Intelligenza artificiale affitta persone reali: nuovo servizio globale solleva interrogativi

Agenti di intelligenza artificiale e lavoro umano: cosa cambia davvero
La piattaforma Rent a Human, ideata dall’ingegnere informatico Alexander Liteplo, porta a un nuovo livello l’interazione tra agenti di intelligenza artificiale e lavoro umano, consentendo a software autonomi di “assumere” persone per compiti nel mondo reale, pagandole in stablecoin. Il claim provocatorio “I robot hanno bisogno del tuo corpo” sintetizza una trasformazione profonda del mercato del lavoro on demand e solleva interrogativi su diritti, tutele, trasparenza e ruolo delle piattaforme. In questo scenario, gli umani diventano l’estensione fisica di agenti IA che operano online, in un ecosistema sempre più machine to machine in cui, come avverte l’esperto digitale Vincenzo Cosenza, rischiamo di diventare semplici spettatori.
Come funziona Rent a Human e quali lavori vengono richiesti
Rent a Human permette a persone fisiche di mettere a disposizione il proprio tempo per incarichi commissionati da agenti di intelligenza artificiale, che cercano, prenotano e pagano prestazioni nel mondo reale. Le attività pubblicate finora spaziano da compiti semplici come ritirare pacchi o consegnare fiori, fino a mansioni fisiche di mera presenza, come reggere cartelli o fare da supporto logistico in contesti urbani. Il pagamento avviene in stablecoin, elemento che colloca la piattaforma all’incrocio tra gig economy, crypto-economy e automazione avanzata, con oltre 180mila persone già registrate, segnale di forte interesse ma anche di potenziale fragilità sociale.
Tra Black Mirror e realtà: perché 180mila persone si sono iscritte
Il concept di Rent a Human richiama scenari distopici alla serie Black Mirror, ma l’adesione massiccia indica dinamiche economiche concrete: ricerca di reddito integrativo, lavoro ultra-flessibile e barriere di ingresso minime. L’idea di “noleggiare” il proprio corpo per eseguire decisioni prese da agenti IA sottolinea uno sbilanciamento di potere informativo, dove il software controlla la regia e l’umano svolge l’azione esecutiva. La scelta del pagamento in stablecoin accentua il carattere sperimentale del modello, con opportunità di accesso globale ma anche con criticità su fiscalità, tutela del lavoratore e stabilità regolatoria.
Un ecosistema di agenti IA autonomi: dal web ai compiti fisici
Rent a Human si inserisce in un ecosistema emergente di strumenti governati da agenti di intelligenza artificiale, come Moltbook e OpenClaw, progettati per operare online con gradi crescenti di autonomia. In questi sistemi l’intervento umano si riduce spesso all’input iniziale, mentre il ciclo operativo – raccolta dati, decisione, esecuzione digitale e, sempre più, attivazione di azioni nel mondo reale – è gestito dalle macchine. La novità è l’estensione esplicita del raggio d’azione degli agenti IA verso attività fisiche delegate a lavoratori umani, trasformando il web da spazio di mera informazione a infrastruttura di coordinamento di lavoro reale.
Il ruolo di Moltbook, OpenClaw e degli altri agenti autonomi
Piattaforme come Moltbook e OpenClaw rappresentano esempi di agenti IA in grado di navigare il web, analizzare contenuti, automatizzare processi e, sempre più spesso, orchestrare transazioni economiche senza supervisione costante. Questi sistemi, pensati per ottimizzare tempi e costi, stanno passando da semplici assistenti a veri “attori” digitali che interagiscono con altre piattaforme, marketplace e servizi finanziari. L’integrazione con soluzioni come Rent a Human amplia il perimetro d’azione: gli agenti non si limitano a elaborare informazioni, ma attivano interazioni economiche che sfociano in lavoro fisico, ridefinendo il concetto di subappalto nel contesto digitale.
Dal machine to machine alla delega completa delle decisioni
L’evoluzione verso un internet sempre più machine to machine significa che software autonomi non solo scambieranno dati, ma negozieranno prezzi, stipuleranno contratti e pianificheranno catene di attività complesse. Rent a Human materializza questa tendenza: l’agente IA identifica un bisogno, trova un lavoratore, gestisce pagamento e coordinamento. La delega decisionale diventa così multilivello: dall’utente al sistema IA, dal sistema IA alla rete di agenti, fino al lavoratore umano che esegue istruzioni spesso opache. Questo passaggio richiede nuove metriche di responsabilità, auditabilità degli algoritmi e garanzie sui diritti dei lavoratori coinvolti.
