenere e ottimizzare il canale dedicato alla ketamina, il più performante nei test.
Raccomandazioni d’uso: impiegare il braccialetto solo come presidio indicativo, ripetendo il test su un secondo punto del drink e in area illuminata; evitare bevande pigmentate o agrumate quando possibile. Prevedere formazione minima per il pubblico e linee guida per locali e organizzatori, con procedure di segnalazione e conservazione del campione in caso di sospetto “spiking”.
Sul fronte regolatorio, promuovere validazioni indipendenti pre-commercializzazione e un’etichettatura trasparente su prestazioni, interferenze e scenari d’impiego, allineata agli standard dell’Istituto Superiore di Sanità e delle riviste scientifiche citate.
FAQ
- Qual è l’obiettivo dei braccialetti sentinella?
Offrire un’indicazione rapida di possibile adulterazione del drink con droghe da “spiking”. - Per quali sostanze funzionano meglio?
Le prove indicano prestazioni migliori sulla ketamina, inferiori su GHB, MDMA, benzodiazepine, cocaina e scopolamina. - Quali sono le principali interferenze?
Colore della bevanda, luce scarsa o cangiante, bevande agrumate e cocktail rossi possono alterare la lettura. - Come ridurre i falsi risultati?
Testare in zona ben illuminata, ripetere l’esame, evitare bevande pigmentate e consultare i limiti dichiarati dal produttore. - Quali miglioramenti sono prioritari?
Passare da viraggi di colore a simboli ad alto contrasto, inserire filtri ottici e definire limiti di rilevamento per matrice. - I dispositivi sono certificati?
Si raccomandano validazioni indipendenti e etichettatura chiara su prestazioni prima della diffusione su larga scala. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Studio del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato su Clinical Chemistry and Laboratory Medicine e riportato da ANSA.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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