Governo Meloni sorprende i sondaggi e consolida un consenso inatteso

Indice dei Contenuti:
Governo Meloni, il consenso mai così stabile
Sondaggi, numeri e tendenze
I dati disponibili mostrano che il partito guidato da Giorgia Meloni oscilla da oltre tre anni tra il 29 e il 31%, senza scarti significativi né verso l’alto né verso il basso. Le rilevazioni registrano solo variazioni fisiologiche mensili, senza ribaltamenti degli equilibri tra le coalizioni.
Nel complesso, il quadro è dominato da una sorprendente continuità: i rapporti di forza tra centrodestra e campo progressista restano pressoché invariati rispetto al voto del 2022, con travasi di consenso che si consumano soprattutto all’interno degli schieramenti e non tra blocchi contrapposti.
Rispetto alla scorsa legislatura, la differenza è netta. Dopo il voto del 2018, in poco più di tre anni, Lega, Fratelli d’Italia e Partito Democratico si erano allineati intorno al 20% e il Movimento 5 Stelle, partito primo alle urne, aveva visto ridursi drasticamente il capitale elettorale iniziale. Allora il clima era di continua volatilità, con rapidi riallineamenti e leadership che cambiavano nel giro di pochi mesi.
Oggi lo scenario è quasi l’opposto: le curve dei sondaggi si presentano appiattite, prive di picchi clamorosi, e indicano un elettorato molto meno incline a cambi di campo repentini. Anche all’interno del centrodestra, il confronto tra Forza Italia e Lega resta contenuto, senza strappi tali da ridisegnare i rapporti di forza nella coalizione che sostiene l’esecutivo.
Un’anomalia nel sistema politico italiano
Gli analisti sottolineano che una stabilità così prolungata è un’anomalia per il sistema italiano, storicamente segnato da governi logorati velocemente e da elettori pronti a punire o premiare in tempi brevi. Il quadro odierno, invece, mostra un consolidamento dei blocchi e la difficoltà del centrosinistra a configurarsi come alternativa strutturata.
Secondo Lorenzo Pregliasco, direttore e co-founder di YouTrend, la peculiarità non riguarda solo i singoli partiti ma le aree politiche nel loro complesso: centrodestra e opposizioni restano su rapporti di forza molto simili a quelli usciti dalle urne. Ciò significa che gli eventuali rimescolamenti sono in gran parte interni ai poli, più che tra governi e opposizioni.
Nel campo avversario all’esecutivo, il Movimento 5 Stelle perde terreno rispetto al 2022, mentre il Partito Democratico recupera consenso, ma senza sfondare né alterare l’assetto generale. Il cosiddetto “campo largo” si muove entro margini ristretti, senza segnali di sfida credibile in grado di spostare blocchi consistenti di elettori.
Questo assetto, per molti osservatori, segna un cambio di fase rispetto alle legislature precedenti, quando a metà mandato erano già emersi ribaltoni nelle intenzioni di voto e nuove leadership capaci di erodere in profondità il sostegno alle maggioranze in carica.
Consenso politico e giudizi sul governo
La tenuta dei numeri convive con un dato che può apparire controintuitivo: i giudizi sull’azione dell’esecutivo sono in prevalenza critici. Nell’ultimo sondaggio YouTrend per Sky TG24 di dicembre, il 64% degli intervistati valuta negativamente il lavoro dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
Secondo Pregliasco, una possibile spiegazione è che una parte rilevante dell’elettorato, pur esprimendo insoddisfazione per le politiche in atto, non percepisca oggi l’opposizione come un’opzione più solida o più affidabile. Ne deriva una sorta di immobilismo del quadro politico, dove la critica non si traduce automaticamente in spostamenti di voto verso gli sfidanti.
La stabilità rilevata riguarda quindi non solo le intenzioni di voto, ma anche la struttura delle alternative percepite: il centrodestra rimane il perno dell’attuale fase politica e l’area progressista fatica a costruire una narrazione competitiva, tanto sul piano programmatico quanto su quello della leadership.
In questo contesto, il consenso tende a consolidarsi per inerzia più che per entusiasmo, cristallizzando un sistema in cui il ricambio politico appare, almeno nel breve periodo, improbabile. Per l’elettorato, la scelta sembra meno tra opzioni concorrenti e più tra continuità imperfetta e assenza di alternative convincenti.
FAQ
D: Da quanto tempo i sondaggi mostrano valori quasi invariati?
R: Da oltre tre anni, a partire dai primi mesi successivi alle politiche del 2022.
D: Qual è la forbice in cui si muove il principale partito di governo?
R: Le rilevazioni collocano il consenso in un range stabile tra il 29% e il 31%.
D: I cambi di consenso avvengono tra schieramenti diversi?
R: No, nella maggior parte dei casi gli spostamenti restano interni alle stesse coalizioni.
D: Come è cambiato il quadro rispetto alla legislatura iniziata nel 2018?
R: Allora si registrarono forti oscillazioni, con Lega, Fratelli d’Italia e Partito Democratico appaiati e il Movimento 5 Stelle in forte calo rispetto al 33% delle urne.
D: Qual è oggi il ruolo del Partito Democratico nell’opposizione?
R: Il PD cresce rispetto al 2022 ma non riesce a modificare in profondità i rapporti di forza complessivi.
D: Come viene valutato l’operato dell’esecutivo dai cittadini?
R: Secondo un sondaggio YouTrend per Sky TG24, il 64% esprime un giudizio negativo.
D: Perché il malcontento non si traduce in avanzata delle opposizioni?
R: Una parte rilevante degli elettori non considera l’attuale opposizione una proposta di governo più credibile.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento per l’analisi citata?
R: Le elaborazioni e i commenti sono ricavati da dati e considerazioni pubblicate da YouTrend e rilanciate da testate nazionali come Sky TG24 e quotidiani di informazione politica.




