Groenlandia sfida Trump: il premier rompe il silenzio e pretende rispetto subito

Indice dei Contenuti:
Reazione di nielsen e richiesta di rispetto
Jens Frederik Nielsen, primo ministro della Groenlandia, ha tracciato una linea netta contro le ripetute dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull’ipotesi di annessione del territorio autonomo danese. In un messaggio pubblico, Nielsen ha scandito un “Adesso basta” rivolto a Washington, ribadendo che ogni interlocuzione dovrà avvenire “attraverso i canali appropriati e nel pieno rispetto del diritto internazionale”. Il capo del governo groenlandese ha respinto pressioni, insinuazioni e “fantasie di annessione”, aprendo invece a un confronto istituzionale fondato su regole condivise e sulla sovranità del territorio. La posizione del governo di Nuuk è stata formulata con toni fermi ma pragmatici: disponibilità al dialogo, sì, ma senza deroghe ai principi giuridici che tutelano l’autonomia della Groenlandia all’interno del Regno di Danimarca. Con questo intervento, Nielsen ha mirato a chiudere lo spazio a letture strumentali e a segnali ambigui, riaffermando l’indisponibilità del territorio a trattative che non rispettino i vincoli internazionali e gli accordi esistenti. L’appello è di natura istituzionale: ogni discussione sul futuro dell’isola deve svolgersi nelle sedi competenti, evitando scenari di forzatura che potrebbero destabilizzare i rapporti con un alleato storico.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
Posizione internazionale e sostegno europeo
La reazione istituzionale non è rimasta isolata: la Francia ha espresso sostegno alla Danimarca, richiamando con nettezza i principi che regolano l’ordine internazionale. Il portavoce del ministero degli Esteri, Pascal Confavreux, ha ricordato che i confini non possono essere ridefiniti con la forza, né con pressioni politiche o retoriche di annessione. Il messaggio, indirizzato a tutela della stabilità nell’Artico, ribadisce l’obbligo al rispetto del diritto internazionale e dei trattati vigenti, in coerenza con la postura dell’Unione Europea e della NATO in materia di integrità territoriale.
Il quadro che emerge è quello di una chiara convergenza europea: tutela della sovranità della Groenlandia all’interno del Regno di Danimarca, sostegno alle istituzioni di Nuuk e rifiuto di qualunque ipotesi di annessione unilaterale. L’appoggio di Parigi assume valore politico e simbolico, segnalando che le dinamiche artiche non possono essere trattate come oggetto di transazione geopolitica. La vicenda rafforza il coordinamento tra capitali europee nel contenimento delle tensioni, con l’obiettivo di preservare il quadro di sicurezza, la legalità internazionale e la cooperazione con gli Stati Uniti entro parametri condivisi.
Tensioni geopolitiche e risposta di copenaghen
Le dichiarazioni di Donald Trump sulla necessità per gli Stati Uniti di “avere” la Groenlandia hanno accentuato le frizioni con Copenaghen, in un contesto artico descritto dalla Casa Bianca come “circondato” da presenze russe e cinesi. A questa narrativa securitaria ha risposto con fermezza la premier danese Mette Frederiksen, chiarendo che Washington non ha alcun titolo per avanzare pretese di annessione su territori del Regno di Danimarca. La leader danese ha sollecitato la fine delle minacce, ricordando l’esistenza di un accordo di difesa con gli USA che già garantisce accesso strategico alla regione e che non necessita di forzature politiche.
Copenaghen ha inquadrato la partita nel perimetro del diritto internazionale e dei rapporti tra alleati NATO, respingendo qualsiasi ipotesi di “controllo” imposto sulla Groenlandia. La premier ha sottolineato gli investimenti effettuati per rafforzare la difesa nell’Artico, evidenziando che la cooperazione con gli Stati Uniti rimane essenziale ma deve svolgersi nel rispetto della sovranità e degli accordi esistenti. Il messaggio politico è duplice: tutela dell’integrità territoriale e disponibilità a un dialogo strutturato, privo di retorica e condotto nelle sedi appropriate.
Il crescendo di tensione, alimentato anche dal contesto internazionale segnato da mosse unilaterali e posture assertive, non modifica la posizione danese: la Groenlandia non è “in vendita” e non può essere oggetto di scambi geopolitici. La risposta di Copenaghen intende ribadire la continuità della linea euro-atlantica, ancorata a regole condivise e a impegni di sicurezza collettiva. In questo quadro, il richiamo alla legalità internazionale funge da argine sia a pressioni esterne sia a narrazioni che semplificano la complessità artica a una mera competizione di potenza.
FAQ
- Perché la Danimarca respinge l’ipotesi di annessione della Groenlandia?
Perché viola il diritto internazionale e la sovranità del Regno di Danimarca, già tutelata da accordi di difesa con gli USA. - Cosa ha detto Jens Frederik Nielsen sulle pressioni statunitensi?
Ha affermato “Adesso basta”, chiedendo che ogni dialogo avvenga tramite canali appropriati e nel rispetto delle norme internazionali. - Qual è la posizione della Francia sul caso Groenlandia?
Ha espresso solidarietà alla Danimarca, ricordando che i confini non si modificano con la forza né con pressioni politiche. - Che ruolo ha la NATO nel contesto artico citato da Copenaghen?
È il quadro di cooperazione e sicurezza entro il quale si inseriscono gli accordi tra Danimarca e Stati Uniti. - Perché gli Stati Uniti dichiarano di “avere bisogno” della Groenlandia?
Per ragioni strategiche legate alla competizione nell’Artico e alla presenza di Russia e Cina nella regione. - Qual è il punto fermo ribadito da Mette Frederiksen?
Gli Stati Uniti non hanno diritto di annettere territori danesi; la cooperazione prosegue solo nel rispetto degli accordi e della sovranità.




