Guida autonoma sotto accusa Risponde Adiconsum tra rischi reali, tutele mancanti e verità nascoste
Valutazione di Adiconsum sulla sicurezza della guida autonoma
Adiconsum ha condotto una verifica diretta sulla sicurezza dei sistemi di guida autonoma, focalizzandosi sulla tecnologia integrata nelle vetture Tesla. Il test, svolto su un percorso reale di circa trenta minuti tra strade urbane, tratti misti e traffico di Roma, ha permesso di osservare il comportamento dell’assistenza avanzata alla guida in condizioni dinamiche e non predeterminate. A bordo erano presenti il Presidente Carlo De Masi, un dipendente e un collaboratore dell’associazione, accompagnati da un ingegnere della casa automobilistica, per garantire un riscontro tecnico puntuale durante ogni fase della prova.
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La valutazione ha evidenziato una gestione fluida delle manovre, con capacità di mantenimento di corsia, adattamento della velocità al contesto e lettura degli scenari stradali complessi. Il sistema, supportato da una rete di 8 telecamere e da algoritmi di intelligenza artificiale, ha dimostrato una percezione costante dell’ambiente, utile a prevenire errori umani ricorrenti come distrazioni, stanchezza o ritardi nelle reazioni. Questa architettura sensoriale multipla, unita all’elaborazione in tempo reale, rappresenta il fulcro della valutazione positiva sull’affidabilità operativa nelle condizioni testate.
Sul piano della sicurezza, l’associazione ha rimarcato che la guida autonoma non elimina il ruolo di supervisione del conducente nelle giurisdizioni dove è richiesta, ma può contribuire a ridurre il rischio di incidenti attraverso la standardizzazione delle condotte alla guida e la continuità dell’attenzione del veicolo all’ambiente circostante. La disponibilità di dati maturati in mercati come Stati Uniti, Canada, Cina, Messico, Porto Rico, Australia e Nuova Zelanda — dove il sistema FSD ha già percorso miliardi di chilometri — viene considerata un indicatore di maturità tecnologica, pur senza sostituire le necessarie verifiche locali e l’adeguamento ai requisiti normativi europei.
Secondo Carlo De Masi, l’esperienza su strada ha confermato una combinazione di efficienza e controllo che, se inquadrata all’interno di regole chiare e verifiche indipendenti, può tradursi in un contributo concreto alla sicurezza collettiva. L’associazione sottolinea l’importanza di criteri trasparenti di valutazione delle performance, test comparativi e monitoraggio continuo per garantire che la tecnologia evolva in linea con gli standard di tutela dei consumatori.
In sintesi operativa, gli elementi chiave emersi dalla prova riguardano: continuità del monitoraggio visivo tramite le 8 telecamere, coerenza delle manovre nelle situazioni di traffico urbano complesso, e potenziale riduzione degli errori imputabili al fattore umano. Questi aspetti, letti con approccio prudente e basato su evidenze, orientano Adiconsum a considerare la guida autonoma una soluzione con prospettive positive per la sicurezza, purché accompagnata da validazioni indipendenti, aggiornamenti software tracciabili e responsabilità chiare tra produttori e utenti.
Impatto su traffico, stress e accessibilità per i consumatori
Dal test condotto da Adiconsum emergono ricadute concrete sulla gestione del traffico urbano e sulla qualità dell’esperienza di guida. Nelle condizioni osservate, l’assistenza avanzata ha mantenuto andature regolari, effettuato accelerazioni e decelerazioni progressive e gestito gli incroci con continuità, contribuendo a ridurre le micro-interruzioni che alimentano la congestione. La capacità del sistema di anticipare il flusso e allinearsi a una condotta prevedibile riduce i picchi di frenate improvvise e favorisce una circolazione più ordinata, con effetti potenzialmente positivi sulla scorrevolezza nei centri ad alta densità come Roma.
Sul piano del benessere del conducente, la riduzione del carico cognitivo è uno degli elementi più rilevanti. La gestione automatizzata delle manovre ripetitive e del mantenimento della distanza consente di attenuare lo stress legato a traffico intenso, code e continui stop-and-go. Questo si traduce in una maggiore costanza di attenzione sulle decisioni realmente critiche, affiancando l’utente nelle fasi più onerose senza sostituirne la supervisione dove richiesta dalla normativa.
Per quanto riguarda l’accessibilità, l’automazione supporta un uso più inclusivo del veicolo: le funzioni di assistenza avanzata possono agevolare utenti con minore dimestichezza nella guida in contesti complessi, offrendo un supporto tecnologico che rende più fruibili spostamenti quotidiani e percorsi misti. L’associazione sottolinea inoltre il collegamento con la mobilità a zero emissioni: l’integrazione tra software di guida e piattaforme elettriche incentiva conduzioni più efficienti, con benefici ambientali e costi di utilizzo potenzialmente inferiori nel medio periodo.
