Istat segnala forte crescita dell’export italiano a dicembre

Export italiano in forte ripresa a dicembre 2025
Dicembre 2025 conferma il ruolo centrale dell’export italiano per la crescita economica, con un aumento annuo del 4,9% in valore e del 3,6% in volume, secondo i dati Istat. Il progresso è diffuso sia nei mercati Ue sia extra-Ue e si accompagna a un moderato miglioramento congiunturale rispetto a novembre, nonostante la flessione delle vendite nell’area comunitaria. Per analizzare in modo affidabile la tenuta competitiva del made in Italy è essenziale incrociare dinamica dei volumi, struttura settoriale e bilancia commerciale, distinguendo i trend di fondo dalle oscillazioni legate a prezzi e ciclo globale.
In questa prospettiva, dicembre rappresenta un punto di svolta per industria metalmeccanica, farmaceutica e trasporti, mentre segnala criticità strutturali per l’energia.
Andamento di Ue ed extra-Ue a fine anno
L’export verso l’area Ue cresce del 4,7% su base annua, segnalando una tenuta della domanda nei principali partner europei nonostante il rallentamento congiunturale (-1,1% rispetto a novembre).
Sui mercati extra-Ue l’aumento del 5,1% riflette una maggiore diversificazione geografica dell’Italia, utile a mitigare i rischi derivanti da shock nell’Unione europea.
Nel complesso, la variazione mensile dello 0,3% sintetizza la fase di assestamento dopo mesi di volatilità legata ai prezzi energetici e alle tensioni geopolitiche sulle catene di approvvigionamento.
Settori trainanti e comparti in difficoltà
I metalli di base e prodotti in metallo registrano a dicembre un balzo del 27,8%, segnalando una forte domanda per componentistica e semilavorati industriali, cruciale per filiere come meccanica, costruzioni e automotive allargato.


I mezzi di trasporto (esclusi autoveicoli) crescono del 25,2%, indicando dinamismo in comparti ad alta tecnologia come aerospazio, navale e ferroviario.
All’opposto, il crollo del 31% per coke e prodotti petroliferi raffinati evidenzia sia la normalizzazione dei prezzi energetici sia una possibile perdita di competitività in segmenti energivori.
La performance dell’export italiano nell’intero 2025
Sull’intero 2025, l’export in valore dell’Italia cresce del 3,3% rispetto al 2024, consolidando il posizionamento del made in Italy nonostante il rallentamento del commercio mondiale. La crescita è trascinata da settori ad alta intensità di conoscenza e valore aggiunto, come farmaceutico e metalmeccanico, affiancati dalle tradizionali eccellenze agroalimentari. Questo mix settoriale rafforza la resilienza dell’economia italiana, ma impone politiche industriali mirate per sostenere innovazione, capacità produttiva e presidio dei mercati esteri più dinamici.
I dati Istat offrono una base affidabile per valutare le priorità di competitività, investimenti e accordi commerciali.
Settori chiave: farmaceutico, metalmeccanico, alimentare
Nel 2025 gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici crescono del 28,5%, confermando il ruolo strategico della filiera life science, tra brevetti, export di principi attivi e produzione conto terzi.
I metalli di base e prodotti in metallo aumentano del 9,8%, segno di una domanda stabile per componenti industriali italiani ad alto contenuto tecnico.
Buona anche la performance dei mezzi di trasporto (esclusi autoveicoli) con +11,6% e dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%), pilastro dell’export di qualità, trainato da brand consolidati e riconoscibilità internazionale.
Geografie vincenti e mercati in rallentamento
La Svizzera è il mercato con il contributo più elevato alla crescita, con export italiano in aumento del 41,7%, spesso legato anche a flussi farmaceutici e triangolazioni commerciali.
Molto intenso anche l’incremento verso i Paesi Asean (+48%), segnale di un rafforzamento nei mercati del Sud-Est asiatico a forte potenziale di domanda per beni intermedi e consumo premium.
Crescono inoltre Polonia (+18,9%), Francia (+5,4%) e Spagna (+8,4%), mentre arretrano le esportazioni verso Turchia (-17,0%), Regno Unito (-8,7%), Paesi Bassi (-9,7%) e Belgio (-8,9%).
