Horizon Capital guida maxi fondo Catalyst per la ricostruzione dell’Ucraina puntando a mobilitare miliardi di euro

Indice dei Contenuti:
Avvio del fondo catalyst per la ricostruzione in ucraina
Horizon Capital, società di private equity con sede a Kyiv e 1,8 miliardi di dollari in gestione, ha perfezionato il primo closing del nuovo Horizon Capital Catalyst Fund, veicolo focalizzato sulla ricostruzione dell’economia ucraina. La chiusura iniziale è avvenuta a Davos il 20 gennaio 2026, in occasione del World Economic Forum, a meno di un anno dal lancio ufficiale della raccolta alla Ukraine Recovery Conference di Roma. In soli sei mesi il fondo ha assicurato oltre la metà dell’obiettivo di 300 milioni di euro, superando la soglia dei 150 milioni.
Il Catalyst Fund nasce per colmare la carenza di capitale proprio nelle imprese ucraine attive in settori chiave e ad alta intensità di asset, in particolare energia, infrastrutture digitali e costruzioni. La strategia prevede investimenti di minoranza accanto a partner industriali o finanziari di riferimento, con l’obiettivo di sostenere progetti che richiedono ingenti risorse ma risultano fondamentali per la resilienza e la modernizzazione del Paese.
Questo nuovo veicolo si affianca alla famiglia di fondi Growth di Horizon Capital, ampliando il raggio d’azione oltre il tradizionale focus su tecnologia ed esportazioni verso iniziative greenfield e imprese domestiche orientate al mercato interno. L’operazione consolida il ruolo dell’operatore come principale investitore istituzionale in Ucraina e segna un ulteriore passo nella costruzione di una piattaforma dedicata alla ripresa post-bellica.
Obiettivi di raccolta e settori strategici per mobilitare 3 miliardi di euro
Horizon Capital punta a raggiungere una dimensione complessiva di 300 milioni di euro per il Catalyst Fund, con una chiara ambizione: generare un effetto leva pari a dieci volte il capitale raccolto e mobilitare fino a 3 miliardi di euro a favore dell’Ucraina. Il fondo mira a fornire capitale “catalitico” iniziale, in grado di attrarre co-investitori globali e istituzionali su progetti ad alta intensità di asset, oggi frenati dalla scarsità di equity.
L’allocazione del fondo sarà concentrata su operazioni di crescita tra 20 e 50 milioni di euro per singolo investimento, affiancando investitori strategici internazionali e partner locali selezionati. L’obiettivo è aumentare il numero di progetti bancabili, accelerare la ricostruzione e sostenere l’ingresso in Ucraina di grandi gruppi esteri nei comparti considerati essenziali per il rilancio dell’economia.
I settori prioritari comprendono energia, infrastrutture digitali e costruzioni, ambiti che generano oltre il 10% del PIL annuo e occupano più di 650.000 addetti. Attraverso il Catalyst Fund, Horizon Capital intende replicare operazioni emblematiche come la transazione Datagroup-Volia-Lifecell nel telecom, considerata il più rilevante deal M&A dell’ultimo decennio nel Paese, e attrarre ulteriori capitali in debito ed equity per progetti di lungo periodo.
Partner internazionali e impatto atteso sull’economia ucraina
Il primo closing del Catalyst Fund è stato sostenuto da un nucleo di investitori istituzionali multilaterali e di sviluppo, che rafforza la credibilità del progetto sul piano internazionale. Tra gli anchor investor figurano la International Finance Corporation (IFC), la European Bank for Reconstruction and Development (EBRD), Proparco, Swedfund, Norfund e la banca di sviluppo olandese FMO. Il loro impegno nella fase iniziale consente di avviare gli investimenti già durante il conflitto, anziché rinviarli alla fase post-bellica.
Questa scelta è letta come un segnale politico ed economico forte sulla prospettiva di lungo termine dell’economia ucraina. La presenza di partner con un track record consolidato nei mercati emergenti è destinata a favorire ulteriori co-investimenti, ampliando la base di capitale disponibile per le imprese locali. Horizon Capital segnala un pipeline di oltre 30 operazioni, con i primi quattro deal da 110 milioni di euro che potrebbero generare oltre 1 miliardo di euro di capitali complessivi, tra equity e debito.
Secondo la direzione del fondo, questa dinamica contribuirà a stabilizzare comparti critici, sostenere l’occupazione e migliorare l’accesso ai finanziamenti per aziende orientate al mercato interno. Il ruolo di Kyiv come hub finanziario regionale ne esce rafforzato, mentre il paese consolida la propria attrattività per investitori globali interessati alla fase di ricostruzione e modernizzazione.
FAQ
- Qual è l’obiettivo di raccolta del Horizon Capital Catalyst Fund?
Il fondo punta a raggiungere un target di 300 milioni di euro, con l’intento di utilizzare questo capitale come leva per mobilitare fino a 3 miliardi di euro complessivi in favore di progetti in Ucraina.
- In quali settori investirà prioritariamente il Catalyst Fund?
