Il super PAC cripto Fairshake scatena una nuova ondata di potere politico con il maxi fondo segreto

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Super PAC cripto: la nuova forza nella politica USA
Il super PAC cripto Fairshake sta accumulando una potenza di fuoco finanziaria senza precedenti per le elezioni congressuali di quest’anno, con un tesoretto dichiarato di circa 193 milioni di dollari. Grazie a nuovi contributi da 25 milioni di dollari ciascuno da parte di Ripple e del fondo Andreessen Horowitz (a16z), e ai 25 milioni aggiuntivi di Coinbase, il comitato d’azione politica legato al settore delle criptovalute si colloca ormai tra i primi cinque PAC statunitensi per capacità di spesa. Questo livello di raccolta posiziona l’industria cripto a un tavolo tradizionalmente dominato da colossi finanziari e lobby storiche.
Nel precedente ciclo elettorale, Fairshake è già stato il sesto maggiore raccoglitore di fondi tra i PAC, dimostrando come il capitale del settore digitale possa incidere sulle dinamiche legislative di Washington. La strategia è chiara: sostenere i candidati pro-cripto e colpire, con campagne pubblicitarie da milioni di dollari, i politici che promuovono linee dure o restrittive verso gli asset digitali. L’effetto deterrente su chi valuta norme ostili è diventato uno dei fattori più citati da osservatori e staff parlamentari.
Secondo il portavoce Josh Vlasto, la missione di Fairshake è contrastare la politica anti-cripto, proteggere i consumatori, difendere l’innovazione americana e ampliare l’accesso al sistema finanziario. Una narrazione che punta a presentare il super PAC non solo come braccio politico dell’industria, ma come difensore di competitività e inclusione economica negli Stati Uniti contemporanei.
Influenza sul Congresso e battaglia regolatoria
Il peso politico di Fairshake è emerso con forza già nell’ultimo ciclo elettorale, in cui il super PAC ha contribuito alla vittoria di oltre 50 candidati al Congresso. In alcune delle sfide più strategiche al Senato, il comitato ha investito decine di milioni di dollari in spot televisivi e digitali, spesso senza citare direttamente le criptovalute ma puntando su messaggi di crescita economica, innovazione e “libertà finanziaria”. Tra gli episodi simbolici, la sconfitta dell’ex senatore Sherrod Brown dell’Ohio, presidente della Commissione Banca del Senato e storico freno a qualsiasi avanzamento legislativo pro-cripto.
Questa pressione coincide con un momento chiave: la Commissione Agricoltura del Senato USA sta esaminando il disegno di legge sulla struttura del mercato cripto, uno dei dossier più sensibili del settore. Le trattative si sono arenate su richieste dei Democratici, tra cui il divieto per i massimi funzionari governativi – incluso il presidente degli Stati Uniti – di trarre profitto dall’industria cripto e l’obbligo che la Commodity Futures Trading Commission sia completamente composta prima di varare nuove regole. La Casa Bianca ha respinto entrambe le proposte, segnalando quanto l’equilibrio tra etica pubblica e crescita del settore resti altamente controverso.
Anche quando non spende, la sola esistenza del “caveau” di Fairshake influenza i calcoli dei parlamentari: chi appoggia regolazioni favorevoli può contare su un possibile sostegno massiccio, chi si oppone rischia campagne negative mirate. Un cambio strutturale che lega la sopravvivenza politica di molti eletti al destino normativo delle criptovalute negli USA.
Altri super PAC cripto e scenari elettorali
Fairshake non è l’unico attore politico dell’ecosistema digitale. Nel 2024 è nato il Fellowship PAC, che ha annunciato impegni per 100 milioni di dollari a sostegno di candidati pro-cripto e in appoggio all’agenda sugli asset digitali dell’ex presidente Donald Trump. Il super PAC proclama una missione basata su “trasparenza e fiducia”, ma finora ha evitato di rivelare l’identità dei principali finanziatori e i dettagli del piano operativo, limitandosi alla registrazione federale.
Un altro protagonista è il Digital Freedom Fund, creato dai fratelli Tyler e Cameron Winklevoss, fondatori dell’exchange Gemini, con 21 milioni di dollari destinati soprattutto a candidati Repubblicani. L’obiettivo dichiarato è contrastare le previsioni di un possibile controllo Democratico di almeno una Camera del Congresso, giudicato da gran parte dell’industria come scenario meno favorevole per un quadro normativo flessibile sulla finanza digitale.
Secondo i mercati di previsione di Polymarket, i Democratici avrebbero circa il 79% di probabilità di ottenere la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti e il 36% di aggiudicarsi il Senato. Tuttavia, anche un solo ramo del Congresso sotto controllo democratico garantirebbe al partito leva sufficiente per incidere sul futuro della legislazione cripto, incluso il disegno sulla struttura del mercato, qualora non venisse approvato prima della fine della legislatura.
FAQ
D: Che cos’è Fairshake?
R: Fairshake è un super PAC statunitense che raccoglie fondi dall’industria cripto per sostenere candidati pro-cripto e contrastare politici ostili agli asset digitali.
D: Quanto denaro ha raccolto finora Fairshake?
R: Il tesoretto dichiarato è di circa 193 milioni di dollari, posizionandolo tra i PAC più ricchi degli Stati Uniti.
D: Chi sono i principali finanziatori di Fairshake?
R: Tra i sostenitori di punta figurano Ripple, Andreessen Horowitz (a16z) e Coinbase, con contributi individuali da decine di milioni di dollari.
D: In che modo Fairshake influenza le elezioni?
R: Il super PAC finanzia campagne pubblicitarie indipendenti, spesso multimilionarie, a favore o contro candidati chiave al Congresso.
D: Le pubblicità di Fairshake parlano sempre di criptovalute?
R: No, spesso gli spot trattano temi generali come economia, innovazione e occupazione, evitando riferimenti diretti alle cripto.
D: Qual è il ruolo dei Democratici nella regolamentazione cripto?
R: Molti esponenti Democratici chiedono maggiori tutele, limiti ai conflitti di interesse e requisiti più stringenti per le autorità di vigilanza.
D: Esistono altri super PAC cripto oltre a Fairshake?
R: Sì, tra i principali ci sono il Fellowship PAC e il Digital Freedom Fund, collegato ai fondatori di Gemini, i fratelli Winklevoss.
D: Qual è la fonte principale di queste informazioni?
R: Le informazioni derivano da dichiarazioni pubbliche dei super PAC, comunicati stampa dell’industria cripto e dalla copertura giornalistica specializzata su Fairshake e il suo ruolo al Congresso.




