Governo sfida Berna su Crans, pressing duro per sbloccare i giudici svizzeri

Indice dei Contenuti:
Crans, l’ultimatum del governo: “La giustizia svizzera collabori”
Pressione diplomatica e condizioni italiane
Le condizioni fissate dal governo italiano per normalizzare i rapporti con la Svizzera dopo la strage di Crans-Montana sono nette e vincolanti. Roma pretende l’avvio di una collaborazione giudiziaria piena e immediata e la costituzione, senza ulteriori rinvii, di una squadra investigativa congiunta italo-svizzera per accertare le responsabilità dell’incendio costato la vita a diverse persone, tra cui cittadini italiani.
La nota ufficiale di Palazzo Chigi arriva al termine di un vertice riservato tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, l’ambasciatore in Svizzera Gian Lorenzo Cornado — richiamato a Roma dopo la scarcerazione lampo del gestore del locale Constellation — il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano e l’Avvocatura dello Stato. Il rientro del diplomatico a Berna viene espressamente subordinato alla risposta elvetica sulle richieste italiane.
Il clima resta teso. La procuratrice del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, contattata nei giorni scorsi dall’ambasciatore, ha rifiutato un confronto diretto, rimandando ogni interlocuzione alle autorità federali. La linea di Berna appare prudente, ma rischia di alimentare ulteriormente il caso politico-diplomatico. Intanto il governo italiano punta a trasformare la pressione mediatica e istituzionale in un percorso formale di cooperazione giudiziaria strutturata.
Indagini parallele e squadra investigativa
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo autonomo ipotizzando i reati di omicidio colposo e disastro colposo, con particolare attenzione al profilo delle misure di sicurezza nel locale e alla gestione dell’emergenza. Sono state disposte le autopsie sulle vittime italiane, mentre un team di investigatori della Squadra Mobile è pronto a raggiungere la Svizzera per affiancare gli inquirenti vallesani, nell’ambito di una rogatoria già trasmessa ai magistrati elvetici.
Nei programmi degli inquirenti capitolini, una delegazione di pm dovrebbe recarsi entro febbraio in Svizzera per un confronto operativo con le autorità locali. L’obiettivo è acquisire atti, perizie e testimonianze chiave, evitare sovrapposizioni e garantire uniformità nella ricostruzione tecnica delle cause del rogo. Roma chiede accesso pieno ai materiali d’indagine e un canale diretto tra uffici giudiziari, senza filtri diplomatici dilatori.
Sul fronte elvetico, il Cantone del Vallese ha stanziato 10 milioni di franchi a sostegno delle vittime, in base a una decisione del Consiglio di Stato. Ma le richieste risarcitorie annunciate dalle parti civili potrebbero superare i 600 milioni di franchi, aprendo uno scenario complesso di contenziosi, anche transnazionali, che richiederà accordi tra gli ordinamenti e un’attenta gestione assicurativa e patrimoniale.
Responsabilità del locale e versioni a confronto
Al centro del fascicolo penale svizzero c’è il ruolo del gestore del Constellation, Jacques Moretti, interrogato più volte. Nelle sue dichiarazioni, l’uomo tende a scaricare su prassi consolidate e iniziativa dei dipendenti l’uso delle bottiglie con “fontane magiche” portate in scena a cavalcioni sulle spalle dei colleghi, come faceva regolarmente Cyane, la cameriera di 24 anni morta nel rogo. Moretti sostiene di non aver vietato queste performance, né di aver impartito specifiche direttive sulle norme di sicurezza, minimizzando la percezione del rischio.
Restano gravissimi interrogativi sulla gestione delle vie di fuga. Le immagini di videosorveglianza mostrano la porta d’emergenza del seminterrato ostruita da uno sgabello: il gestore ipotizza che sia stato un cliente a posizionarlo, senza indicare controlli o verifiche interne durante la serata. La porta di servizio al piano terra risultava chiusa a chiave; Moretti attribuisce la responsabilità a un dipendente di un altro locale, che avrebbe portato del ghiaccio e, “senza motivo chiaro”, abbassato il chiavistello superiore.
Sul fronte delle ipotesi più gravi, il gestore respinge con forza le voci secondo cui la moglie Jessica sarebbe fuggita con l’incasso, definendole “assurde” e offensive. Resta aperto il capitolo tecnico sull’innesco dell’incendio: la schiuma acustica del soffitto potrebbe essere stata impregnata di alcol o polveri, complice il clima di festa e le bevande rovesciate, fattore che avrebbe favorito un’espansione rapidissima delle fiamme.
FAQ
D: Qual è la principale richiesta avanzata dall’Italia alla Svizzera?
R: L’Italia chiede una collaborazione giudiziaria effettiva e la creazione immediata di una squadra investigativa congiunta per accertare le responsabilità dell’incendio di Crans-Montana.
D: Perché l’ambasciatore italiano in Svizzera è stato richiamato a Roma?
R: L’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado è stato richiamato dopo la rapida scarcerazione del gestore del Constellation, giudicata politicamente e simbolicamente inaccettabile da Roma.
D: Quali reati ipotizza la Procura di Roma?
R: I magistrati romani indagano per omicidio colposo e disastro colposo, concentrandosi sulle misure di sicurezza e sulla gestione delle uscite di emergenza.
D: Che ruolo avrà la squadra investigativa italiana in Svizzera?
R: Gli investigatori italiani affiancheranno i colleghi svizzeri, acquisiranno atti e prove e contribuiranno alle analisi tecniche sull’origine e sulla dinamica dell’incendio.
D: Cosa ha deciso il Cantone del Vallese per le vittime?
R: Il Cantone del Vallese ha stanziato 10 milioni di franchi, ma le richieste di risarcimento delle parti civili potrebbero superare i 600 milioni.
D: Quali spiegazioni ha fornito Jacques Moretti sulle porte bloccate?
R: Moretti sostiene che uno sgabello sulla porta d’emergenza sia stato messo da un cliente e che un dipendente di un altro locale abbia chiuso il chiavistello della porta di servizio.
D: La moglie di Moretti è davvero fuggita con la cassa del locale?
R: Il gestore definisce totalmente falsa questa ricostruzione, parlando di accuse infondate e irrispettose rispetto alla gravità della tragedia.
D: Qual è la fonte giornalistica originale dei dettagli sull’inchiesta?
R: Le informazioni di partenza derivano da una ricostruzione giornalistica apparsa sulla stampa italiana, in particolare su Corriere della Sera, poi rielaborata in chiave sintetica e analitica.




