INPS sotto attacco, ecco il nuovo trucco che svuota i tuoi dati
Allarme truffe digitali: come riconoscere subito i falsi siti dell’INPS
Le campagne di smishing contro l’INPS, segnalate dagli esperti del CERT-AgID, sfruttano loghi, colori istituzionali e linguaggio burocratico per ingannare gli utenti più vulnerabili. I messaggi arrivano via SMS o app di messaggistica, promettono presunte “erogazioni statali” e invitano a cliccare su link per compilare moduli urgenti. Comprendere gli schemi ricorrenti e verificare ogni dettaglio, a partire dall’URL, è oggi essenziale per proteggere identità digitale e patrimonio.
Come funziona davvero la nuova campagna di smishing contro INPS
Gli SMS fraudolenti rimandano a un sito che imita la grafica ufficiale dell’INPS, ospitato su infrastrutture come OVHcloud, con URL ingannevoli ma non istituzionali. Al visitatore viene proposto un modulo da compilare “in giornata” per accedere a fantomatici bonus, inducendo fretta e riducendo la capacità critica. Cliccando su “Continua” parte una procedura a step che chiede progressivamente dati sempre più sensibili, senza alcuna reale verifica di sicurezza.
Perché logo e colori non bastano a garantire l’autenticità di un sito
Clonare logo, palette cromatica e indirizzo della sede legale dell’INPS è tecnicamente semplice e non dimostra la legittimità del portale. L’unico elemento davvero decisivo è il dominio: il sito ufficiale utilizza solo certificati HTTPS validi e URL riconducibili all’infrastruttura pubblica italiana. Prima di inserire qualunque dato, è necessario controllare con attenzione l’indirizzo completo, evitare link accorciati e digitare manualmente il sito dell’istituto nel browser.
Dati richiesti dai truffatori: quanto è grave fornire documenti e CUD online
Le campagne descritte dal CERT-AgID non mirano solo a rubare credenziali di accesso, ma a costruire un profilo identitario completo della vittima. Alla richiesta iniziale di dati anagrafici si aggiungono caricamenti di documenti e informazioni reddituali, inclusi CUD e dettagli occupazionali. Questo consente ai criminali di orchestrare frodi complesse, spesso difficili da individuare in tempi rapidi dalle banche e dagli stessi utenti colpiti.
Dai documenti personali ai dati reddituali: il kit perfetto per l’identità rubata
Nei moduli fake vengono spesso richiesti tessera sanitaria, carta d’identità, patente, ultime buste paga e selfie a volto scoperto. A queste informazioni si aggiungono il CUD, la data di assunzione, il datore di lavoro e il tipo di contratto. L’insieme di questi dati consente di riprodurre l’identità digitale e fiscale della vittima in modo estremamente credibile, aprendo la porta a una vasta gamma di abusi economici e amministrativi.
Come vengono usati questi dati per prestiti, conti correnti e frodi bancarie
Con un profilo così dettagliato, i cybercriminali possono presentare richieste di finanziamento presso istituti di credito minori o online, aprire conti correnti e carte prepagate, attivare servizi di home banking e servizi di pagamento. Le frodi diventano più difficili da contestare perché i documenti caricati risultano autentici. Spesso le vittime scoprono il danno solo dopo solleciti di pagamento, pignoramenti o verifiche fiscali, quando il denaro è già stato disperso altrove.
Strategie pratiche per proteggere accesso INPS e dati sensibili
Per ridurre il rischio di cadere nelle truffe che sfruttano il nome dell’INPS, è decisivo adottare poche ma rigorose abitudini digitali: mai cliccare link in SMS o messaggi, usare solo la navigazione diretta al sito istituzionale e abilitare sistemi di autenticazione forte dove disponibili. Le indicazioni del CERT-AgID convergono su un punto chiave: la prevenzione è l’unica vera difesa contro smishing e furto d’identità.
Le verifiche immediate da fare su SMS, email e messaggi sospetti
Ogni comunicazione che promette “erogazioni statali” rapide, bonus inattesi o rimborsi automatici va considerata sospetta, soprattutto se richiede azioni urgenti. È fondamentale controllare il mittente, diffidare dei numeri brevi o anonimi e non aprire allegati o link. In caso di dubbio, si deve accedere al sito ufficiale dell’INPS digitando l’indirizzo nel browser o usando l’app ufficiale, ignorando del tutto il messaggio ricevuto.
Quando e come contattare CERT-AgID, banca e forze dell’ordine
Se si è cliccato su un link sospetto o si sono inseriti dati, occorre subito avvisare la propria banca per bloccare movimenti anomali e, se necessario, le carte di pagamento. È opportuno presentare denuncia alle forze dell’ordine, conservando screenshot dei messaggi e delle pagine visitate. Segnalare il sito al CERT-AgID contribuisce a far chiudere domini malevoli più rapidamente, limitando l’impatto sulle future potenziali vittime.
FAQ
Come riconoscere un SMS falso che cita l’INPS
Controllare sempre il mittente, la presenza di errori grammaticali, la promessa di bonus immediati e i link non riconducibili al dominio ufficiale dell’INPS. In caso di dubbio, non cliccare.
Cosa devo fare se ho già inserito i miei dati su un sito fake
Bloccare carte e conti sospetti, cambiare le credenziali usate altrove, presentare denuncia e richiedere supporto alla banca. Monitorare nei mesi successivi estratti conto e comunicazioni fiscali.
È sicuro accedere a INPS da link ricevuti via email
No, l’accesso deve avvenire sempre digitando manualmente l’indirizzo del sito o usando l’app ufficiale. Le comunicazioni autentiche non obbligano mai a passare da link di terze parti.
Che ruolo ha CERT-AgID nelle campagne di smishing
Il CERT-AgID analizza i domini malevoli, coordina le richieste di oscuramento, pubblica avvisi tecnici e linee guida di prevenzione per cittadini, PA e aziende private.
Perché ai truffatori interessano CUD e dati occupazionali
Queste informazioni rendono le richieste di prestiti e l’apertura di conti falsi più credibili per le banche, aumentando le probabilità di frode riuscita e di danni economici rilevanti.
Qual è la fonte principale sulle ultime truffe legate all’INPS
Le informazioni tecniche e gli alert ufficiali provengono dagli esperti del CERT-AgID, sulla base delle segnalazioni ricevute in particolare dall’INPS e dagli operatori coinvolti.




