Israele prepara nuova offensiva su Gaza, shock in governo: arrestato il fedelissimo di Netanyahu per insabbiamento

Indice dei Contenuti:
Piani militari a Gaza per marzo
Israele ha predisposto piani per nuove operazioni militari intensive a Gaza a marzo, con un focus su Gaza City per spostare la linea di demarcazione del cessate il fuoco verso la costa e consolidare il controllo sul terreno. A riferirlo è il Times of Israel, che cita un funzionario israeliano e un diplomatico arabo. L’obiettivo operativo sarebbe estendere la presenza militare in aree chiave per rafforzare la pressione su Hamas e ridisegnare i margini del cessate il fuoco.
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Le manovre, descritte come “massicce e intensive”, puntano a una nuova fase della campagna con interventi mirati nell’area urbana centrale dell’enclave. La componente tattica prevede un ampliamento delle zone cuscinetto e la spinta della linea gialla verso l’ovest della Striscia. Restano in valutazione logistica i corridoi interni e i perimetri di sicurezza.
Secondo le fonti citate, l’architettura delle operazioni risponde a obiettivi cumulativi: controllo del territorio, pressione negoziale e isolamento di nodi strategici. La calendarizzazione a marzo dipenderà dall’allineamento politico e dal quadro di sicurezza sul terreno.
Pressioni internazionali e ruolo degli Stati Uniti
Il via libera a qualsiasi nuova offensiva dipende in larga misura dalla posizione degli Stati Uniti, impegnati a sostenere l’attuazione della fragile tregua concordata a ottobre. Washington spinge per una “fase due” che includa il disarmo di Hamas e un rafforzamento dei meccanismi di monitoraggio sul cessate il fuoco. Un diplomatico arabo, citato dal Times of Israel, ritiene improbabile un’operazione senza un coordinamento stretto con la Casa Bianca.
La pressione internazionale si concentra sull’equilibrio tra esigenze di sicurezza israeliane e stabilità regionale. Canali diplomatici tra Gerusalemme, Washington e partner arabi valutano garanzie sul flusso di aiuti e sulla protezione dei civili nelle aree urbane della Striscia di Gaza. Il margine operativo dipenderà anche dal consenso costruito in sede multilaterale.
Fonti intergovernative indicano che eventuali mosse sul terreno dovranno integrarsi con un quadro negoziale più ampio, inclusi impegni verificabili sul contenimento delle ostilità. Gli USA mirano a evitare escalation orizzontali e a mantenere leve diplomatiche su Israele e attori regionali, condizionando tempi e perimetro dell’azione militare prevista per marzo.
Arresto del capo di gabinetto di Netanyahu
La polizia ha fermato Tzachi Braverman, capo di gabinetto del premier Benjamin Netanyahu, per presunto intralcio a un’indagine su una fuga di informazioni di intelligence verso il tabloid tedesco Bild. A riportarlo è il Times of Israel. In una nota ufficiale, le forze dell’ordine hanno confermato l’intervento dell’unità anticrimine Lahav 433 con l’accusa di ostacolo alle indagini.
Gli investigatori di Lahav 433 hanno perquisito l’abitazione di Braverman e lo hanno condotto al quartier generale per l’interrogatorio. Il fermo si inserisce in un’inchiesta su una presunta rivelazione di materiale sensibile a un media estero, con accertamenti in corso sui canali di trasmissione delle informazioni.
La misura segue la confessione dell’ex portavoce di Netanyahu, Eli Feldstein, secondo cui Braverman era a conoscenza dell’indagine segreta mesi prima della sua pubblicizzazione e avrebbe promesso di fermarla. Braverman è indicato tra i candidati a futuro ambasciatore di Israele nel Regno Unito, posizione ora potenzialmente condizionata dagli sviluppi giudiziari.
FAQ
- Chi è Tzachi Braverman?
Capo di gabinetto del premier Benjamin Netanyahu, figura di vertice nell’ufficio del primo ministro. - Perché è stato fermato?
Per presunto ostacolo a un’indagine su una fuga di informazioni di intelligence verso il tabloid Bild. - Quale unità ha condotto l’operazione?
L’unità per crimini di particolare rilievo Lahav 433 della polizia israeliana. - Quali atti investigativi sono stati eseguiti?
Perquisizione domiciliare e trasferimento di Braverman al quartier generale per l’interrogatorio. - Chi ha fornito elementi contro Braverman?
L’ex portavoce Eli Feldstein, che ha riferito della conoscenza anticipata dell’indagine e di un tentativo di bloccarla. - Quali conseguenze politiche immediate?
Possibile impatto sulla candidatura di Braverman a ambasciatore nel Regno Unito. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Le informazioni provengono dal Times of Israel, come riportato nelle note ufficiali di polizia.