Il fondo concentrerà gli investimenti su energia, infrastrutture digitali e costruzioni, oltre ad altri segmenti asset-heavy considerati strategici per la ricostruzione e la crescita economica del paese.
- Che tipo di operazioni prevede la strategia di investimento?
La strategia si basa su partecipazioni di minoranza, con ticket indicativi tra 20 e 50 milioni di euro, in partnership con investitori industriali e finanziari di primo piano e con imprenditori ucraini.
- Chi sono i principali investitori istituzionali coinvolti nel primo closing?
Tra gli anchor investor figurano IFC, EBRD, Proparco, Swedfund, Norfund e FMO, che hanno contribuito a superare la soglia dei 150 milioni di euro nel primo closing.
- Qual è l’impatto atteso del fondo sull’economia ucraina?
Il Catalyst Fund mira ad aumentare il numero di progetti finanziabili, sostenere settori che generano oltre il 10% del PIL e occupano più di 650.000 lavoratori, e favorire l’ingresso di nuovi investitori internazionali nel mercato ucraino.
- Che ruolo ha Horizon Capital nel contesto degli investimenti in Ucraina?
Horizon Capital è uno dei principali operatori di private equity in Europa emergente, con circa 1,8 miliardi di dollari in gestione e oltre 190 aziende in portafoglio, focalizzato su imprenditori di Ucraina e Moldova.
- Qual è la fonte giornalistica che riporta il primo closing del Catalyst Fund?
Le informazioni sul primo closing e sui dettagli del Horizon Capital Catalyst Fund provengono da un comunicato diffuso tramite il servizio di news finanziarie PR Newswire, datato 20 gennaio 2026 da Davos, Svizzera.
Partner internazionali e impatto atteso sull’economia ucraina
Il primo closing del Horizon Capital Catalyst Fund poggia su una base di investitori multilaterali di primo piano, elemento decisivo per la percezione di rischio e per l’attrattività del veicolo. Tra i partner di ancoraggio figurano la International Finance Corporation (IFC), la European Bank for Reconstruction and Development (EBRD), la francese Proparco, la svedese Swedfund, il fondo norvegese Norfund e la banca di sviluppo olandese FMO. Il loro ingresso anticipato consente di attivare capitale nelle fasi più critiche del conflitto, evitando di rinviare gli investimenti alla sola fase di ricostruzione post-bellica.
La presenza di questi attori istituzionali è interpretata come un segnale di fiducia sulla capacità dell’Ucraina di mantenere continuità operativa e prospettive di crescita nel medio-lungo periodo. Il supporto di IFC, EBRD e degli altri development finance institutions è inoltre destinato a facilitare la partecipazione di fondi privati, family office e corporate internazionali, ampliando l’effetto leva sul capitale mobilitato. Horizon Capital stima un pipeline di oltre 30 operazioni, con i primi quattro investimenti – pari a circa 110 milioni di euro – che potrebbero attivare oltre 1 miliardo di euro complessivi tra equity e debito.
L’impatto atteso riguarda in particolare settori che incidono in modo diretto su PIL, occupazione e stabilità infrastrutturale. Attraverso il Catalyst Fund, l’obiettivo è sostenere aziende domestic-oriented, favorire l’accesso al credito e consolidare il ruolo di Kyiv come centro finanziario regionale, rafforzando il posizionamento del Paese nel processo di ricostruzione e modernizzazione economica.
FAQ
- Chi sono i principali partner internazionali del Horizon Capital Catalyst Fund?
Tra i principali partner figurano IFC, EBRD, Proparco, Swedfund, Norfund e FMO, tutti istituti di sviluppo con esperienza nei mercati emergenti.
- Perché il coinvolgimento di istituzioni multilaterali è considerato strategico?
Il loro impegno riduce la percezione di rischio paese, favorisce l’ingresso di investitori privati e contribuisce a mobilitare capitale aggiuntivo su progetti complessi e ad alta intensità di asset.
- Qual è l’effetto leva atteso sugli investimenti in Ucraina?
Il Catalyst Fund punta a generare un moltiplicatore di circa 10 volte il capitale raccolto, arrivando a mobilitare fino a 3 miliardi di euro tra equity e debito.
- Quante operazioni sono attualmente in pipeline per il fondo?
Horizon Capital segnala oltre 30 potenziali transazioni, con i primi quattro investimenti del valore complessivo di circa 110 milioni di euro.
- Che impatto avranno questi investimenti sull’economia ucraina?
Gli interventi dovrebbero sostenere settori che pesano per oltre il 10% del PIL, rafforzare l’occupazione e migliorare la resilienza delle infrastrutture critiche del Paese.
- In che modo il fondo contribuisce alla fase di ricostruzione durante il conflitto?
Il capitale viene allocato già nella fase bellica, permettendo di avviare subito progetti strategici anziché attendere la piena stabilizzazione del contesto geopolitico.
- Qual è la fonte giornalistica delle informazioni sul Catalyst Fund?
I dati relativi al primo closing, agli investitori e agli obiettivi del Horizon Capital Catalyst Fund provengono da un comunicato stampa diffuso tramite PR Newswire in data 20 gennaio 2026 da Davos, Svizzera.