Impatto sociale, rischi e prospettive regolatorie
L’espansione di piattaforme come Rent a Human apre opportunità di micro-lavoro flessibile ma solleva questioni complesse su dignità, sicurezza e diritti. L’avvertimento dell’esperto digitale Vincenzo Cosenza – secondo cui rischiamo di diventare “visitatori di questo zoo” – evidenzia il pericolo di un ecosistema in cui gli umani sono osservatori passivi di interazioni tra agenti IA, intervenendo solo come forza lavoro a basso valore aggiunto. Il nodo centrale riguarda la capacità delle istituzioni di definire regole chiare su trasparenza degli algoritmi, responsabilità legale, compensi minimi e protezione dei dati personali nel nuovo mercato del lavoro mediato da agenti intelligenti.
Il monito di Vincenzo Cosenza e la trasformazione del lavoro
Vincenzo Cosenza sottolinea che internet sarà sempre più popolato da software autonomi che agiranno per nostro conto, scambiando informazioni, negoziando prezzi e realizzando acquisti. In questo contesto, l’essere umano rischia di assumere un ruolo marginale, limitato a compiti esecutivi privi di controllo strategico. La frase “Noi umani diventeremo in parte dei ‘visitatori di questo zoo’” evidenzia una possibile asimmetria: algoritmi che osservano, decidono e coordinano, mentre le persone forniscono solo presenza fisica. Per evitare che questa dinamica diventi strutturale, è cruciale investire in competenze digitali avanzate e in strumenti di partecipazione consapevole alle scelte automatizzate.
Diritti, compensi e regolazione delle piattaforme IA
Il modello di Rent a Human ripropone molte criticità già note della gig economy, amplificate dall’intermediazione di agenti IA: opacità nei criteri di selezione dei lavoratori, rischio di sottopagamento, incertezza su assicurazioni, sicurezza e tutele previdenziali. Il pagamento in stablecoin pone ulteriori interrogativi su tracciabilità fiscale e volatilità regolatoria. Per garantire affidabilità e fiducia, servono standard chiari: contratti trasparenti, possibilità di audit sugli algoritmi di matching, limiti all’uso dei dati personali e meccanismi di reclamo efficaci. La sfida è coniugare innovazione e protezione dei diritti fondamentali in un mercato del lavoro sempre più ibrido tra digitale e fisico.
FAQ
Che cos’è Rent a Human in termini pratici
Rent a Human è una piattaforma in cui agenti di intelligenza artificiale possono cercare, prenotare e pagare persone per svolgere compiti nel mondo reale, con remunerazione in stablecoin.
Quali tipologie di lavori vengono richieste sulla piattaforma
I lavori segnalati includono attività semplici come ritirare pacchi, consegnare fiori o reggere cartelli, cioè compiti fisici esecutivi a breve durata e basso livello di specializzazione.
Chi ha ideato Rent a Human e qual è il messaggio del servizio
La piattaforma è stata lanciata dall’ingegnere informatico Alexander Liteplo, che la promuove con il messaggio provocatorio “I robot hanno bisogno del tuo corpo”, evidenziando il ruolo fisico degli umani per agenti IA.
Perché ci sono oltre 180mila iscritti a Rent a Human
Il numero elevato di iscritti riflette l’interesse per nuove fonti di reddito flessibile, l’accesso immediato a micro-lavori e la curiosità verso modelli innovativi di interazione tra persone, crypto e intelligenza artificiale.
Che ruolo hanno gli agenti IA come Moltbook e OpenClaw
Strumenti come Moltbook e OpenClaw operano come agenti IA autonomi che navigano il web, gestiscono processi e possono orchestrare transazioni, integrandosi con servizi che attivano lavoro umano fisico.
Cosa intende Vincenzo Cosenza con internet machine to machine
Vincenzo Cosenza descrive un internet in cui software autonomi scambiano informazioni, negoziano prezzi e fanno acquisti tra loro, riducendo il ruolo attivo degli umani nelle decisioni operative.
Quali sono i principali rischi per i lavoratori coinvolti
I rischi includono compensi incerti, scarsa trasparenza algoritmica, assenza di tutele lavorative strutturate, dubbi fiscali sui pagamenti in stablecoin e possibile riduzione del lavoro umano a mera esecuzione fisica.
Qual è la fonte delle informazioni su Rent a Human e sul dibattito
Le informazioni riportate derivano dall’analisi di un articolo dell’agenzia di stampa ANSA, che presenta il progetto Rent a Human e le valutazioni dell’esperto digitale Vincenzo Cosenza.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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