Gmail rivoluziona la gestione email esterne e abbandona definitivamente Gmailify

Gmail elimina Gmailify: cosa cambia per gli account non Google
Google ha annunciato la rimozione definitiva di Gmailify, la tecnologia che estendeva le funzioni avanzate di Gmail agli account di posta di terze parti. La decisione incide direttamente su utenti che gestivano indirizzi esterni – come provider nazionali o account aziendali non Google Workspace – all’interno dell’interfaccia Gmail, beneficiando di filtri, ricerca e sicurezza centralizzati.
La dismissione di Gmailify segna un cambio di strategia: meno integrazione “ibrida” e maggiore separazione tra ecosistema Google e servizi concorrenti, con impatti pratici su produttività, sicurezza percepita e continuità operativa per professionisti e aziende che avevano standardizzato la gestione multi-account su Gmail.
Funzioni avanzate di Gmailify che non saranno più disponibili
Con la fine di Gmailify, gli account non Google collegati perderanno l’accesso alla protezione antispam di Gmail, spesso più efficace dei filtri nativi di molti provider. Verrà meno anche la categorizzazione automatica della posta in arrivo (Principale, Social, Promozioni), utile a tenere separata comunicazione critica e traffico meno rilevante.
Spariscono inoltre le notifiche ottimizzate su mobile e la piena integrazione con la ricerca avanzata di Gmail, che consentiva interrogazioni unificate su più caselle. Gli utenti dovranno quindi affidarsi ai sistemi di filtraggio, notifica e ricerca offerti direttamente dal provider esterno o da client terzi.
Impatto su utenti professionali e multi-account
Per freelance, piccole imprese e professionisti che usavano Gmail come “hub” centralizzato per gestire più domini, la rimozione di Gmailify comporta una frammentazione dell’esperienza: meno visione unificata e più passaggi tra interfacce diverse. Questo può incidere su tempi di risposta, monitoraggio delle conversazioni e controllo delle priorità.
Dal punto di vista della governance IT, la perdita di filtri antispam e categorizzazione avanzata su account esterni aumenta il rischio di overload informativo e di phishing poco visibile. Sarà necessario rivedere policy interne, formazione degli utenti e, in molti casi, la scelta del provider primario per l’email professionale.
Stop al recupero POP: addio a “Controlla la posta da altri account”


Parallelamente, Google interrompe il supporto al recupero email tramite POP all’interno di Gmail, disattivando la storica funzione “Controlla la posta da altri account”. Questa opzione permetteva di importare automaticamente messaggi da caselle esterne, rendendo Gmail il punto di accesso unico a più indirizzi.
La rimozione interessa l’interfaccia desktop e blocca anche la gestione POP per gli account terzi già configurati, con conseguenze dirette per chi aveva strutturato workflow personali o aziendali sulla raccolta centralizzata della posta via POP dentro Gmail.
Cosa significa la rimozione del POP per la gestione quotidiana
Senza il recupero via POP, Gmail non potrà più “andare a prendere” periodicamente la posta presso server esterni e scaricarla nella casella principale. L’utente vedrà scomparire l’opzione nelle impostazioni e dovrà affidarsi a sistemi alternativi per convogliare i messaggi in Gmail.
Chi utilizzava POP per mantenere una copia locale e centralizzata delle comunicazioni dovrà ripensare l’architettura: o spostare progressivamente la posta sul dominio Google, o adottare un client indipendente che gestisca POP/IMAP per più account, rinunciando però alla piena integrazione con l’ecosistema Gmail.
Strategia di Google tra sicurezza, costi e concorrenza
La scelta di abbandonare Gmailify e POP va letta nel contesto di una razionalizzazione dei servizi di Google. Gestire con continuità protocolli legacy e integrazioni profonde con provider terzi comporta costi tecnici, superfici di attacco aggiuntive e complessità di supporto.
Limitando l’integrazione nativa con email esterne, Google incentiva la migrazione verso account Gmail o Google Workspace, rafforzando la propria posizione competitiva nel mercato business. Contestualmente riduce rischi operativi legati a configurazioni eterogenee difficili da controllare in termini di sicurezza e compliance.
