Iran, diplomatico a Ginevra chiede asilo in Svizzera: crepa clamorosa nel regime di Teheran

Richiesta di asilo a Ginevra
Un alto funzionario iraniano in servizio presso la sede europea dell’ONU a Ginevra ha rassegnato le dimissioni e presentato formale richiesta di asilo alle autorità della Svizzera. Secondo fonti diplomatiche citate da Iran International, la domanda è stata depositata insieme ai familiari del funzionario, subito dopo l’abbandono dell’incarico.
La scelta è maturata nel quadro della crescente instabilità politica in Iran, con timori di possibili ritorsioni legate ai persistenti disordini interni e alle incertezze sulla tenuta dell’assetto istituzionale della Repubblica Islamica. Il diplomatico ha deciso di non fare rientro a Teheran proprio per evitare rischi personali connessi al mutato contesto politico e sociale.
Le autorità federali svizzere, interpellate sulla procedura di protezione internazionale, non hanno rilasciato commenti. La richiesta resterà quindi oggetto dell’iter previsto dal diritto d’asilo, con valutazioni su sicurezza, credibilità del racconto e condizioni nel Paese d’origine, in linea con gli standard internazionali applicati in materia.
Profilo del diplomatico iraniano
Alireza Jeyrani Hokmabad, quadro di vertice della missione permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha operato con il grado di consigliere e l’incarico di ministro plenipotenziario, ruolo che lo collocava di fatto come vice capo missione. Il funzionario ha lasciato l’ufficio e formalizzato l’uscita dall’incarico prima di inoltrare la richiesta di protezione per sé e per la famiglia.
Secondo fonti diplomatiche citate da Iran International, la decisione è maturata nel solco delle tensioni interne in Iran e del timore di ripercussioni personali. Il profilo operativo di Jeyrani, con accesso a dossier multilaterali e rapporti con organizzazioni internazionali, rende particolarmente sensibile il suo allontanamento dal servizio.
Le stesse fonti indicano che la scelta di non rientrare a Teheran risponde alla crescente incertezza sulla stabilità dell’architettura istituzionale della Repubblica Islamica. L’assenza di commenti da parte delle autorità svizzere non incide sul quadro: la posizione dell’ex consigliere resta quella di un ex dirigente con esperienza in negoziati multilaterali e gestione dei rapporti diplomatici in sede ONU.
Reazioni europee e contesto politico


Fonti diplomatiche riferite da Iran International segnalano un clima di crescente attenzione in Europa verso le istanze dei manifestanti in Iran, con prese di posizione pubbliche di leader europei e del Parlamento europeo. Tali segnali hanno accresciuto l’inquietudine tra i rappresentanti iraniani di stanza nel continente, intensificando contatti riservati con le autorità nazionali.
Nelle ultime settimane, diversi funzionari iraniani avrebbero consultato uffici competenti in vari Paesi UE per valutare o formalizzare domande di protezione, secondo fonti che chiedono l’anonimato. Il trend è attribuito alla percezione di rischi personali connessi alle proteste interne e all’instabilità della struttura di governo della Repubblica Islamica.
Parallelamente, fonti europee indicano che alcuni governi stanno adottando un approccio più flessibile nell’esame delle istanze di asilo dei diplomatici iraniani, anche quando non sia immediatamente documentabile una minaccia diretta alla vita. L’orientamento mira a rispondere a un contesto in rapido mutamento e a rafforzare i presidi di tutela per chi teme ritorsioni.
FAQ
- Chi ha riportato la notizia?
Iran International è la fonte giornalistica citata dalle fonti diplomatiche. - Qual è la posizione dell’UE sulle proteste in Iran?
Diversi leader europei e il Parlamento europeo hanno espresso sostegno ai manifestanti. - Perché cresce l’inquietudine tra i diplomatici iraniani in Europa?
Per timori di ritorsioni legati alle proteste e all’instabilità politica in Iran. - I governi europei stanno cambiando approccio all’asilo?
Alcuni Paesi stanno valutando con maggiore apertura le richieste dei diplomatici iraniani. - È necessaria la prova di una minaccia diretta?
In alcuni casi, le autorità esaminano le domande anche in assenza di prove immediate di minacce alla vita. - Quali istituzioni sono coinvolte a Ginevra?
La sede europea dell’ONU e le organizzazioni internazionali correlate. - Il caso ha implicazioni per la sicurezza personale dei richiedenti?
Sì, le valutazioni riguardano rischi individuali e il contesto politico nel Paese d’origine.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



