Iran al centro della crisi: Trump promette sostegno ai manifestanti e agita lo spettro di un attacco

Indice dei Contenuti:
Proteste in Iran e sostegno Usa
Donald Trump annuncia su Truth che gli Stati Uniti sono “pronti ad aiutare” i manifestanti iraniani, definendo la loro mobilitazione una battaglia per la libertà, citando come fonte il Wall Street Journal e i canali ufficiali dell’ex presidente. In Iran, nonostante blackout di internet e una scia di vittime e arresti, le piazze restano vive al quattordicesimo giorno di proteste, la più ampia ondata degli ultimi tre anni. Le manifestazioni si estendono da Tabriz a Teheran fino a Shiraz, alimentate da appelli alla disobbedienza civile e allo sciopero generale.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
Le autorità inviano sms per scoraggiare l’adesione, mentre la mobilitazione cresce di intensità e visibilità, tra blocchi informativi e testimonianze dirette dagli ospedali. La narrativa del regime punta sul nemico esterno, ma la pressione interna resta elevata e organizzata, con nuove chiamate alla piazza e simboli nazionali esibiti in modo coordinato.
Dati citati da Hrana, Time e fonti ospedaliere in anonimato riferiscono di decine di morti e centinaia di feriti, molti per proiettili veri. Un contesto che spinge Trump a rinnovare l’avvertimento a non “sparare” sui dimostranti, mentre le piazze resistono al buio digitale e alla repressione capillare. Fonte: Wall Street Journal, Time, Hrana.
Piano militare discusso ma non imminente
Fonti citate dal Wall Street Journal riferiscono di colloqui “preliminari” tra funzionari dell’amministrazione Trump su possibili opzioni militari contro l’Iran, individuando potenziali obiettivi senza adottare decisioni operative. Tra le ipotesi esaminate, un attacco aereo su larga scala contro asset militari iraniani, valutato come deterrenza e strumento di pressione.
Le stesse fonti precisano che non vi sono segnali di un’azione imminente: nessuna mobilitazione di personale o equipaggiamenti, e nessun consenso sulla linea d’azione. Le conversazioni rientrano nella normale pianificazione strategica e restano condizionate all’evoluzione della crisi interna iraniana e alle minacce incrociate tra Washington e Teheran.
Il quadro emerso suggerisce una postura di attesa, con la priorità di monitorare l’andamento delle proteste e la risposta delle autorità iraniane, evitando escalation non necessarie. Le valutazioni tengono conto della pressione internazionale, dei rischi regionali e dell’impatto su alleati e traffici strategici. Fonte: Wall Street Journal.
Repressione, reazioni internazionali e rischi futuri
La stretta delle autorità iraniane si intensifica: secondo Hrana e testimonianze raccolte da Time e Bbc, il bilancio dei morti cresce, con numerosi feriti da arma da fuoco e ospedali “sopraffatti”. La Guida Suprema Ali Khamenei avrebbe elevato l’allerta dei pasdaran oltre i livelli della guerra dei 12 giorni con Israele, mentre i manifestanti vengono etichettati come “mohareb”, reato che prevede la pena capitale.
Il blackout di internet supera le 48 ore: circolano solo sms dissuasivi della polizia e segnalazioni di scontri da Teheran al resto del Paese. Alcune fonti riferiscono dell’ipotetico arrivo di miliziani iracheni a supporto delle forze di sicurezza, notizie non verificate che accrescono la tensione e le ritorsioni contro cittadini iracheni.
Sul fronte estero, l’Ue sollecita lo stop alla repressione e la presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola propone sanzioni al Corpo delle Guardie della Rivoluzione. Da Washington, Donald Trump avverte Teheran di non aprire il fuoco sui dimostranti. In parallelo, Reza Pahlavi invoca scioperi nei settori chiave e presidi con simboli nazionali.
Fonti di intelligence regionali prevedono giorni decisivi: se le proteste continueranno e il vandalismo crescerà, il regime potrebbe passare a una repressione più sanguinosa, con rischio di escalation interna e frizioni acute con l’Occidente. Fonti: Wall Street Journal, Time, Bbc, Hrana.
FAQ
- Qual è la situazione della repressione in Iran?
Secondo Hrana e Time, aumentano vittime e feriti, con uso di proiettili veri e ospedali sotto pressione. - Internet è ancora bloccato?
Sì, il blackout supera le 48 ore; ai cittadini arrivano solo sms della polizia. - Quali misure ha adottato Teheran?
Allerta rafforzata per i pasdaran e incriminazioni come “mohareb”, che comportano la pena di morte. - Come reagisce la comunità internazionale?
L’UE chiede di fermare la violenza e valuta sanzioni contro il Corpo delle Guardie della Rivoluzione. - Ci sono segnali di escalation regionale?
Circolano voci non verificate su miliziani iracheni in Iran, aumentando il rischio di tensioni interetniche. - Quali scenari per i prossimi giorni?
Intelligence dell’area prevede un possibile inasprimento della repressione e maggiore confronto con l’Occidente.




