Governo conferma stop alle accise mobili e i prezzi del gasolio in autostrada schizzano alle stelle

Caro carburanti in autostrada: perché il governo rinvia il decreto
Il prezzo del gasolio in autostrada ha superato i 2,6 euro al litro, con forti proteste di associazioni dei consumatori, autotrasportatori e comparti produttivi. Dove? Sulle principali tratte autostradali italiane, monitorate dal Ministero delle Imprese.
Quando? Nelle ultime settimane, dopo la nuova escalation in Medio Oriente che ha spinto al rialzo le quotazioni internazionali.
Chi? Il governo guidato da Giorgia Meloni, con il Consiglio dei Ministri presieduto dal vicepremier Antonio Tajani, ha scelto di non intervenire subito con un decreto prezzi.
Cosa? Nessun taglio alle accise né accisa mobile, solo rafforzamento del monitoraggio tramite Mister Prezzi e possibile coinvolgimento della Guardia di Finanza.
Perché? L’esecutivo ritiene l’impennata potenzialmente temporanea e giudica poco efficace, al momento, un costoso intervento fiscale strutturale.
In sintesi:
- Il gasolio in autostrada supera 2,6 euro al litro, cresce l’allarme di famiglie e imprese.
- Il governo non vara il decreto carburanti e rinvia ogni decisione sulle accise.
- Salvini e Tajani attaccano le compagnie petrolifere per presunte speculazioni sui listini.
- Associazioni consumatori denunciano ritardi e possibili effetti a catena sui prezzi al dettaglio.
Strategia del governo tra attesa, monitoraggio e accuse di speculazione
Il Consiglio dei Ministri di martedì, durato circa un’ora e presieduto da Antonio Tajani, si è chiuso senza misure sui carburanti. Nessun taglio delle accise, nessuna accisa mobile: l’esecutivo sceglie una linea di prudenza di bilancio.
Il dossier resta in capo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), dove la struttura di Mister Prezzi continua a raccogliere dati quotidiani dai distributori. In caso di anomalie, le segnalazioni vengono trasmesse alla Guardia di Finanza per verificare pratiche speculative e violazioni delle norme sulla concorrenza.
Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha confermato che MIMIT e MEF, con i ministri Adolfo Urso e Giancarlo Giorgetti, stanno valutando ipotesi tecniche sulle accise, senza però indicare tempi o soglie di intervento.
Sul fronte politico, Salvini accusa le compagnie petrolifere di reagire “in poche ore” alle crisi internazionali con aumenti immediati, ma di essere lente nei ribassi. Antonio Tajani rincara: chi lucra sulla guerra rischia sanzioni, ricordando che molte scorte di greggio sono state acquistate prima dell’escalation, rendendo *“assolutamente scorretti e illegali”* rincari non giustificati dai costi effettivi.
Impatto su consumatori, imprese e prospettive di intervento
La scelta di non intervenire subito ha innescato una reazione durissima. Il Codacons parla di ritardo “gravissimo” e stima danni per centinaia di milioni di euro al giorno tra automobilisti e autotrasportatori, con rischio di rincari diffusi su beni alimentari e prodotti consegnati su gomma.
L’Unione Nazionale Consumatori definisce la linea attendista un “autogol”: ogni giorno di rinvio, secondo l’associazione, rende un eventuale futuro taglio di accise più costoso per lo Stato e meno incisivo per le famiglie.
Preoccupazioni arrivano anche da pesca, acquacoltura e agricoltura, comparti fortemente dipendenti dal gasolio, che temono un rapido deterioramento dei margini operativi.
Sul piano dei listini, i dati dell’Osservaprezzi Carburanti del MIMIT mostrano differenze tra compagnie: tra i principali marchi presenti in Italia, ENI registra i prezzi medi più contenuti, con gasolio intorno a 1,94 euro al litro e benzina a circa 1,78 euro serviti sulla rete ordinaria, ben lontani però dalle punte in autostrada.
Se la tensione in Medio Oriente dovesse protrarsi, l’esecutivo sarà probabilmente costretto a sciogliere il nodo tra sostenibilità dei conti pubblici e tutela del potere d’acquisto, valutando correttivi mirati su accise e margini della filiera distributiva.
FAQ
Perché il governo non ha ancora tagliato le accise sui carburanti?
Il governo ritiene che l’impennata possa essere temporanea e che un taglio strutturale delle accise avrebbe un impatto rilevante e duraturo sui conti pubblici.
Qual è oggi il prezzo medio di benzina e gasolio delle principali compagnie?
Secondo l’Osservaprezzi Carburanti, ENI presenta in media gasolio a circa 1,94 euro al litro e benzina intorno a 1,78 euro serviti.
Cosa controlla Mister Prezzi del Ministero delle Imprese?
Mister Prezzi monitora quotidianamente i listini dei carburanti, individua aumenti anomali e segnala eventuali sospette speculazioni alla Guardia di Finanza per verifiche mirate.
Gli aumenti dei carburanti possono far salire i prezzi dei beni al dettaglio?
Sì, perché gran parte delle merci viaggia su gomma: rincari prolungati di gasolio e benzina tendono a riflettersi gradualmente su trasporti, logistica e prezzi finali.
Da quali fonti sono state ricavate le informazioni su caro carburanti?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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