Bilancia commerciale, energia e dinamica delle importazioni
Nel 2025 il saldo della bilancia commerciale italiana supera i 50 miliardi di euro, confermando la capacità strutturale del Paese di generare avanzi con l’estero. La riduzione del deficit energetico, unita alla tenuta dell’interscambio di beni non energetici, contribuisce a rafforzare la posizione finanziaria complessiva dell’Italia. Al tempo stesso, la ripresa delle importazioni segnala un ciclo industriale in miglioramento ma anche una persistente dipendenza dall’estero per energia e input intermedi. La dinamica dei prezzi all’import, in lieve calo, attenua le pressioni sui costi per le imprese manifatturiere, ma non elimina la necessità di strategie di efficienza e transizione energetica.
Surplus commerciale e deficit energetico
Il surplus commerciale 2025 raggiunge +50.746 milioni di euro, in aumento rispetto ai +48.287 milioni del 2024, con un avanzo nei prodotti non energetici pari a +97.685 milioni, seppur inferiore ai +102.577 milioni dell’anno precedente.
Il deficit energetico si riduce a -46.939 milioni da -54.290 milioni, segnale di minori esborsi per import di energia, grazie a prezzi più bassi e, in parte, a consumi più efficienti.
Nel solo dicembre 2025, il saldo commerciale è positivo per +6.037 milioni, in crescita rispetto ai +5.147 milioni di dicembre 2024.
Tendenze delle importazioni e prezzi all’import
A dicembre 2025 l’import segna una crescita tendenziale del 3,4% in valore, trainata dalle maggiori importazioni dai Paesi Ue (+7,1%), mentre calano quelle dai Paesi extra-Ue (-1,1%).
In volume, gli acquisti dall’estero aumentano del 7,7%, riflettendo un rafforzamento della domanda interna di beni intermedi e capitali.
I prezzi all’import diminuiscono dello 0,1% su base mensile e del 3,1% su base annua; nella media del 2025 flettono dell’1,7%, dopo il -1,5% del 2024, contribuendo a contenere i costi delle imprese esportatrici.
FAQ
Come è andato l’export italiano a dicembre 2025?
L’export italiano è aumentato del 4,9% in valore e del 3,6% in volume su base annua, con un progresso diffuso sia verso l’area Ue sia verso i Paesi extra-Ue.
Quali settori hanno trainato l’export italiano a fine 2025?
Hanno trainato soprattutto metalli di base e prodotti in metallo, mezzi di trasporto esclusi autoveicoli, articoli farmaceutici e, in misura minore, alimentari, bevande e tabacco.
Quali mercati esteri sono cresciuti di più per l’Italia nel 2025?
I contributi maggiori sono arrivati da Svizzera, Paesi Asean, Polonia, Francia e Spagna, con incrementi molto marcati in particolare nei primi due casi.
Com’è cambiata la bilancia commerciale italiana nel 2025?
Il surplus commerciale è salito a 50,7 miliardi di euro, con un forte avanzo nei beni non energetici e un deficit energetico in riduzione rispetto al 2024.
Cosa è successo al deficit energetico italiano?
Il deficit energetico si è ridotto da 54,3 a 46,9 miliardi di euro, grazie soprattutto a minori prezzi dell’energia e a un minore esborso per importazioni energetiche.
Qual è stata la dinamica delle importazioni italiane a dicembre 2025?
Le importazioni sono cresciute del 3,4% in valore e del 7,7% in volume, spinte dagli acquisti dall’area Ue, mentre sono calate quelle dai Paesi extra-Ue.
Come si sono mossi i prezzi all’import nel 2025?
I prezzi all’import sono scesi dello 0,1% su base mensile a dicembre e del 3,1% su base annua; nella media del 2025 la flessione è stata dell’1,7%.
Qual è la fonte ufficiale dei dati sull’export 2025?
I dati e le indicazioni sull’export e sulla bilancia commerciale 2025 provengono dalle rilevazioni ufficiali diffuse dall’Istat, base statistica utilizzata anche nell’articolo originale analizzato.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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