Governo frena su Ice e tenta la mossa decisiva per Milano Cortina

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Il Governo prende le distanze su Ice. E prova a chiudere il ‘caso’ Milano-Cortina
Distanza politica e nodo sicurezza
Il governo guidato da Giorgia Meloni sceglie una linea di netta presa di distanza dai metodi degli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement statunitense, senza però incrinare i rapporti con l’amministrazione di Donald Trump. Nella cornice dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, l’obiettivo di Palazzo Chigi è disinnescare un caso diplomatico e mediatico che rischia di sovrapporsi al tema sensibile della sicurezza urbana in Italia.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sottolinea la differenza sostanziale tra l’arresto di una persona e l’uso letale della forza, richiamando indirettamente episodi contestati negli Stati Uniti, come l’uccisione di due attivisti a Minneapolis. L’Esecutivo ribadisce che sul territorio nazionale valgono esclusivamente le regole italiane e gli standard operativi delle nostre forze di polizia.
La linea politica è duplice: riconoscere la criticità dei metodi più aggressivi attribuiti all’agenzia americana, mantenendo però un dialogo istituzionale con Washington in vista di un evento globale come le Olimpiadi invernali. Il governo punta così a rassicurare l’opinione pubblica interna, senza trasformare il dossier sicurezza in un terreno di scontro con gli alleati d’oltreoceano.
La smentita sull’operatività di Ice
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi bolla come “polemica sul nulla” le notizie relative a una presunta operatività diretta dell’Ice in Italia durante i Giochi, precisando che “l’ordine e la sicurezza pubblica sul territorio italiano lo garantisce lo Stato italiano”. L’Esecutivo sostiene che non sia mai esistito un vero “caso”, ma soltanto ipotesi giornalistiche e letture eccessivamente allarmistiche.
Il dibattito si è alimentato anche per le parole del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, secondo cui agenti statunitensi avrebbero potuto trovarsi in Italia con compiti limitati alla protezione del vicepresidente J.D. Vance e del segretario di Stato Marco Rubio. Il Pirellone è poi intervenuto precisando che si trattava di un ragionamento meramente ipotetico, non di una conferma ufficiale.
Da parte del Viminale viene contemplata, solo in astratto, la possibilità che singole unità straniere possano essere impiegate in funzioni di protezione ravvicinata di personalità americane, come avviene in altre occasioni internazionali. Ma Piantedosi sottolinea che al momento non esistono comunicazioni formali né accordi definitivi, e che non vi è alcun mandato operativo sul suolo italiano per forze statunitensi con poteri di polizia.
Scontro con le opposizioni e profilo internazionale
Le opposizioni, dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, passando per Carlo Calenda e Alleanza Verdi e Sinistra, ritengono insufficienti le rassicurazioni del governo e chiedono chiarimenti dettagliati in Parlamento. L’ex viceministro dell’Interno Matteo Mauri definisce l’eventuale invio di agenti americani come una “provocazione” se non preventivamente concordata e attentamente regolata dalle autorità italiane.
Il capogruppo di maggioranza Tommaso Foti rimarca pubblicamente che l’approccio operativo dell’Ice è “duro e censurabile” e non compatibile con gli standard delle forze dell’ordine italiane, cercando così di marcare una chiara distanza etica e giuridica pur senza rompere con Trump. Sullo sfondo, restano altri dossier sensibili nei rapporti con gli USA, dai dazi commerciali al ruolo dei militari italiani in Afghanistan.
Per Palazzo Chigi, la gestione comunicativa del caso è decisiva: il tema sicurezza è uno dei pilastri della narrazione politica di Meloni in vista del 2026 e non può essere percepito come eterodiretto da agenzie straniere. La strategia punta dunque a ribadire la piena sovranità italiana in materia di ordine pubblico, limitando l’eventuale presenza di personale americano a funzioni protocollari di tutela di singoli rappresentanti istituzionali, sotto stretto coordinamento con le autorità nazionali.
FAQ
D: L’Ice opererà con poteri di polizia in Italia durante Milano-Cortina?
R: Secondo le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, no: la sicurezza sul territorio italiano resta competenza esclusiva dello Stato.
D: È prevista la presenza di agenti stranieri per la protezione di politici USA?
R: Il governo ammette solo in via ipotetica l’arrivo di singole unità di protezione ravvicinata, sempre subordinate al coordinamento con le autorità italiane.
D: Perché l’Ice è considerata controversa?
R: All’agenzia vengono contestati metodi particolarmente duri nella gestione dell’immigrazione e l’uso della forza in casi che hanno suscitato indignazione, come l’uccisione di attivisti a Minneapolis.
D: Qual è la posizione di Antonio Tajani?
R: Il ministro degli Esteri evidenzia la differenza tra fermare un soggetto armato e ucciderlo, prendendo così le distanze da ogni abuso nell’uso della forza.
D: Cosa chiede l’opposizione al governo?
R: Le forze di opposizione sollecitano trasparenza su eventuali accordi con Washington e garanzie sulla piena titolarità italiana dell’ordine pubblico.
D: Questo caso può influire sui rapporti Roma-Washington?
R: Il governo cerca di evitare frizioni con gli USA, mantenendo però un profilo autonomo in materia di sicurezza interna e diritti fondamentali.
D: Come incide la vicenda sulla narrazione politica di Giorgia Meloni?
R: Il caso tocca un tema centrale per la premier, che punta a presentare il 2026 come anno-simbolo di rafforzamento della sicurezza nelle città italiane.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria della notizia?
R: Le informazioni di partenza sono state diffuse dall’agenzia di stampa Askanews, rilanciate e approfondite da vari media nazionali.




