Gruber racconta la fuga sul mezzo impazzito nella neve dopo l’incendio improvviso nello chalet di montagna

Indice dei Contenuti:
“Sono salita una golf cart che faceva curve pericolosissime nella neve, ho pensato di cadere dal sedile”: Lilli Gruber in fuga dopo l’incendio nello chalet
Diretta interrotta a Davos
Durante la puntata di “Otto e mezzo” del 21 gennaio, la conduzione di Lilli Gruber è stata bruscamente stravolta da un allarme incendio al Congress Center di Davos, sede del World Economic Forum. Nel momento tra anteprima e sigla, la giornalista si è vista intimare l’evacuazione immediata tra sirene, polizia e pompieri. Un addetto alla sicurezza, descritto come “energumeno”, le ha intimato solo “get out of here”, impedendole di restare in postazione per la diretta televisiva.
Nonostante il caos, la conduttrice è riuscita a portare con sé il telefono, trasformando l’emergenza in una conduzione improvvisata. Collegata da fuori struttura, ha proseguito il programma in forma telefonica, mentre in studio a La7 rimanevano gli ospiti Marco Travaglio, Franco Bernabè e Lina Palmerini, costretti a commentare in un contesto completamente diverso da quello previsto.
La scena ha mostrato in diretta le tensioni legate alla sicurezza in un WEF già blindato, in particolare nella giornata dedicata a Donald Trump, con i protocolli innalzati al massimo livello.
La fuga sulla golf cart nella neve
All’esterno del centro congressi, la cronista ha continuato la diretta telefonica mentre veniva fatta salire su una golf cart di servizio lanciata nella neve. Il veicolo, usato per spostare rapidamente staff e partecipanti nell’area del Forum, affrontava curve strettissime su fondo scivoloso, al punto che la giornalista ha temuto di cadere dal sedile durante il tragitto. Il racconto, fatto il giorno dopo a “Un Giorno da Pecora” su Rai Radio1, restituisce un quadro quasi surreale: emergenza in corso, linea in onda, neve e manovre al limite della sicurezza.
Nel frattempo, gli spettatori seguivano una trasmissione che si trasformava in instant-reportage, con la voce di Lilli Gruber costretta a inseguire il collegamento tra sirene e rumori di fondo. La gestione della crisi tecnica e logistica ha messo in luce la capacità di adattamento della macchina televisiva e la reattività della redazione di La7, che ha tenuto in piedi la scaletta nonostante la conduttrice fosse fisicamente lontana dallo studio allestito a Davos.
Il viaggio sulla golf cart è diventato l’emblema della corsa contro il tempo per salvare la diretta.
Incendio nello chalet e misure di sicurezza
La destinazione finale del trasferimento è stata una palazzina adiacente alla congress hall, dove la giornalista ha trovato rifugio in un piccolo locale angusto, definito come una sorta di “loculo”. Da lì ha potuto continuare la trasmissione telefonica, al riparo dal via vai dei soccorsi. In seguito, è stato chiarito che l’allarme era partito per un incendio sviluppatosi in uno dei piccoli chalet vicino al palazzo dei congressi. Le squadre antincendio sono intervenute rapidamente, riuscendo a spegnere il rogo in tempi brevi e scongiurando conseguenze più serie.
Nel clima iper-protetto del World Economic Forum, la prima ipotesi emotiva è stata anche quella di un possibile attentato, soprattutto alla luce del calendario che segnava la giornata di Trump, con procedure di sicurezza rafforzate. L’episodio evidenzia quanto l’ecosistema mediatico e quello della sicurezza internazionale siano intrecciati a Davos: un singolo allarme è sufficiente a far saltare piani editoriali, logistica e collegamenti in diretta.
L’intera vicenda è divenuta subito caso mediatico, rilanciato da radio, tv e quotidiani online italiani.
FAQ
D: Perché è stata evacuata l’area dove si trovava Lilli Gruber?
R: Per un allarme incendio partito da uno chalet vicino al palazzo dei congressi di Davos.
D: Come ha continuato la trasmissione “Otto e mezzo” durante l’evacuazione?
R: La conduttrice ha proseguito in collegamento telefonico, mentre gli ospiti erano in studio a La7.
D: Dove stava andando la golf cart su cui è salita Lilli Gruber?
R: Verso una palazzina vicina alla congress hall, dove è stata ricollocata per continuare la diretta.
D: L’incendio ha causato danni gravi al World Economic Forum?
R: No, il rogo è stato domato rapidamente e circoscritto a uno chalet esterno.
D: Lilli Gruber ha pensato potesse trattarsi di un attentato?
R: Ha ammesso di averlo temuto, anche per l’altissimo livello di sicurezza legato alla giornata di Donald Trump.
D: Da dove ha raccontato i dettagli dell’episodio il giorno successivo?
R: Dai microfoni della trasmissione “Un Giorno da Pecora” su Rai Radio1.
D: Chi erano gli ospiti rimasti in studio durante l’imprevisto?
R: Marco Travaglio, Franco Bernabè e Lina Palmerini.
D: Qual è la fonte giornalistica originale che ha riportato per prima la ricostruzione completa?
R: La dinamica e le dichiarazioni di Lilli Gruber sono state riprese da testate italiane online che hanno rilanciato il racconto fatto a “Un Giorno da Pecora” e negli articoli di cronaca televisiva.




