Incendio di Crans Montana, la sopravvissuta si risveglia e accusa Jessica
La voce di Rose dal letto d’ospedale
Dal letto dell’ospedale di Liegi, la diciottenne Rose, una delle sopravvissute al rogo del disco-bar Le Constellation di Crans-Montana, ricostruisce tra dolore e lucidità i minuti che hanno preceduto la tragedia. Descrive un locale affollato, musica alta, nessun segnale visibile di pericolo, finché le prime fiamme non appaiono sul soffitto, trasformando una serata di festa in un incubo in meno di un minuto.
Secondo il suo racconto, il fuoco si sarebbe propagato “in appena 50 secondi”, senza vie di fuga alternative e con una sola scala a collegare i piani. L’unica uscita praticabile sarebbe stata l’ingresso principale, presto bloccato dalla folla nel panico. Rose dice di essere salita al piano superiore gridando “c’è un incendio”, ma molti non l’avrebbero creduta perché “al piano di sopra non si vede cosa succede al piano di sotto”.
La giovane ricorda il momento in cui, intrappolata, ha cercato una via diversa dall’uscita principale, ormai impraticabile. Racconta di essersi salvata passando per una finestra rotta dall’esterno, mentre dietro di lei restavano fumo, urla e il buio del locale in fiamme. È da queste immagini che oggi parte la sua accusa contro la gestione della sicurezza del disco-bar e contro la titolare, indicata come figura chiave nei secondi decisivi.
Le accuse alla titolare e le falle nella sicurezza
Nella versione di Rose, la responsabilità principale ricade su Jessica Moretti, proprietaria del disco-bar Le Constellation. La sopravvissuta sostiene che l’unico estintore visibile si trovasse dietro il bancone, fuori dalla portata dei clienti e lontano dalla zona in cui le fiamme hanno iniziato a propagarsi. Per questo, afferma che “solo Jessica Moretti avrebbe potuto intervenire nei secondi decisivi per spegnere l’inizio dell’incendio”.
Rose parla di assenza di altri dipendenti visibili, di un locale privo di percorsi di fuga chiari, di arredi in legno e materiali altamente infiammabili che avrebbero alimentato quella “pioggia di fuoco” scesa dal soffitto. L’evacuazione sarebbe stata rallentata dalla presenza di una sola scala e di una sola uscita, entrambe rapidamente congestionate dai clienti in fuga.
Le accuse non riguardano solo la fase iniziale del rogo. Secondo Rose, dopo le prime esplosioni di calore e fumo, la titolare non avrebbe prestato soccorso ai feriti. “Non ha nemmeno chiesto come stavamo”, dice, aggiungendo che l’immagine che non riesce a togliersi dalla mente è quella di Moretti che “piangeva guardando il bar, mentre dietro di lei c’erano tutti i feriti”, lasciati a terra in attesa dei soccorsi.
Ferite profonde, indagini e impatto internazionale
La sopravvissuta, trasferita dalla Svizzera al reparto specialistico di Liegi, affronta ora un percorso di cura lungo e doloroso. Racconta di non riuscire più a usare le mani, di non poter camminare da sola, di medicazioni difficili da sopportare e di ustioni al viso che la costringeranno a indossare guanti protettivi per uno o due anni, evitando il sole.
Alle ferite fisiche si sommano quelle psicologiche: le notti sono popolate da incubi, rivede le fiamme, sente le urla, ricorda i corpi in strada e il soccorritore che praticava un massaggio cardiaco a una delle vittime. Immagini che, racconta, non riesce ancora a cancellare e che alimentano la sua indignazione per la scarcerazione dei proprietari dietro una cauzione di 200.000 franchi svizzeri, definita “inammissibile” rispetto al bilancio di 40 morti e 116 feriti gravi.
La strage di Crans-Montana ha intanto acceso i riflettori sui controlli di sicurezza dei locali notturni anche fuori dai confini svizzeri. In Italia, segnalano gli addetti ai lavori, molti gestori di discoteche e disco-bar stanno correndo a mettersi in regola, temendo ispezioni a tappeto su estintori, uscite di emergenza, materiali di arredo e piani di evacuazione. Il caso di Le Constellation diventa così un monito internazionale sulle conseguenze delle omissioni nella prevenzione incendi.
FAQ
Dove è avvenuto l’incendio del disco-bar?
L’incendio è avvenuto nel disco-bar Le Constellation di Crans-Montana, località turistica in Svizzera.
Quante sono le vittime del rogo?
Il bilancio parla di circa 40 morti e 116 feriti gravi, secondo le prime ricostruzioni ufficiali.
Chi è Rose e perché la sua testimonianza è importante?
Rose è una ragazza di 18 anni sopravvissuta al rogo; la sua testimonianza offre un racconto diretto sulla gestione dei soccorsi e sulle presunte carenze di sicurezza.
Perché la titolare Jessica Moretti è al centro delle accuse?
Jessica Moretti viene indicata da Rose come l’unica che avrebbe potuto usare l’estintore posto dietro il bancone e intervenire nei primi secondi dell’incendio.
Quali criticità di sicurezza emergono dal racconto?
Emergono estintori non accessibili al pubblico, una sola scala, una sola uscita principale e l’uso di materiali infiammabili negli arredi.
In che condizioni di salute si trova oggi Rose?
Rose è ricoverata a Liegi, ha gravi ustioni, difficoltà a usare le mani e a camminare, e soffre di incubi ricorrenti legati alla notte dell’incendio.
Che impatto ha avuto la tragedia sui locali notturni italiani?
Dopo la strage, molti gestori italiani di discoteche e bar stanno rafforzando le misure antincendio e verificando l’idoneità delle strutture.
Qual è la principale fonte di queste informazioni?
Le informazioni derivano dalla testimonianza diretta di Rose e dai resoconti di cronaca sul rogo del disco-bar Le Constellation di Crans-Montana.




