Iran richiama ambasciatore italiano dopo frasi shock del ministro

Indice dei Contenuti:
L’Iran convoca l’ambasciatore italiano: ‘Irresponsabili dichiarazioni del ministro’
Nuovo fronte diplomatico
La convocazione dell’ambasciatore italiano a Teheran segna un salto di tensione tra Iran e Italia, dopo le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani sulle Guardie Rivoluzionarie. Il ministero degli Esteri iraniano ha definito queste posizioni “irresponsabili”, attribuendo a Roma un allineamento alle pressioni occidentali sulla sicurezza regionale e sui diritti umani.
Secondo i media di Stato, ripresi da Iran International, Teheran ha espresso formale protesta per l’intenzione italiana di sostenere in sede europea l’inserimento dei pasdaran in una lista di organizzazioni terroristiche. La mossa è stata presentata come un’ingerenza negli affari interni iraniani e un segnale ostile verso le istituzioni della Repubblica islamica.
Dietro la reazione vi è il timore di nuove sanzioni coordinate tra Unione Europea, Stati Uniti e partner regionali. Per Teheran, la narrativa occidentale sulle Guardie Rivoluzionarie rischia di delegittimare un pilastro militare e politico del sistema, con ripercussioni sulla stabilità interna e sull’equilibrio di potere tra fazioni.
Vertice Ue e nodo pasdaran
Al prossimo consiglio Affari Esteri dell’Ue, i Ventisette discuteranno un nuovo pacchetto di misure contro l’Iran, verosimilmente ancorato al regime sanzionatorio relativo alle violazioni dei diritti umani. Sul tavolo figura la richiesta, sostenuta da diverse capitali, di qualificare i pasdaran come formazione terroristica, ma manca ancora l’unanimità necessaria.
Fonti europee indicano come scenario intermedio l’estensione della blacklist a singoli comandanti e figure operative coinvolte nella repressione delle proteste interne e nelle operazioni all’estero. Questo consentirebbe di colpire la catena di comando più esposta, evitando per ora la criminalizzazione dell’intero Corpo, scelta che avrebbe conseguenze economiche e diplomatiche molto più ampie.
Nel dibattito pesa il precedente delle designazioni americane e la crescente pressione dell’opinione pubblica europea dopo i casi di arresti, condanne a morte e uso della forza contro manifestanti. Per diversi governi, mantenere margini di dialogo con Teheran resta essenziale per la gestione del dossier nucleare e dei conflitti in Medio Oriente, ma l’equilibrio tra realpolitik e tutela dei diritti è sempre più stretto.
Reazioni regionali e internazionali
Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, ha condannato la risoluzione del Parlamento Europeo favorevole alla designazione delle Guardie Rivoluzionarie come gruppo terroristico, definendola “assurda” e frutto di pressioni degli Stati Uniti. A suo giudizio, le capitali europee rischiano di cadere in una strategia di contenimento che compromette il dialogo su sicurezza ed energia.
Baghaei ha inoltre criticato la diplomazia condotta tramite messaggi privati tra leader occidentali, citando le comunicazioni rese pubbliche tra l’ex presidente americano Donald Trump e il presidente francese Emmanuel Macron. Secondo il portavoce, le grandi decisioni sulla regione dovrebbero passare per canali istituzionali trasparenti e rispettosi della sovranità degli Stati coinvolti.
Sul fronte opposto, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha elogiato pubblicamente la posizione di Antonio Tajani su X, sollecitando l’Unione Europea a una scelta definita “necessaria e morale” verso le Guardie Rivoluzionarie. Il sostegno di Israele rafforza l’asse dei Paesi che chiedono una linea più dura contro Teheran, accentuando però il rischio di irrigidimento da parte iraniana e di nuove ritorsioni diplomatiche e regionali.
FAQ
D: Perché Teheran ha convocato l’ambasciatore italiano?
R: Per protestare contro le dichiarazioni del ministro Antonio Tajani favorevoli alla designazione delle Guardie Rivoluzionarie come organizzazione terroristica.
D: Qual è il ruolo dell’Unione Europea in questa vicenda?
R: I Ventisette stanno valutando nuove sanzioni contro l’Iran e l’eventuale inserimento dei pasdaran in elenchi antiterrorismo, ma non c’è ancora unanimità.
D: Cosa propone il governo italiano in sede Ue?
R: L’Italia, tramite il ministro Tajani, intende avanzare la proposta di classificare le Guardie Rivoluzionarie nella lista europea delle organizzazioni terroristiche.
D: Perché molti Paesi Ue sono divisi sulla linea da tenere?
R: Alcuni temono il collasso del dialogo su nucleare, energia e sicurezza regionale, altri privilegiano una risposta più netta alle violazioni dei diritti umani in Iran.
D: Chi è Esmail Baghaei e cosa ha dichiarato?
R: È il portavoce del ministero degli Esteri iraniano e ha definito “assurdo” il sostegno europeo alla designazione dei pasdaran come terroristi, accusando l’Ue di seguire gli USA.
D: Qual è la posizione di Israele sulla questione?
R: Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha appoggiato la linea di Tajani, chiedendo all’Unione Europea di riconoscere formalmente le Guardie Rivoluzionarie come gruppo terroristico.
D: In che modo le nuove sanzioni potrebbero essere applicate?
R: Un’ipotesi è ampliare le liste a singoli membri dei pasdaran coinvolti in repressioni, senza colpire l’intera struttura militare.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia?
R: La vicenda è stata riportata dall’agenzia ANSA, sulla base di informazioni diffuse da media di Stato iraniani e rilanciate da Iran International.




