Imprese, Anip Confindustria sollecitano un nuovo Codice degli appalti servizi

Servizi essenziali e lavoro invisibile: il nodo strategico per l’Italia
Il comparto dei Servizi, che assicura operatività quotidiana a ospedali, scuole, tribunali, stazioni e uffici pubblici, è oggi al centro di una fase critica. Il convegno “Il valore del lavoro invisibile – Capitale umano e imprese per il benessere collettivo”, promosso da Anip-Confindustria a Roma, ha evidenziato l’urgenza di riconoscere ruolo economico e sociale di oltre 23mila imprese e più di un milione di lavoratori. In un contesto di inflazione, rincari energetici e bandi al massimo ribasso, l’assenza di meccanismi strutturali di revisione dei prezzi rischia di trasformare il lavoro nei servizi in lavoro cronicamente povero, con ricadute dirette sulla qualità dei servizi pubblici e sulla fiducia dei cittadini.
Le richieste delle imprese mirano a un quadro regolatorio più moderno, stabile e coerente con gli obiettivi di benessere collettivo, sicurezza e continuità dei servizi essenziali.
Il convegno di Roma e la centralità del settore Servizi
L’evento di Anip-Confindustria ha portato al centro del dibattito istituzionale un settore spesso ignorato dalle politiche industriali. Cleaning, facility management, servizi ausiliari e di supporto rappresentano un’infrastruttura intangibile senza la quale ospedali, scuole e tribunali non potrebbero funzionare. La riflessione ha messo in luce come il Pnrr, la digitalizzazione e la transizione green richiedano servizi professionali avanzati, continui e qualificati.
Il contributo alla sicurezza, alla salubrità degli ambienti e alla continuità operativa delle strutture pubbliche rende queste attività strategiche per la tenuta economica e sociale del Paese, non meri costi da comprimere in gara.
Dati chiave: 23mila imprese e oltre un milione di lavoratori
Il comparto dei Servizi aggrega più di 23.000 imprese attive e oltre un milione di addetti, con un’incidenza rilevante su occupazione femminile, over 50 e lavoratori stranieri. La filiera produce valore aggiunto lungo tutta la catena pubblica e privata: dal cleaning sanitario alla manutenzione degli edifici, dalla logistica interna alla gestione integrata degli spazi. Nonostante ciò, bandi pubblici centrati quasi esclusivamente sul prezzo comprimono salari, formazione e investimenti tecnologici. L’assenza di politiche industriali dedicate e di un monitoraggio sistematico degli impatti occupazionali contribuisce a una percezione distorta del settore, che resta “invisibile” pur essendo strutturalmente decisivo.
L’allarme di Angelo Volpe sul lavoro povero nei servizi
A denunciare il rischio di deriva strutturale è Angelo Volpe, presidente di Anip-Confindustria e amministratore delegato di La Lucente SpA, storica azienda barese del cleaning e del facility management. La sua analisi collega l’assenza di revisione obbligatoria dei canoni all’unica leva rimasta alle imprese: ridurre le ore lavorate, con peggioramento della qualità e instabilità occupazionale. Il paradosso, sottolinea, è che il sistema premia gli operatori solo durante le emergenze, per poi ricollocarli nell’ombra, senza adeguati riconoscimenti economici e normativi.
Le richieste avanzate puntano a evitare che il lavoro povero diventi una condizione strutturale nei servizi in appalto.
“Eroi per un giorno” durante le emergenze, invisibili nel quotidiano
Angelo Volpe ha ricordato come, durante la pandemia da Covid-19, gli addetti ai servizi di pulizia e sanificazione siano stati considerati essenziali: “Siamo eroi per un giorno durante le emergenze, come il Covid, per poi tornare invisibili”. Oggi gli stessi lavoratori operano in condizioni economiche spesso fragili, pur garantendo sicurezza igienico-sanitaria in ospedali, scuole, stazioni e uffici pubblici. La distanza tra narrazione retorica e pratica contrattuale genera sfiducia e demotivazione. Senza un riconoscimento stabile del valore del lavoro svolto, il settore rischia carenza di personale qualificato, rotazione eccessiva e perdita di competenze.
Revisione prezzi e qualità del servizio: il nodo strutturale
Secondo Volpe, l’assenza di un meccanismo di revisione obbligatoria dei prezzi nei contratti di servizi spinge le imprese a interventi difensivi: “Senza una revisione obbligatoria dei prezzi, l’unica leva per le aziende resta la riduzione delle ore lavorate, con un calo della qualità del servizio e un danno diretto ai cittadini”. In un contesto di aumento dei costi, mantenere invariati i canoni significa erodere margini, ridurre ore, comprimere salari e formazione. Il risultato è duplice: peggiorano gli standard di pulizia, manutenzione e accoglienza, e si consolida un modello di lavoro povero, poco attrattivo e non sostenibile sul piano sociale.
