INPS nel mirino, identità fittizie generate dall’intelligenza artificiale

Truffa ai danni dell’INPS con identità generate dall’intelligenza artificiale
Una complessa frode ai danni dell’INPS ha portato al sequestro di circa 1,4 milioni di euro da parte dei finanzieri del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani, con epicentro nella Provincia di Foggia. L’uso distorto dell’intelligenza artificiale per creare identità fittizie mostra un salto di qualità nelle truffe previdenziali e pone nuove sfide investigative e regolatorie per lo Stato.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia, offrono un caso esemplare di come IA, banche dati pubbliche e strumenti di pagamento elettronico possano essere combinati per drenare risorse pubbliche in modo sistematico.
Come sono state costruite le 59 identità fittizie
Il dipendente dell’Anagrafe di un Comune della provincia di Barletta-Andria-Trani avrebbe creato residenze anagrafiche per 59 presunte cittadine rumene, rilasciando carte di identità in assenza di qualsiasi requisito reale. Nomi e volti, secondo gli investigatori, sono stati generati tramite intelligenza artificiale, eludendo i controlli basati sui consueti riscontri documentali. La falsità ideologica in atti pubblici ha fornito la base formale per inserire questi soggetti inesistenti nel circuito amministrativo e previdenziale, rendendo difficoltosa l’individuazione immediata dell’anomalia da parte dei sistemi automatici delle pubbliche amministrazioni.
La combinazione di IA e accesso privilegiato alle banche dati ha creato identità digitalmente plausibili ma totalmente inesistenti.
Dai contratti agricoli fittizi all’Assegno Unico Universale
Per rendere credibili le 59 identità, sono stati predisposti contratti di lavoro agricolo fittizi presso due imprese di Cerignola, formalmente idonei a soddisfare i requisiti per le prestazioni familiari. Un dipendente di un CAF di Foggia avrebbe poi presentato all’INPS decine di domande di Assegno Unico Universale, indicando per ciascuna donna almeno cinque o sei figli a carico. Questa strutturazione consentiva di ottenere importi mensili elevati. I fondi venivano accreditati su 59 carte PostePay intestate alle identità inesistenti e monetizzati tramite prelievi ATM effettuati da complici, chiudendo il cerchio della frode con una filiera organizzata e ripetitiva.
Ruolo dell’intelligenza artificiale nelle frodi documentali
L’uso dell’intelligenza artificiale per generare volti e generalità verosimili rappresenta un’evoluzione significativa nelle truffe ai danni dello Stato. Strumenti di sintesi di immagini e dati rendono possibile creare identità difficilmente contestabili a un primo controllo, specie quando supportate dall’accesso illecito a uffici pubblici. Questo richiede una revisione profonda dei protocolli di verifica anagrafica e previdenziale.
Il caso della Provincia di Foggia evidenzia la necessità di integrare strumenti di rilevazione di immagini sintetiche e anomalie statistiche nelle piattaforme dell’INPS e degli enti locali.
Deepfake, immagini sintetiche e limiti dei controlli tradizionali
Le tecnologie di generazione di volti tramite reti neurali permettono di creare immagini uniche, non riconducibili a persone reali, ma convincenti per l’occhio umano e per molti sistemi automatici. Se abbinate a generalità plausibili, date di nascita coerenti e indirizzi reali, superano facilmente i controlli orientati a individuare duplicati o anomalie formali. I sistemi tradizionali, basati sulla corrispondenza documento-persona al momento del rilascio, diventano vulnerabili quando l’addetto interno è parte della frode. In assenza di strumenti per riconoscere pattern tipici delle immagini sintetiche, come quelli sviluppati nei laboratori di ricerca, l’amministrazione pubblica rimane esposta a identità artificiali difficilmente smascherabili in fase preventiva.
