Incendio Crans-Montana, indagine sulle carenze di soccorsi e prevenzione

Incendio al Constellation di Crans-Montana: nuovi elementi sulla catena delle responsabilità
L’inchiesta sul rogo del Constellation di Crans-Montana, costato la vita a 41 persone nella notte di Capodanno, sta mettendo a fuoco gravi lacune nella gestione della sicurezza antincendio. A Sion è stato ascoltato l’ex responsabile della sicurezza comunale Ken Jacquemoud, indagato insieme ai proprietari del locale Jacques Moretti e Jessica Maric. Davanti alla vice procuratrice generale Catherine Seppey, il funzionario ha attribuito l’assenza di controlli a carenze di organico e a un software gestionale malfunzionante, tesi che suscitano forti dubbi sul piano tecnico e organizzativo. Sullo sfondo, le aspettative di oltre 150 parti civili e il tema cruciale dell’affidabilità dei sistemi pubblici di prevenzione nei luoghi ad alta affluenza.
L’interrogatorio di Ken Jacquemoud e le sue giustificazioni
Nel confronto con la procura, Ken Jacquemoud ha sostenuto che l’ufficio sicurezza non disponeva di risorse sufficienti per i controlli periodici nei locali pubblici.
Secondo la sua versione, la sostituzione del software gestionale avrebbe rallentato la pianificazione delle ispezioni e generato ritardi strutturali.
Jacquemoud afferma di aver informato il Comune sulle criticità, ma non emergono, al momento, azioni incisive per compensare la carenza di personale o attivare misure straordinarie, elemento che alimenta il sospetto di una sottovalutazione sistemica del rischio.
Di rilievo anche il tentativo di eludere la stampa entrando da un accesso secondario al palazzo di giustizia di Sion, gesto che accentua la pressione mediatica e politica su una figura chiave nella ricostruzione della filiera decisionale precedente alla tragedia.
Il ruolo della procura e delle 150 parti civili
L’interrogatorio è stato diretto dalla vice procuratrice generale Catherine Seppey, affiancata da più procuratrici e dai legali delle circa 150 parti civili costituite nel procedimento.
Il dispositivo investigativo è orientato a mappare in modo puntuale responsabilità individuali e falle istituzionali, con particolare attenzione al nesso causale tra mancate verifiche, autorizzazioni rilasciate e conseguenze mortali dell’incendio.
La presenza coordinata di così numerose parti civili conferma la dimensione collettiva del danno e rafforza la necessità di un accertamento giudiziario basato su competenze tecniche indipendenti, documentazione amministrativa completa e trasparenza su ogni passaggio autorizzativo.
In questa cornice, le dichiarazioni di Jacquemoud saranno valutate non solo sul piano penale, ma anche rispetto agli standard di diligenza esigibili da un responsabile della sicurezza pubblica.
Controlli antincendio mancati e profili di competenza tecnica
Un nodo centrale dell’inchiesta riguarda la cronologia e la qualità dei controlli al Constellation. L’ultima ispezione documentata risale al 2019, sei anni prima del rogo, un intervallo temporalmente incompatibile con le migliori pratiche di prevenzione per locali ad alta capienza. Paradossalmente, l’ex responsabile Ken Jacquemoud possiede un brevetto in prevenzione incendi, mentre il suo successore Christophe Balet ne sarebbe privo, evidenziando un calo formale di competenze in un settore ad alto rischio. Il quadro rafforza l’ipotesi di un sistema di vigilanza non aggiornato agli standard contemporanei di gestione del rischio, con riflessi potenzialmente rilevanti sul fronte penale e amministrativo.
Ispezione del 2019 e vuoto di sei anni nei controlli


L’ispezione del 2019 al Constellation rappresenta, allo stato, l’ultimo riscontro ufficiale delle condizioni di sicurezza del locale.
Da allora, per sei anni, non risultano verifiche sistematiche né adeguamenti certificati, nonostante l’evoluzione dei flussi di pubblico e delle norme tecniche sui materiali di rivestimento e sugli impianti di evacuazione fumi.
Un vuoto temporale di tale ampiezza in un contesto notturno ad alta densità di persone implica un aumento esponenziale dell’esposizione al rischio, segnalando carenze organizzative nella programmazione delle ispezioni e nella gestione dei rinnovi autorizzativi.
Questo elemento temporale è destinato a pesare nella valutazione della colpa, specie se emergerà che erano disponibili segnalazioni o indicatori di rischio non adeguatamente presi in carico dagli uffici competenti.
Competenze professionali di Jacquemoud e del suo successore
Dal fascicolo emerge che Ken Jacquemoud, in carica tra il 2017 e il 2024, dispone di un brevetto specifico in prevenzione incendi, requisito riconosciuto come essenziale in molti ordinamenti europei per firmare valutazioni tecniche e pareri di conformità.
Il suo successore, Christophe Balet, ne sarebbe sprovvisto, configurando un indebolimento formale delle competenze interne all’ente preposto alla sicurezza.
Il passaggio di consegne tra un profilo abilitato e uno privo di titolo abilitante apre interrogativi su criteri di nomina, formazione continua e supervisione tecnica dei dossier più sensibili.
