Influenza K, nuovi farmaci riducono i sintomi più in fretta

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Influenza K, come curarsi? Ecco i farmaci che riducono più velocemente i sintomi. Pregliasco: «Sono molto efficaci». Dove trovarli e quando prenderli
Sintomi e andamento dell’ondata
L’infezione respiratoria nota come influenza K sta ancora circolando in modo significativo, nonostante il picco sia stato verosimilmente superato secondo diversi virologi italiani. I casi complessivi attesi in questa stagione potrebbero superare i 14 milioni, con una “coda” epidemica che, secondo esperti come il virologo Fabrizio Pregliasco, può protrarsi fino alla fine di febbraio, complice il clima freddo e umido.
I sintomi principali includono febbre alta a comparsa rapida, brividi, dolori muscolari intensi, mal di testa, tosse secca, forte spossatezza e talvolta disturbi gastrointestinali. Nei soggetti fragili (anziani, cronici, immunodepressi, donne in gravidanza) il quadro può peggiorare con complicanze come polmonite o peggior controllo di patologie preesistenti, richiedendo valutazione medica rapida.
Gli specialisti ricordano che non tutti i raffreddori o le sindromi parainfluenzali sono riconducibili a questa variante di virus influenzale: la diagnosi clinica va supportata, quando necessario, da tamponi e test di laboratorio. Per questo è importante non improvvisare cure aggressive, ma confrontarsi con il proprio medico di medicina generale o con il pediatra di libera scelta nei bambini, anche per evitare uso scorretto di antibiotici.
Farmaci che riducono i sintomi più in fretta
La terapia standard si basa su riposo, idratazione, isolamento domiciliare e farmaci sintomatici. Gli esperti, tra cui il virologo Pregliasco, indicano come particolarmente efficaci gli antipiretici e analgesici di uso comune (paracetamolo, ibuprofene, acido acetilsalicilico negli adulti non a rischio), capaci di ridurre rapidamente febbre, dolori muscolari e mal di testa, migliorando la qualità del sonno e il recupero funzionale.
Molto utilizzati anche i FANS per contenere infiammazione di gola e articolazioni, sempre rispettando dosaggi e controindicazioni riportati nei foglietti illustrativi e le indicazioni del medico. Nei casi selezionati, lo specialista può valutare l’impiego di farmaci antivirali specifici per l’influenza, da iniziare entro 48 ore dall’esordio dei sintomi, quando il beneficio clinico è maggiore nel ridurre durata e intensità del quadro.
È invece sconsigliato l’uso autonomo di antibiotici: non agiscono sui virus e possono favorire resistenze batteriche, oltre a effetti collaterali. I medici ricordano che l’associazione di più farmaci da banco va sempre discussa con un professionista, soprattutto in presenza di malattie croniche cardiovascolari, respiratorie, renali o epatiche, e in chi assume già altre terapie quotidiane.
Dove reperire i medicinali e quando assumerli
I farmaci sintomatici contro febbre e dolori sono reperibili in tutte le farmacie e parafarmacie italiane, fisiche e online, con l’assistenza del farmacista. Alcuni antivirali richiedono invece prescrizione del medico di base, del pediatra o dello specialista in malattie infettive, e vengono distribuiti secondo protocolli regionali del Servizio Sanitario Nazionale. In caso di sintomi gravi o di rischio di complicanze, è fondamentale rivolgersi ai servizi di continuità assistenziale o al pronto soccorso.
Il momento migliore per iniziare la terapia è il prima possibile dall’esordio di febbre e dolori importanti: antipiretici e analgesici possono essere assunti già alle prime 24 ore, rispettando intervalli e dosi massime giornaliere. Gli antivirali, quando indicati, andrebbero iniziati entro 24–48 ore, perché oltre questo limite l’efficacia nel ridurre la durata della malattia tende a diminuire in modo significativo.
Bisogna consultare subito un medico se compaiono difficoltà respiratorie, dolore toracico, febbre che non si riduce dopo 3 giorni nonostante farmaci adeguati, confusione mentale, segni di disidratazione, oppure peggioramento improvviso dopo un’apparente fase di miglioramento. Nei bambini molto piccoli e negli anziani ultra 75enni anche un’influenza apparentemente “banale” va monitorata con particolare attenzione.
FAQ
D: L’influenza K è ancora in circolazione?
R: Sì, secondo i virologi italiani la fase di coda continuerà almeno fino alla fine di febbraio.
D: Qual è il farmaco più rapido nel ridurre febbre e dolori?
R: I medici indicano paracetamolo e alcuni FANS come soluzioni di prima scelta per adulti senza controindicazioni.
D: Esistono antivirali specifici per questa forma influenzale?
R: Sì, ma vanno prescritti dal medico e assunti entro 48 ore dall’inizio dei sintomi per avere reale efficacia.
D: Dove posso acquistare i medicinali sintomatici?
R: In farmacie e parafarmacie, anche online, con il supporto di un farmacista per scegliere il prodotto più adatto.
D: Gli antibiotici servono contro l’influenza K?
R: No, agiscono solo sui batteri; vengono usati solo se il medico sospetta o conferma una sovrainfezione batterica.
D: Quando devo chiamare il medico di base?
R: Se la febbre dura oltre 72 ore, se i sintomi peggiorano o se appartieni a categorie fragili (anziani, cronici, gravidanza).
D: È sicuro usare più farmaci da banco insieme?
R: L’associazione va sempre valutata con medico o farmacista per evitare sovradosaggi e interazioni con altre terapie.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento citata?
R: Le informazioni riportano le valutazioni del virologo Fabrizio Pregliasco diffuse da testate italiane di attualità sanitaria, in particolare un articolo di cronaca pubblicato su quotidiani nazionali online.