Le proposte: Codice degli Appalti dei Servizi e oltre
Per invertire la rotta, Anip-Confindustria propone un pacchetto organico di riforme. Al centro: revisione obbligatoria dei canoni, definizione di un vero “Codice degli Appalti dei Servizi” distinto dalle logiche delle opere, superamento dei falsi miti sull’internalizzazione come soluzione automatica a ogni criticità. L’obiettivo è creare un ecosistema regolatorio che riconosca la specificità dei servizi labour intensive, dove il costo del lavoro rappresenta la voce principale e la qualità dipende direttamente dalla stabilità delle condizioni economiche e contrattuali.
La prospettiva è quella di un partenariato pubblico-privato fondato su responsabilità condivise, trasparenza e misurazione della performance.
Perché serve un Codice specifico per gli appalti di servizi
Un Codice degli Appalti dei Servizi dedicato consentirebbe di valorizzare elementi oggi marginali nelle gare: qualità organizzativa, formazione del personale, continuità operativa, investimenti in tecnologie e sostenibilità. Le stesse regole usate per le opere non risultano adeguate ai contratti ad alta intensità di lavoro. Criteri basati solo sul ribasso incidono direttamente su salari e ore di servizio. Un quadro normativo specifico dovrebbe premiare gli operatori che garantiscono stabilità occupazionale, sicurezza, certificazioni e innovazione, riducendo il contenzioso e rafforzando la responsabilità sociale degli appalti pubblici.
Revisione canoni e falsi miti sull’internalizzazione
Volpe denuncia il rischio di istituzionalizzare il lavoro povero: “In questo modo il lavoro povero nei servizi non si combatte: si istituzionalizza”. La revisione obbligatoria dei canoni, ancorata a indicatori oggettivi (inflazione, rinnovi contrattuali, costi energetici), è considerata essenziale per preservare dignità salariale e standard di servizio. Parallelamente, viene contestata l’idea che l’internalizzazione sia sempre più efficiente: senza adeguate competenze gestionali e risorse strutturali, anche la gestione diretta può generare inefficienze e costi occulti. Il confronto pubblico-privato dovrebbe basarsi su analisi comparative trasparenti, non su assunti ideologici.
FAQ
Perché il settore dei servizi è definito “lavoro invisibile”
Perché opera dietro le quinte garantendo pulizia, manutenzione e supporto operativo a ospedali, scuole, tribunali e uffici, ma raramente riceve riconoscimento mediatico, politico e contrattuale proporzionato al suo impatto.
Qual è il peso economico e occupazionale dei servizi in Italia
Il comparto conta oltre 23mila imprese e più di un milione di lavoratori, con una presenza significativa di occupazione femminile e di lavoratori stranieri, e incide sulla funzionalità quotidiana delle principali infrastrutture del Paese.
Chi è Angelo Volpe e quale ruolo ricopre nel settore
Angelo Volpe è presidente di Anip-Confindustria e amministratore delegato di La Lucente SpA, azienda di Bari attiva nel cleaning e facility management, ed è tra le voci più autorevoli nella rappresentanza del comparto servizi.
Perché la revisione obbligatoria dei prezzi è ritenuta urgente
L’aumento dei costi e il rinnovo dei contratti collettivi senza adeguamento dei canoni comprime i margini, porta a ridurre le ore lavorate e degrada la qualità del servizio, con effetti negativi diretti su cittadini e utenti finali.
Cosa si intende per Codice degli Appalti dei Servizi
È la proposta di un quadro normativo specifico per gli appalti di servizi, distinto da quello delle opere, che valorizzi qualità, continuità, formazione e responsabilità sociale, superando la logica del massimo ribasso.
Perché l’internalizzazione non è sempre la soluzione migliore
Senza competenze gestionali, investimenti e sistemi di controllo adeguati, la gestione diretta può risultare meno efficiente e meno trasparente, generando costi nascosti e peggiorando la qualità dei servizi erogati.
In che modo il lavoro povero nei servizi viene “istituzionalizzato”
Quando gare e contratti non prevedono adeguamenti economici strutturali, le imprese sono spinte a comprimere salari e ore; questa condizione diventa stabile, trasformando il lavoro povero in esito sistemico del modello di appalto.
Qual è la fonte originale delle dichiarazioni sul settore servizi
Le informazioni e le citazioni di Angelo Volpe provengono dall’articolo e dal resoconto del convegno pubblicati da Adnkronos, che ha documentato l’evento promosso da Anip-Confindustria a Roma.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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