Per gli investigatori, questo scarto di qualifiche può incidere sulla ricostruzione delle responsabilità istituzionali, specie se si dimostrerà che la riduzione di competenze ha influito sulla mancata individuazione di materiali e configurazioni strutturali ad alto potenziale di incendio.
Materiali infiammabili, gestione del rischio e impatto sulle vittime
Altro snodo investigativo riguarda la spugna acustica installata nel Constellation, indicata da più testimonianze come elemento che avrebbe preso fuoco in pochi secondi, accelerando la propagazione delle fiamme. Gli inquirenti vogliono capire perché questo materiale, potenzialmente altamente infiammabile, sia stato considerato conforme durante l’ispezione del 2019 e perché nessun controllo successivo ne abbia rimesso in discussione la presenza. La partecipazione all’udienza del proprietario Jacques Moretti, indagato insieme a Jessica Maric, evidenzia la ricerca di un equilibrio di responsabilità tra gestori privati e apparato pubblico di vigilanza, mentre le famiglie delle vittime attendono risposte chiare su una tragedia che avrebbe dovuto essere prevenuta.
La spugna acustica e la dinamica del rogo
Secondo le ricostruzioni preliminari, la spugna acustica avrebbe agito come vettore di propagazione rapida delle fiamme all’interno del Constellation.
La velocità di combustione descritta dai testimoni contrasta con gli standard richiesti ai materiali fonoassorbenti destinati a luoghi affollati, che dovrebbero garantire classi di reazione al fuoco elevate.
Gli investigatori stanno verificando se i pannelli fossero effettivamente certificati, se fossero stati sostituiti dopo il 2019 o se vi sia stata una carenza nella valutazione del fascicolo tecnico durante l’ultima ispezione.
La risposta a questi interrogativi sarà determinante per capire se il difetto principale risieda nella scelta del materiale da parte della proprietà, nel controllo pubblico o in una combinazione di entrambi i fattori.
Implicazioni per la sicurezza dei locali pubblici
La vicenda del Constellation solleva un allarme più ampio sulla sicurezza dei locali pubblici, in Svizzera e non solo.
Carenza di ispettori, ritardi digitali e controlli diradati nel tempo espongono a rischi strutturali tutti gli ambienti destinati all’intrattenimento, soprattutto quando si combinano con materiali interni potenzialmente infiammabili.
Per gli esperti di prevenzione, casi come questo dimostrano la necessità di aggiornare frequenza delle ispezioni, requisiti professionali dei responsabili comunali e tracciabilità digitale delle verifiche effettuate.
L’inchiesta in corso potrà fornire un quadro di riferimento per eventuali riforme normative, ma intanto resta il vuoto lasciato da 41 vite spezzate e l’esigenza di ricostruire, con rigore tecnico e giuridico, ogni anello mancante della catena di sicurezza.
FAQ
Quante vittime ha causato l’incendio del Constellation di Crans-Montana?
Il rogo del Constellation di Crans-Montana ha provocato la morte di 41 persone nella notte di Capodanno, configurandosi come uno dei più gravi incendi recenti in un locale pubblico europeo.
Chi è Ken Jacquemoud e quale ruolo aveva nella sicurezza?
Ken Jacquemoud è l’ex responsabile della sicurezza del Comune, in carica dal 2017 al 2024, oggi indagato per le mancate ispezioni antincendio ai locali pubblici, tra cui il Constellation, nonostante disponga di un brevetto in prevenzione incendi.
Perché l’assenza di controlli antincendio è al centro dell’inchiesta?
L’ultima ispezione al Constellation risale al 2019, sei anni prima del rogo, un intervallo giudicato incompatibile con buone pratiche di prevenzione, soprattutto per un locale notturno ad alta affluenza.
Chi sono i proprietari del Constellation indagati dalla procura?
I titolari del Constellation, Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric, sono indagati insieme all’ex responsabile della sicurezza comunale, nell’ottica di accertare eventuali omissioni nella gestione del rischio interno al locale.
Che cosa si contesta alla spugna acustica installata nel locale?
La spugna acustica è indicata come materiale che avrebbe preso fuoco in pochi secondi, favorendo la rapida propagazione delle fiamme; si indaga sulla sua reale conformità alle norme di reazione al fuoco per ambienti aperti al pubblico.
Qual è il ruolo di Catherine Seppey nell’indagine?
Catherine Seppey, vice procuratrice generale, coordina gli interrogatori chiave, inclusa l’audizione di Ken Jacquemoud, e guida la ricostruzione della catena di responsabilità amministrative e penali.
Perché è rilevante la differenza di qualifica tra Jacquemoud e Christophe Balet?
Ken Jacquemoud possiede un brevetto in prevenzione incendi, mentre il suo successore Christophe Balet ne sarebbe privo; questo scarto di competenze può aver inciso sulla qualità dei controlli e sulla capacità dell’ente di individuare rischi critici.
Qual è la fonte originale delle informazioni sul caso Constellation?
Le informazioni analizzate provengono dall’articolo originale pubblicato da cpop.it, che ha ricostruito audizioni, posizioni degli indagati e principali elementi tecnico-giuridici dell’inchiesta sul Constellation di Crans-Montana.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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