Gravina sotto assedio dopo eliminazione Italia dal Mondiale, vertice decisivo in Figc sulle dimissioni
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Perché il Coni non commissarierà la Figc dopo la crisi azzurra
Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, in una intervista al Corriere della Sera, ha escluso l’ipotesi di commissariare la Figc.
Il dibattito nasce dopo le difficoltà recenti della Nazionale e le critiche alla gestione del presidente Gabriele Gravina.
Secondo Buonfiglio, il commissariamento è previsto solo per gravi irregolarità amministrative o gestionali, non per risultati sportivi deludenti.
L’intervento del Coni, quindi, resta vincolato alle norme statutarie e non alla pressione dell’opinione pubblica.
Al centro della posizione di Buonfiglio c’è l’idea che la Federcalcio debba reagire dall’interno, con riforme strutturali, investimenti sui giovani e una strategia condivisa tra Leghe, club e calciatori.
La responsabilità di eventuali dimissioni e di nuove elezioni resterebbe in capo a Gravina e agli organi federali competenti.
In sintesi:
- Buonfiglio esclude il commissariamento Figc: non è lo strumento per risolvere la crisi.
- Il Coni può intervenire solo per gravi irregolarità amministrative o gestionali, non per risultati sportivi.
- Eventuali dimissioni di Gravina non comportano automaticamente un commissariamento della Federcalcio.
- La soluzione passa da riforme interne, investimenti sui giovani e strategia a medio-lungo termine.
Quando il Coni può commissariare una federazione sportiva
Buonfiglio chiarisce che il Coni è un ente pubblico e deve attenersi allo statuto proprio e a quello delle federazioni.
Il commissariamento è possibile solo in presenza di “gravi mancanze amministrative”: bilanci non presentati, conti che non tornano, ammanchi, perdite patrimoniali o cattiva gestione etico-morale e organizzativa.
Rientrano fra le cause anche l’inefficienza degli organi federali o il mancato avvio dei campionati.
“Non tocca a me dire di cambiare”, sottolinea Buonfiglio, ricordando che il presidente del Coni non può sostituirsi all’autonomia decisionale della Figc.
Anche in caso di dimissioni di Gabriele Gravina, spiega, spetterebbe allo stesso presidente federale traghettare la Federazione verso una nuova assemblea elettiva per il consiglio federale e il nuovo numero uno.
Per Buonfiglio, la Federcalcio è una “azienda importantissima” che supera la sola dimensione sportiva e richiede una gestione responsabile, stabile e programmata.
Il rilancio del calcio italiano passa da riforme interne e giovani
Buonfiglio invita le componenti del sistema calcio – Leghe, Assocalciatori, club e agenti – a trovare un accordo per rilanciare la piena dignità internazionale della Nazionale.
La priorità indicata è chiara: investire con decisione sui settori giovanili e far giocare i talenti italiani nei club professionistici.
L’obiettivo dichiarato è tornare ai “fasti del passato” attraverso un programma a medio-lungo termine guidato da Gabriele Gravina e dai suoi collaboratori.
Il messaggio implicito è che un commissariamento, oltre a non essere giuridicamente fondato allo stato attuale, rischierebbe di rallentare il percorso di riforma strutturale necessario al calcio italiano per recuperare competitività e credibilità.
FAQ
Perché Buonfiglio esclude il commissariamento della Figc?
Buonfiglio esclude il commissariamento perché oggi mancano i presupposti legali: non risultano gravi irregolarità amministrative, patrimoniali o gestionali tali da giustificare l’intervento straordinario del Coni.
Il Coni può commissariare una federazione per scarsi risultati sportivi?
No, il Coni può commissariare solo per gravi mancanze amministrative, inefficienze organizzative o violazioni etico-morali. I risultati sportivi, anche molto negativi, non rientrano fra le cause previste dallo statuto.
Cosa accadrebbe se Gabriele Gravina si dimettesse dalla Figc?
In caso di dimissioni, spiega Buonfiglio, spetterebbe comunque a Gravina gestire la fase transitoria, convocare la nuova assemblea ed accompagnare l’elezione del consiglio federale e del nuovo presidente Figc.
Quali riforme indica Buonfiglio per rilanciare il calcio italiano?
Buonfiglio indica priorità chiare: accordo fra Leghe e componenti federali, forte investimento sui settori giovanili, più spazio in campo ai talenti italiani e un programma tecnico a medio-lungo periodo condiviso.
Da quali fonti è stata tratta l’analisi su Coni e Figc?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta di contenuti e dispacci ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.

