Intelligenza artificiale ridisegna strategie e rischi del venture capital, sfida modelli tradizionali di investimento

Indice dei Contenuti:
L’Intelligenza artificiale ha cambiato le regole del venture capital
Capitali infiniti, vincitori incerti
La nuova ondata dell’IA ha ribaltato le logiche tradizionali dei fondi. I grandi player scommettono in parallelo su più unicorni rivali, spinti dall’idea che il mercato possa premiare un numero ristretto di dominatori globali. L’ingresso di Sequoia nel maxi-round da 25 miliardi di dollari di Anthropic – con un assegno da 1,5 miliardi e una valutazione stimata di 350 miliardi – cristallizza la corsa. In portafoglio lo storico fondo californiano ha già OpenAI e xAI, tre campioni della stessa tecnologia, in competizione diretta.
Per i venture capital, fino a ieri, finanziare concorrenti nella stessa nicchia significava esporsi a rischi legali, reputazionali e di governance. Oggi sembra un costo accettabile pur di presidiare ogni possibile “vincitore finale”. Come osserva il docente di Economia digitale alla Luiss di Roma Paolo Cellini, l’IA ricorda l’Internet degli anni Novanta, ma con un’enorme differenza: questa volta i soldi non mancano e la strategia è puntare su più numeri contemporaneamente, in un’inedita roulette tecnologica globale.
Conflitti d’interesse e segreti industriali
La scelta di Sequoia ha scosso la Silicon Valley perché implica accesso privilegiato a dati sensibili di aziende che si sfidano sullo stesso fronte tecnologico. Bilanci, roadmap di prodotto, strategie di partnership diventano informazioni di valore inestimabile in un settore dove la distanza tra leader e inseguitori si misura in mesi. La sensibilità sul tema è altissima soprattutto attorno a Sam Altman, il cui legame con Sequoia è storico: dal sostegno alla sua prima startup Loopt, al ruolo di scout che portò nel portafoglio del fondo la fintech Stripe, fino al rapporto personale con il co-leader Alfred Lin.
Non è sempre stato così: nel 2020 Sequoia rinunciò alla partecipazione in Finix, lasciando sul tavolo 21 milioni di dollari, pur di evitare il conflitto con Stripe. L’investimento in xAI poteva essere letto come ulteriore legame con Elon Musk – già sostenuto in X, SpaceX, The Boring Company e Neuralink. L’operazione Anthropic sancisce invece una rottura con la tradizionale ortodossia sui conflitti d’interesse, sostituita da una logica di presidio trasversale dell’intero ecosistema IA.
Modelli di business fragili, valutazioni record
L’attuale stagione dell’IA è alimentata da round miliardari in aziende che, per ora, vivono soprattutto di aumenti di capitale. OpenAI, Anthropic e gli altri campioni del settore bruciano cassa per addestrare modelli sempre più grandi, offrendo prodotti spesso simili e difficili da differenziare agli occhi del mercato di massa. I ricavi esistono, ma non giustificano ancora valutazioni da centinaia di miliardi, fondate in gran parte su aspettative future. Il modello è puro venture capital: perdite sistematiche, nuovi round, eventuale approdo in Borsa come sbocco naturale.
La variabile chiave è il costo dell’IA. Se player come Google decidono di distribuire suite come Gemini e funzioni “AI mode” a prezzi marginali o persino gratis, sostenuti da chip proprietari e integrazione verticale, il margine per startup indipendenti si assottiglia. Come sottolinea Cellini, non è chiaro quanto velocemente stiano scendendo i costi infrastrutturali: quel differenziale determinerà chi potrà reggere la corsa e per quanto tempo, in un contesto dove è probabile che alla fine resti un solo, grande vincitore globale.
FAQ
D: Perché i fondi di venture capital investono in più società IA concorrenti?
R: Per presidiare ogni possibile vincitore in un mercato percepito come “winner-takes-most”, accettando il rischio di conflitti d’interesse.
D: Cosa rende particolare l’investimento di Sequoia in Anthropic?
R: Aggiunge una terza big tech dell’IA in portafoglio, dopo OpenAI e xAI, rompendo la tradizione di evitare concorrenti diretti nello stesso settore.
D: Qual è l’ordine di grandezza della valutazione di Anthropic?
R: Il round in discussione valorizza la società intorno ai 350 miliardi di dollari, più del doppio rispetto a pochi mesi fa.
D: Perché l’IA viene paragonata all’Internet degli anni Novanta?
R: Perché rappresenta una tecnologia di base che può ridisegnare interi settori, con forte incertezza sui futuri campioni industriali.
D: Qual è il ruolo di Sam Altman nel rapporto con Sequoia?
R: Altman è un partner storico del fondo, che lo sostenne in Loopt e lo coinvolse come scout in deal cruciali come Stripe, creando un legame di lungo periodo.
D: Come monetizzano oggi le grandi società di IA?
R: Principalmente tramite abbonamenti enterprise, licenze API e servizi cloud, ma i margini sono compressi da costi infrastrutturali elevati.
D: Perché la riduzione dei costi dei chip IA è così importante?
R: Perché abbassa la barriera d’ingresso e può trasformare prodotti oggi premium in commodity, comprimendo le valutazioni basate su extraprofitti futuri.
D: Qual è la fonte giornalistica citata sull’operazione Anthropic?
R: I dettagli sul round e sulla valutazione di Anthropic derivano dalle anticipazioni del Financial Times, riprese e contestualizzate da Italian Tech.




