Ilia Malinin accusato di omofobia alle Olimpiadi Milano Cortina, il contesto

Ilia Malinin, dal trionfo olimpico alle accuse di omofobia
Ilia Malinin, stella del pattinaggio artistico e protagonista alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, porta con sé una vicenda controversa che ne ha segnato l’immagine pubblica. Nell’aprile 2023, ancora diciottenne, un suo commento in diretta social è stato letto come offensivo verso la comunità LGBTQ+ e come critica al sistema di giudizio del pattinaggio. Comprendere cosa disse, come reagirono le istituzioni sportive e in che modo il campione ha provato a rimediare è essenziale per valutare oggi la sua credibilità e il suo ruolo da figura di riferimento nello sport di élite.
Il caso mostra come, nell’era dei social, un singolo video possa condizionare reputazione, sponsorizzazioni e percezione pubblica di un atleta.
Il commento su Instagram che ha acceso la polemica
Durante una diretta su Instagram nell’aprile 2023, Ilia Malinin affermò che, se fosse stato gay, avrebbe ottenuto punteggi più alti nei programmi artistici, suggerendo un presunto favoritismo dei giudici verso gli atleti non eterosessuali. A una domanda sull’orientamento, rispose: “Diciamo la verità, non posso più essere etero perché ho bisogno che i miei punteggi artistici salgano. Devo dire che non sono etero, così i miei punteggi saliranno”.
La frase è stata percepita come minimizzazione delle discriminazioni subite dagli atleti LGBTQ+ e come insinuazione di trattamenti di favore, alimentando stereotipi e tensioni in uno sport che negli ultimi anni punta molto su inclusione e rappresentanza.
La reazione della federazione e della comunità LGBTQ+
La U.S. Figure Skating ha preso immediatamente le distanze, ribadendo il sostegno alla comunità LGBTQ+ e inquadrando le parole di Ilia Malinin come inaccettabili per un atleta di vertice. La polemica si è estesa ai media internazionali, che hanno discusso il rischio di rafforzare l’idea di “privilegio” queer in uno sport dove il coming out resta spesso complesso.
Su pressione dell’ambiente sportivo e delle associazioni di categoria, il pattinatore è stato avviato a un percorso di sensitivity training, mirato a fargli comprendere l’impatto reale di battute e stereotipi sulle persone LGBTQ+ e sulle dinamiche di spogliatoio e giuria.
Dal caso social alle scuse pubbliche di Ilia Malinin
Dopo l’ondata di critiche, Ilia Malinin ha intrapreso una strategia di responsabilizzazione pubblica, fatta di comunicati, interviste e confronto con le istituzioni sportive. Negli anni successivi, fino a Milano Cortina 2026, l’atleta ha più volte ricostruito l’episodio come un errore legato all’immaturità e alla leggerezza con cui, da adolescente, usava i social.
Questo percorso, però, viene valutato in modo differente da tifosi, commentatori e comunità LGBTQ+, divisi tra chi riconosce la crescita personale e chi continua a considerare il caso come un campanello d’allarme sulla cultura dello sport d’élite.
Le prime scuse sui social dopo la diretta
Nel giro di poche ore dal video, Ilia Malinin pubblicò un doppio messaggio su Twitter e Instagram. Scrisse: “Ciao a tutti, come avrete sentito, ciò che avevo detto durante la mia diretta era uno scherzo. Volevo solo scusarmi con tutti coloro che ne sono stati colpiti e spero capiate che non c’era alcuna intenzione di disturbare nessuno, tantomeno qualcuno della mia fanbase”.
Poi aggiunse: “Voglio scusarmi sinceramente con tutti per il mio comportamento da adolescente e sono consapevole che questo errore non può essere cancellato. (…) Spero che tutti capiscano che non provo odio verso nessuno. Grazie a tutti per aver compreso questo errore e per avermi fatto capire che ho sbagliato”. Le scuse puntavano a chiarire l’assenza di intento offensivo, ma non hanno subito placato il dibattito.
L’autocritica nelle interviste e il tema della maturità
In interviste successive, il pattinatore ha definito quell’episodio “un punto di svolta” nella sua crescita personale, sottolineando come a 18 anni non comprendesse il peso di ogni parola in diretta. Ilia Malinin ha spiegato di aver riflettuto sul ruolo di modello per i più giovani e sull’obbligo di evitare ironie che possano legittimare discriminazioni.
Ha inoltre confermato di aver partecipato ai programmi di formazione proposti dalla U.S. Figure Skating, dichiarando di voler sostenere un ambiente sicuro per tutti, indipendentemente da orientamento o identità. Nel farlo, ha ribadito anche la propria eterosessualità, elemento che in rete è stato letto da alcuni come tentativo di chiudere definitivamente il fronte delle speculazioni.
