Giulia De Lellis confessa tutto sulla figlia e il peso della colpa

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Giulia De Lellis si svela sulla figlia: “Perché soffro molto e mi sento in colpa”
Maternità e senso di colpa
Giulia De Lellis continua a condividere con i follower i retroscena più intimi della sua nuova vita di mamma, usando Instagram come diario emotivo più che come semplice vetrina di lavoro. In uno degli ultimi racconti, l’imprenditrice digitale ha ammesso di vivere con fatica il distacco dalla piccola Priscilla, avuta con Tony Effe, ogni volta che gli impegni professionali la costringono a lasciare casa. Il sentimento dominante è un misto di sofferenza e senso di colpa, che lei stessa definisce “non normale”, pur sapendo razionalmente che si tratta di una fase transitoria legata al post parto e al rientro al lavoro.
Prima di potersi dedicare alla figlia, l’ex volto di Uomini e Donne ha raccontato di avere una regola ferrea: non avvicinarsi mai alla bambina se è truccata, per tutelarne la pelle e mantenerne intimo il contatto fisico. Per questo, spesso si mostra ai fan mentre si strucca, trasformando quel gesto quotidiano in un rito simbolico di passaggio dal ruolo pubblico a quello di madre presente e focalizzata. Il lavoro, però, resta una parte centrale della sua identità e la necessità di tornare operativa le impone frequenti spostamenti.
Proprio questo equilibrio fragile tra esigenze professionali e bisogni della neonata è la fonte principale del suo disagio interiore. L’influencer ammette di soffrire “quando fa qualsiasi cosa senza di lei”, ma insiste nel volerci provare lo stesso, per non rinunciare alla propria autonomia economica e creativa. In filigrana emerge una condizione comune a moltissime neo mamme che, pur non vivendo sotto i riflettori, si riconoscono nella stessa fatica emotiva.
Il sostegno tra amiche e medico
Nel suo racconto, Giulia De Lellis sottolinea quanto sia stato fondamentale il confronto con le amiche che vivono situazioni simili, anch’esse divise tra carriera e maternità. Sono loro, riferisce, a ricordarle che il senso di colpa non dovrebbe prendere il sopravvento, perché la scelta di lavorare non equivale a mettere in secondo piano il benessere di Priscilla. Nonostante questo supporto, per lei non è semplice accettare di trascorrere meno ore accanto alla figlia dopo mesi in cui erano praticamente inseparabili.
Determinante, in questo percorso, è anche la figura del suo ginecologo, che l’ha seguita fin dalla fase in cui cercava di diventare madre e che continua a offrirle un punto di riferimento serio e rassicurante. Il medico le ha ricordato un principio chiave riconosciuto anche dagli esperti di psicologia perinatale: “non è importante il tempo che le dedichi, è importante la qualità di quel tempo”. Parole che l’hanno profondamente colpita e che l’hanno aiutata a ridimensionare il peso dei sensi di colpa, orientandola verso una visione più sostenibile della maternità.
Questa riflessione, che mette al centro la qualità della relazione anziché la quantità delle ore trascorse insieme, è in linea con molte evidenze scientifiche sullo sviluppo emotivo dei bambini. La presenza autentica, l’ascolto e l’attenzione durante i momenti condivisi possono compensare in modo significativo i periodi di assenza dovuti al lavoro. Per l’imprenditrice, trasformare questo concetto in pratica quotidiana significa imparare a concedersi margini di imperfezione, riconoscendo di non dover essere sempre fisicamente accanto alla figlia per essere una madre adeguata.
Privacy, social e nuova quotidianità
Un altro aspetto centrale nelle scelte di Giulia De Lellis e di Tony Effe riguarda la gestione dell’immagine di Priscilla sui social. I due hanno deciso di non mostrarne il volto e di evitare esposizioni dirette, in linea con una tendenza ormai diffusa tra molti personaggi dello spettacolo che scelgono di proteggere i figli dal clima spesso tossico dei commenti online. Questa cautela risponde anche alle crescenti preoccupazioni di esperti e garanti della privacy sull’impatto a lungo termine della cosiddetta “sharenting”, la condivisione intensiva di immagini dei minori sul web.
Nonostante la riservatezza, l’influencer ha voluto regalare ai fan qualche dettaglio tenero sulla bambina, rivelando di recente il colore di occhi e capelli, che l’hanno sorpresa e intenerita. Piccole informazioni che le permettono di mantenere vivo il legame con la community senza oltrepassare i confini che lei e il compagno si sono imposti a tutela della figlia. Questa gestione calibrata dei contenuti riflette una consapevolezza crescente dei rischi legati all’esposizione digitale precoce dei minori.
La quotidianità dell’imprenditrice si muove quindi su un crinale delicato: da un lato l’impegno sul fronte professionale, con progetti e collaborazioni che richiedono viaggi e presenza costante, dall’altro la volontà di offrire a Priscilla un’infanzia protetta, sia emotivamente sia mediaticamente. Nel raccontare dubbi, fragilità e strategie per affrontare questa fase, la giovane madre contribuisce a normalizzare temi spesso taciuti, offrendo uno spaccato realistico della maternità contemporanea vissuta da una figura molto esposta al pubblico.
FAQ
D: Perché l’influencer prova senso di colpa quando lavora?
R: Perché percepisce ogni allontanamento dalla figlia come una rinuncia al suo ruolo di madre, pur sapendo di dover mantenere i propri impegni professionali.
D: Come gestisce il momento in cui rientra a casa dopo il lavoro?
R: Ha spiegato che si strucca sempre prima di prendere in braccio la bambina, per vivere il contatto in modo più naturale e protetto.
D: Che ruolo hanno le amiche nella sua nuova vita da mamma?
R: Le amiche nella stessa situazione cercano di rassicurarla, ricordandole che il lavoro non la rende una madre meno presente o meno amorevole.
D: Cosa le ha consigliato il ginecologo?
R: Le ha detto che conta più la qualità del tempo trascorso con la figlia rispetto alla quantità, frase che l’ha aiutata a ridurre il peso del senso di colpa.
D: Perché non mostra il volto della bambina sui social?
R: Lei e il compagno hanno scelto di tutelare la privacy della figlia e di proteggerla dalle dinamiche spesso aggressive dei commenti online.
D: Ha comunque condiviso qualche dettaglio su Priscilla?
R: Sì, ha raccontato ai follower il colore di occhi e capelli della piccola, senza però mostrarne l’immagine.
D: In cosa molte altre neo mamme possono riconoscersi nel suo racconto?
R: Nel conflitto tra desiderio di stare sempre con il proprio bambino e necessità di lavorare, con conseguente senso di colpa e fatica emotiva.
D: Qual è la fonte giornalistica che per prima ha riportato nel dettaglio queste dichiarazioni?
R: Le dichiarazioni sono state riprese e approfondite da siti di cronaca rosa e spettacolo, tra cui l’articolo originario pubblicato da Gossipetv, che ha ricostruito il racconto condiviso su Instagram.




