Intelligenza artificiale minaccia qualità dell’informazione e salute della democrazia

Epistemia e intelligenza artificiale, il nuovo rischio per la democrazia
Chi: studiosi, regolatori, politici e big tech, tra cui Agcom, Google, Meta e l’Università La Sapienza di Roma.
Cosa: l’allarme sull’“epistemia”, cioè l’illusione di sapere perché lo dice l’IA, e sui suoi effetti su informazione e consenso democratico.
Dove: convegno “Epistemia, conoscenza, AI e società” a Roma, promosso da La Sapienza.
Quando: dibattito acceso mentre in Europa si applicano AI Act, European Media Freedom Act e nuovi interventi regolatori.
Perché: l’uso massivo di strumenti come AI Overview e AI Mode di Google può concentrare il potere informativo, alterare il traffico verso i media, influenzare opinione pubblica e qualità della democrazia.
In sintesi:
- Agcom prepara una segnalazione alla Commissione Ue su AI Mode di Google.
- Rischio “epistemia”: l’illusione di sapere perché lo afferma l’intelligenza artificiale.
- Politica e accademia chiedono nuove tutele per pluralismo e formazione del consenso.
- Meta sollecita norme meno difensive e più compatibili con l’innovazione digitale.
Al centro del convegno, la nozione di “epistemia”: credere di possedere conoscenza solo perché un sistema di intelligenza artificiale restituisce una risposta sintetica e autorevole. Un fenomeno che, se non controllato, può ridurre il controllo critico sulle fonti e comprimere il pluralismo informativo.
Le piattaforme di ricerca e social, grazie all’uso esteso di sistemi generativi, diventano filtri decisivi tra cittadini e notizie, spostando traffico e attenzione da giornali e media tradizionali verso risposte istantanee e spesso opache nei criteri di selezione. In questo scenario, studiosi e regolatori temono che l’accesso a poche sintesi guidate dall’algoritmo sostituisca la consultazione di più fonti, indebolendo il dibattito pubblico e la capacità di formarsi un’opinione informata.
Scontro tra Agcom e Google, il nodo libertà di informazione
Il presidente Agcom Giacomo Lasorella ha annunciato una prossima segnalazione alla Commissione europea su AI Mode di Google, definito “un caso evidente di impatto sull’informazione”. Secondo Lasorella, esiste “il rischio di compressione della libertà informativa e del diritto dei cittadini di accedere a più fonti”, richiamando l’articolo 3 dell’European Media Freedom Act.
Da parte sua, Diego Ciulli, Head of Government Affairs and Public Policy di Google Italia, ha difeso AI Overview e AI Mode: *“sono una naturale evoluzione del motore di ricerca, stiamo migliorando il modo precedente di fare ricerca, non l’accesso all’informazione. Non credo che per l’IA le persone smettano di leggere i giornali, sarebbe preoccupante se lo facessero”*.
Sul piano politico, la vicepresidente della Camera Anna Ascani (Pd) ha collegato l’illusione di conoscenza alla “generazione del consenso dell’opinione pubblica”: *“c’è una mancanza di regolamentazione, il decisore politico deve capire che abbiamo bisogno di strumenti di salvaguardia perché la formazione del consenso avvenga in maniera corretta”*.
Il dibattito tocca anche le regole europee sulle piattaforme. Flavio Arzarello, Public Policy Manager di Meta, ha osservato che negli ultimi cinque anni in Europa, verso l’IA, “sono prevalse paura e diffidenza con una tendenza all’eccessiva protezione”.
Secondo Arzarello, non serve smantellare le norme, ma renderle “più compatibili con l’innovazione”. Il rappresentante di Meta individua nel progetto di Digital Omnibus della Commissione Ue un’occasione per semplificare il quadro normativo e “ripensare anche l’AI Act”, regolando in modo mirato “i casi d’uso e non la tecnologia in sé”.
Per il mondo accademico, questi confronti rappresentano un passaggio necessario per creare regole informate da dati e ricerca empirica, in grado di bilanciare tutela dei diritti fondamentali e sviluppo industriale europeo nell’IA.
Epistemia oltre le fake news, la sfida per media ed educazione
Walter Quattrociocchi, alla guida del Centro di Data Science and Complexity for The Society della Sapienza di Roma, definisce il convegno “un circuito virtuoso tra il mondo della ricerca e il mondo esterno, istituzioni e piattaforme digitali”. È lui ad aver portato al centro del dibattito pubblico il concetto di “epistemia”, che auspica possa diventare “parola dell’anno per Treccani”.
Le ricerche del suo team analizzano temi come *ideologie e polarizzazione*, *piattaforme social e salute mentale*, *pubblicità politica sui social media*. Studi che mostrano come l’epistemia sia “un problema più articolato della circolazione delle fake news sui social media”: non si tratta solo di notizie false, ma di ecosistemi informativi in cui il cittadino rinuncia a verificare e delega integralmente il giudizio all’algoritmo.
Quattrociocchi invita a diffidare di chi parla di IA “senza contezza vera e propria, ma solo con like e momentanea celebrità”. Una raccomandazione che chiama in causa giornalismo, scuola e istituzioni: senza competenze digitali e criteri di valutazione delle fonti, l’epistemia rischia di trasformarsi da fenomeno culturale in infrastruttura stabile di disinformazione, con effetti duraturi su fiducia pubblica e qualità del processo democratico.
FAQ
Cosa significa epistemia nel contesto dell’intelligenza artificiale?
Epistemia indica l’illusione di conoscere perché una risposta dell’IA appare autorevole, riducendo verifica critica e confronto tra fonti indipendenti.
Perché Agcom contesta AI Mode e AI Overview di Google?
Agcom ritiene che possano comprimere il pluralismo informativo, concentrando l’accesso alle notizie su risposte sintetiche, riducendo traffico e visibilità dei media.
Quali rischi democratici sono legati all’uso massiccio dell’IA informativa?
I rischi riguardano formazione distorta del consenso, polarizzazione, dipendenza da poche piattaforme e riduzione della diversità delle fonti consultate.
Come propone Meta di cambiare la regolazione europea dell’IA?
Meta suggerisce di mantenere le tutele, ma concentrarsi sui casi d’uso specifici, semplificando le norme tramite il pacchetto Digital Omnibus.
Qual è la fonte originale delle dichiarazioni riportate nell’articolo?
Le dichiarazioni e le informazioni provengono dall’agenzia di stampa italiana ANSA, che ha seguito il convegno alla Sapienza di Roma.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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