Impatto sul brand Malinin e lezioni per lo sport d’élite
La vicenda Ilia Malinin mostra come un singolo episodio di comunicazione possa influenzare contratti di sponsorizzazione, narrativa mediatica e percezione etica di un campione, soprattutto in un contesto iper-esposto come quello di Milano Cortina 2026. Per le federazioni, il caso è diventato un esempio di gestione del rischio reputazionale e di formazione obbligatoria sui temi di inclusione.
Per giornalisti e operatori, rappresenta un banco di prova nell’applicazione di criteri EEAT: raccontare il percorso di errore, responsabilità e possibile riparazione senza semplificazioni né assoluzioni facili.
Reputazione, sponsor e narrativa mediatica
Nel breve periodo, l’onda di critiche ha messo sotto pressione gli sponsor di Ilia Malinin, chiamati a valutare l’allineamento tra i propri valori e le parole dell’atleta. Alcuni contratti sono stati rivisti in chiave di maggiore vigilanza sui contenuti social, altri hanno puntato sulla narrativa del “ragazzo che impara dall’errore”.
Nei grandi eventi internazionali, il suo nome è spesso accompagnato da riferimenti al caso del 2023, a dimostrazione di come la memoria digitale incida sulla costruzione del “brand atleta”. Il percorso di formazione e le scuse ricorrenti hanno mitigato, ma non azzerato, il danno reputazionale iniziale.
Cosa insegna il caso alle federazioni e ai giovani atleti
Il dossier Malinin è oggi utilizzato come caso-studio in corsi di comunicazione sportiva e programmi educativi rivolti ai talenti emergenti. Le federazioni internazionali spingono su tre assi: formazione preventiva su diversità e inclusione, gestione professionale dei social, responsabilità del linguaggio degli atleti di élite.
Per i giovani pattinatori, il messaggio è duplice: la libertà di espressione non esonera dalle conseguenze, ma un errore, se affrontato con serietà e continuità, può diventare occasione di crescita personale e di contributo concreto a uno sport più consapevole e rispettoso.
FAQ
Perché Ilia Malinin è stato accusato di omofobia?
Per una diretta Instagram del 2023 in cui Ilia Malinin suggeriva che essere gay potesse favorire i punteggi artistici nel pattinaggio, percepita come frase omofoba e minimizzante verso le discriminazioni.
Cosa disse esattamente Ilia Malinin durante la diretta?
Rispondendo a una domanda sull’orientamento, affermò: “Non posso più essere etero perché ho bisogno che i miei punteggi artistici salgano. Devo dire che non sono etero, così i miei punteggi saliranno”, alludendo a un presunto vantaggio per atleti non eterosessuali.
Come ha reagito la U.S. Figure Skating al caso Malinin?
La U.S. Figure Skating ha preso le distanze dalle parole di Ilia Malinin, riaffermando il sostegno alla comunità LGBTQ+ e indirizzando l’atleta a un percorso di sensitivity training sull’impatto del linguaggio.
Ilia Malinin ha chiesto scusa pubblicamente?
Sì, con messaggi su Twitter e Instagram in cui ha definito la frase un “scherzo”, si è detto consapevole della gravità dell’errore e ha chiesto scusa a chiunque si fosse sentito colpito, in particolare tra i suoi fan.
Ilia Malinin ha cambiato atteggiamento dopo le critiche?
In interviste successive, Malinin ha riconosciuto l’immaturità di allora, ha parlato dell’importanza del rispetto verso la comunità LGBTQ+ e ha descritto il caso come un momento chiave del proprio percorso di crescita.
Il caso ha avuto effetti sulla carriera sportiva di Malinin?
Nel breve periodo ha generato forte pressione mediatica e un attento monitoraggio da parte di sponsor e federazione. Le prestazioni sportive sono proseguite, ma con maggiore attenzione alla sua immagine pubblica.
Ilia Malinin si è definito pubblicamente etero?
Sì, nel corso della vicenda Ilia Malinin ha ribadito di essere eterosessuale, chiarendo che le sue frasi non nascevano da un coming out ma da una battuta mal riuscita sul sistema dei punteggi.
Qual è la fonte principale su cui si basa questa ricostruzione?
La ricostruzione si basa sull’articolo analitico pubblicato dal sito Biccy con il titolo “Perché dicono che Ilia Malinin è omofobo? Il caso spiegato”, firmato da Fabiano Minacci.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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