Intelligenza artificiale potenzia la cardiologia sportiva: oltre gli smartwatch arrivano nuovi sistemi di monitoraggio ospedaliero

Cuore e sport: come tecnologie e AI cambiano prevenzione e diagnosi
L’attività fisica protegge il cuore, ma negli sportivi può svelare malattie ignote, talvolta rischiose. Daniele Andreini, cardiologo dell’Irccs Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio e ordinario all’Università di Milano, spiega come valutare il rischio. In Italia, oggi, device da polso ed algoritmi di intelligenza artificiale affiancano Ecg, Holter e imaging avanzato nella prevenzione degli eventi cardiaci, soprattutto negli atleti over 40 e nei portatori di fattori di rischio. Le nuove tecnologie permettono diagnosi più precoci di aritmie e cardiomiopatie, riducendo tempi e costi degli esami in ospedale. Ma, avverte l’esperto, nessun dispositivo può sostituire una valutazione specialistica strutturata: sintomi come dolore toracico, fiato corto o sincope richiedono sempre un consulto rapido con il cardiologo.
In sintesi:
- Attività fisica fa bene al cuore, ma può scatenare eventi in chi è malato senza saperlo.
- Device indossabili utili per intercettare tachicardie e possibile fibrillazione atriale, non sostituiscono esami medici.
- AI nell’imaging cardiologico riduce del 40% durata risonanza, aumentando precisione diagnostica.
- Over 40, sportivi con fattori di rischio o sintomi necessitano valutazione cardiologica mirata.
Come riconoscere i rischi cardiaci negli sportivi e il ruolo della tecnologia
Le cardiomiopatie e la cardiopatia ischemica rappresentano le condizioni più critiche per chi pratica sport, anche non agonistico. Serve una valutazione attenta prima di concedere l’idoneità, soprattutto negli atleti master e in presenza di familiarità.
Le linee guida cardiologiche aiutano a distinguere, già dal semplice Ecg a riposo, le aritmie sopraventricolari di solito benigne da quelle ventricolari, più insidiose, in particolare se originate da specifiche regioni del ventricolo sinistro.
I sintomi da non ignorare includono dolore toracico, affanno a riposo o per sforzi modesti, palpitazioni improvvise, sincope o perdita di coscienza. In questi casi, sottolinea Andreini, è necessaria una valutazione specialistica senza ritardi.
Dopo una fase di scetticismo, il cardiologo valuta positivamente i device indossabili: non sono esami diagnostici come Holter o loop recorder, ma possono segnalare pattern sospetti. *“Possono essere utili nell’individuare tachicardie improvvise o addirittura episodi di fibrillazione atriale”*, chiarisce.
Nei centri avanzati, l’AI nell’imaging cardiologico è ormai parte integrante del percorso clinico. I nuovi software per l’ecocardiogramma consentono la valutazione automatica dello strain miocardico, offrendo diagnosi più raffinate senza allungare l’esame.
Nella risonanza cardiaca, i tool di AI utilizzati presso la Cardiologia di Andreini hanno ridotto del 40% la durata dell’esame, migliorando al contempo la qualità delle misurazioni e la definizione dei tessuti miocardici.
L’ecocardiogramma rimane la base per la valutazione degli atleti, arricchito da tecniche di strain e 3D. La risonanza magnetica è il gold standard negli sportivi con aritmie ventricolari o sospetta cardiomiopatia, mentre la Tac coronarica emerge come riferimento per anomalie coronariche e per la valutazione dell’aterosclerosi negli atleti master.
Per gli sportivi over 40, chi fuma, è diabetico, iperteso, con ipercolesterolemia o storia familiare, Andreini raccomanda una valutazione medica proporzionata all’età, alla storia clinica e all’intensità dello sport prima di iniziare o aumentare l’allenamento.
Sport, AI e prevenzione personalizzata: come cambierà la tutela del cuore
L’integrazione tra dati di wearable, imaging avanzato e algoritmi di AI apre a una prevenzione cardiologica sempre più personalizzata per gli sportivi. In prospettiva, i tracciati raccolti da smartwatch e fasce cardio potranno indirizzare più rapidamente gli atleti verso esami mirati, riducendo accessi impropri e ritardi diagnostici.
La sfida sarà trasformare la mole di informazioni generate dai device in percorsi clinici validati, evitando falsi allarmi e ansia ingiustificata. Per Andreini, il futuro passa da team multidisciplinari che combinano esperienza clinica, imaging di alta qualità e strumenti digitali, mantenendo al centro la valutazione del singolo atleta. L’attività fisica resta un alleato del cuore, a patto che il monitoraggio sia guidato da specialisti e non solo da numeri sul polso.
FAQ
Quando è obbligatorio fare una visita cardiologica prima di fare sport?
È consigliabile prima di sport intenso dopo i 40 anni, con fattori di rischio o sintomi come dolore toracico, sincope, fiato corto.
Gli smartwatch possono diagnosticare una fibrillazione atriale?
Possono suggerire sospetti episodi di fibrillazione atriale, ma la diagnosi certa richiede Ecg, Holter o valutazione cardiologica specialistica dedicata.
Quali esami servono a uno sportivo con aritmie ventricolari?
È indicata una valutazione con Ecg, ecocardiogramma e, nei casi selezionati, risonanza cardiaca, oggi gold standard per sospetta cardiomiopatia.
Che cos’è lo strain miocardico nell’ecocardiogramma degli atleti?
È una misura della deformazione del muscolo cardiaco, valutata oggi automaticamente dall’AI, utile per diagnosi precoci di disfunzioni subcliniche.
Quali sono le fonti delle informazioni su cuore e sport in questo articolo?
Le informazioni derivano da elaborazione congiunta di dati Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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