Soluzioni alternative: inoltro, IMAP e migrazione Workspace
Per gli utenti che gestiscono indirizzi non Google, restano percorsi alternativi per continuare a utilizzare Gmail come interfaccia di riferimento. Google indica tre direzioni principali: attivare l’inoltro automatico lato provider esterno, usare l’app Gmail via IMAP per accedere a caselle terze mantenendole separate, oppure migrare stabilmente gli account di lavoro su Google Workspace tramite l’apposito servizio di migrazione dati.
Ogni soluzione presenta limiti, requisiti tecnici e impatti diversi su privacy, sicurezza, continuità operativa e vendor lock-in.
Inoltro automatico e gestione tramite app Gmail
L’inoltro automatico permette di reindirizzare i nuovi messaggi dal provider esterno a un indirizzo Gmail, senza passare da POP. È una soluzione leggera, ma dipende dalle policy del provider: alcuni limitano o bloccano l’inoltro verso Gmail per motivi di concorrenza o antispam.
In mobilità, l’app Gmail per Android, iPhone e iPad consente di aggiungere account di terze parti via IMAP, leggendo e inviando posta da caselle esterne mantenute tecnicamente separate. Si perde però l’integrazione avanzata tipica di Gmailify e la piena unificazione delle cartelle nella stessa inbox.
Migrazione a Google Workspace per aziende e scuole
Per organizzazioni che usavano POP e Gmailify come “ponte” verso domini non Google, la via strutturale è il servizio di migrazione dati di Google Workspace, pensato per portare in blocco messaggi e, se necessario, altre risorse nell’infrastruttura Google.
Gli amministratori possono pianificare migrazioni graduali, testare l’import delle caselle critiche e definire nuove policy di sicurezza e retention. In prospettiva, centralizzare l’infrastruttura su Google Workspace riduce dipendenze da protocolli legacy, rende più omogenea la gestione IT e facilita l’adozione di strumenti avanzati di protezione, auditing e compliance regolamentare.
FAQ
Quando termina il supporto a Gmailify per gli account esterni?
Il supporto a Gmailify viene progressivamente dismesso secondo la roadmap comunicata da Google agli utenti interessati, con notifiche specifiche nell’account prima dello stop definitivo delle funzioni.
Cosa perdo esattamente con la fine di Gmailify?
Si perdono protezione antispam di Gmail, categorizzazione automatica della posta, notifiche ottimizzate su mobile e piena ricerca avanzata sugli account non Google collegati via Gmailify.
Posso ancora usare POP in Gmail con nuovi account?
No, la funzione “Controlla la posta da altri account” basata su POP viene rimossa: non sarà possibile configurare nuovi account esterni né mantenere il recupero POP preesistente.
L’inoltro automatico sostituisce completamente il POP?
L’inoltro automatico consente di ricevere nuovi messaggi in Gmail, ma non replica tutte le logiche di scaricamento POP (ad esempio gestione dei messaggi già presenti sul server e controllo fine della conservazione lato provider).
Come posso continuare a leggere la posta di altri provider in Gmail?
È possibile usare l’inoltro automatico verso Gmail, oppure configurare gli account esterni direttamente nell’app Gmail per Android, iPhone e iPad tramite IMAP, mantenendo però inbox separate.
Gli utenti aziendali hanno strumenti dedicati per migrare?
Sì, gli amministratori di Google Workspace possono utilizzare il servizio di migrazione dati per trasferire email da server esterni all’infrastruttura Google, con controlli avanzati su tempi e modalità.
Questi cambiamenti influenzano la sicurezza delle mie email?
La sicurezza dipenderà sempre più dai filtri del provider originario o da soluzioni enterprise adottate; perdere l’antispam di Gmail sugli account esterni richiede una revisione delle misure di protezione e formazione degli utenti.
Qual è la fonte delle informazioni su Gmailify e POP rimosso?
Le informazioni qui analizzate derivano dall’annuncio di Google sui cambiamenti a Gmail, inclusa la dismissione di Gmailify e della funzione POP “Controlla la posta da altri account”, come riportato nel testo originale.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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