Le evidenze raccolte confermano quindi quattro direttrici d’impatto per i consumatori: fluidità del traffico grazie a condotte più omogenee, mitigazione dello stress alla guida, maggiore fruibilità per un’utenza ampia e contributo alla mobilità sostenibile. Questi benefici, già osservati in mercati come Stati Uniti, Canada, Cina, Messico, Porto Rico, Australia e Nuova Zelanda dove la tecnologia ha accumulato miliardi di chilometri, risultano promettenti anche nel contesto nazionale, a condizione di un allineamento rigoroso ai requisiti locali e a prassi di monitoraggio continuo.
Prospettive regolatorie europee e adozione tecnologica
Nel quadro europeo, l’adozione della guida autonoma richiede un’armonizzazione tra standard tecnici, responsabilità legali e procedure di verifica indipendenti. L’esperienza maturata in mercati come Stati Uniti, Canada, Cina, Messico, Porto Rico, Australia e Nuova Zelanda, dove i sistemi di guida avanzata hanno percorso miliardi di chilometri, costituisce un patrimonio informativo utile ma non sostitutivo dei passaggi necessari in Europa. In tale contesto, il test diretto effettuato da Adiconsum si inserisce come tassello di valutazione dal punto di vista dei consumatori, con l’obiettivo di favorire un’implementazione basata su evidenze e controlli.
Le priorità individuate includono: definizione chiara dei livelli di automazione e dei limiti operativi, regole sull’aggiornamento software over-the-air con tracciabilità e possibilità di audit, e criteri standardizzati per i test su strada in scenari complessi. La trasparenza sulle performance in condizioni reali, l’accesso ai dati anonimizzati per analisi indipendenti e la certificazione di sicurezza funzionale rappresentano elementi chiave per costruire fiducia e assicurare che i benefici promessi si traducano in risultati misurabili.
Un punto centrale è la ripartizione delle responsabilità tra costruttori, fornitori di software e utenti. La presenza del conducente come supervisore, laddove richiesto, va coordinata con protocolli chiari di intervento e con sistemi di monitoraggio dell’attenzione. Parallelamente, i produttori devono garantire robustezza degli algoritmi di intelligenza artificiale, cybersecurity dell’intero stack e meccanismi di fallback in caso di anomalie, in coerenza con le prassi di omologazione europee.
Secondo Carlo De Masi, l’adozione della tecnologia dovrebbe procedere con una roadmap regolatoria che consenta sperimentazioni controllate e scalabilità progressiva, allineando i tempi dell’innovazione alle tutele per gli utenti. L’obiettivo è favorire un ecosistema in cui i dati di esercizio reale supportino decisioni normative, con metriche condivise su sicurezza, affidabilità e impatto sulla mobilità.
In prospettiva, l’abilitazione della guida autonoma in Europa passa da tre direttrici: regole uniformi e verificabili, responsabilità delineate lungo la catena del valore e monitoraggio continuo delle prestazioni. Un quadro di riferimento chiaro consentirà di accelerare l’adozione senza derogare ai livelli di protezione richiesti dal mercato europeo, valorizzando l’esperienza accumulata all’estero e le evidenze raccolte da test indipendenti sul territorio nazionale.
FAQ
- La guida autonoma testata da Adiconsum è già utilizzabile in Europa senza limitazioni?
No. L’utilizzo dipende dalle normative locali e dall’omologazione. In molti contesti è richiesta la supervisione del conducente e sono previsti limiti operativi. - Quali benefici principali sono stati osservati durante il test a Roma?
Gestione fluida del traffico, riduzione dello stress alla guida, supporto all’accessibilità e integrazione con mobilità a zero emissioni. - I miliardi di chilometri percorsi in Stati Uniti e altri Paesi garantiscono la piena maturità della tecnologia?
Costituiscono un indicatore importante, ma non sostituiscono le verifiche, l’omologazione e l’adeguamento ai requisiti del mercato europeo. - Chi è responsabile in caso di incidente con sistemi di guida avanzata attivi?
La responsabilità dipende dal quadro normativo e dalle condizioni d’uso. È essenziale una ripartizione chiara tra costruttori, fornitori software e conducente. - Quali requisiti sono ritenuti prioritari per l’adozione in Europa?
Standard comuni di test, tracciabilità degli aggiornamenti software, audit indipendenti, cybersecurity e metriche condivise su sicurezza e affidabilità. - Il test di Adiconsum sostituisce le certificazioni ufficiali?
No. Fornisce un riscontro dal punto di vista dei consumatori e integra, ma non sostituisce, le procedure di omologazione e i controlli delle autorità competenti.