Come rafforzare i sistemi di identificazione pubblici
Per contrastare queste frodi servono sistemi integrati di verifica incrociata tra anagrafi, banche dati fiscali e flussi contributivi, con algoritmi in grado di segnalare cluster sospetti di residenze, nuclei familiari anomali e pattern di richieste ripetitive. L’adozione di strumenti di rilevazione di immagini generate da IA, unitamente a procedure di audit casuali sui fascicoli, riduce il rischio di abusi sistematici. È cruciale introdurre log dettagliati sugli accessi alle banche dati e sistemi di alert sui comportamenti anomali dei dipendenti. Formazione specifica per il personale di comuni, CAF e INPS sull’uso fraudolento dell’IA diventa parte essenziale delle misure di prevenzione.
Impatto economico, profili penali e prevenzione futura
Il sequestro di circa 1,4 milioni di euro disposto dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani evidenzia l’impatto economico immediato di una singola operazione fraudolenta. Ma il danno potenziale, se schemi analoghi fossero replicati su larga scala, sarebbe esponenziale per le casse dello Stato e per la sostenibilità del welfare. Le contestazioni penali colpiscono non solo gli ideatori ma anche i pubblici ufficiali coinvolti, con aggravanti specifiche.
Reati contestati e responsabilità dei soggetti coinvolti
Quattro indagati sono accusati di truffa aggravata in concorso ai danni dello Stato, con riferimento all’indebita percezione di erogazioni pubbliche. Al dipendente comunale viene contestata la falsità ideologica in atti pubblici per avere attestato situazioni anagrafiche mai esistite. La posizione del dipendente del CAF è aggravata dal ruolo di facilitatore nell’istruttoria delle pratiche INPS. I complici che hanno materialmente prelevato le somme tramite carte PostePay rispondono del concorso nella truffa. Il sequestro di beni immobili, mobili, autovetture e conti correnti per un valore equivalente ai profitti illeciti mira a garantire la futura confisca e a disincentivare condotte analoghe.
Lezioni operative per INPS, CAF e amministrazioni locali
Il caso dimostra la necessità di rafforzare il controllo sulle convenzioni con CAF e sui flussi di domande massive provenienti da pochi operatori. L’INPS può implementare modelli di rischio specifici per l’Assegno Unico Universale, monitorando nuclei con numeri elevati di figli e residenze concentrate in pochi indirizzi. I Comuni devono adottare procedure di supervisione sugli atti anagrafici firmati da singoli dipendenti, con verifiche campionarie periodiche. L’interoperabilità tra banche dati e la collaborazione strutturata tra Guardia di Finanza, Procure, INPS e amministrazioni locali rappresentano l’asse centrale per prevenire truffe basate su identità generate dall’intelligenza artificiale.
FAQ
Come è stata scoperta la truffa ai danni dell’INPS?
La frode è emersa da una segnalazione dell’ufficio INPS di Andria, che ha rilevato anomalie nelle richieste di Assegno Unico Universale. L’analisi di pattern sospetti ha portato all’intervento della Guardia di Finanza e della Procura di Foggia.
In che modo è stata usata l’intelligenza artificiale?
L’intelligenza artificiale sarebbe stata impiegata per generare volti e identità di 59 donne inesistenti, rendendo plausibili le carte di identità rilasciate. Queste identità sintetiche sono state poi inserite nei sistemi anagrafici e previdenziali.
Qual è stato l’ammontare complessivo sequestrato?
I finanzieri del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani hanno sequestrato beni e somme per circa 1,4 milioni di euro, equivalenti agli importi indebitamente percepiti tramite l’Assegno Unico Universale per figli a carico.
Quali reati sono stati contestati agli indagati?
Quattro soggetti sono accusati di truffa aggravata in concorso ai danni dello Stato. Al dipendente comunale è contestata la falsità ideologica in atti pubblici, mentre altri soggetti rispondono anche del concorso nella percezione indebita di erogazioni pubbliche.
Cosa possono fare INPS e CAF per prevenire casi simili?
Servono controlli incrociati sulle domande, modelli di rischio per individuare nuclei familiari anomali, audit periodici sui CAF e monitoraggio delle pratiche presentate da singoli operatori, oltre a formazione specifica sull’uso fraudolento dell’IA.
Qual è la fonte principale delle informazioni sul caso?
Le informazioni derivano dagli accertamenti della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani e dalle attività coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia in relazione alla truffa ai danni dell’INPS.




