Giubileo a Roma, maxi blindatura: oltre 70mila agenti per la chiusura tra sicurezza e tensione

Indice dei Contenuti:
Chiusura solenne e afflusso straordinario
Roma conclude l’Anno Santo con la chiusura della Porta Santa, culmine di celebrazioni che hanno richiamato un flusso imponente di fedeli da ogni continente per la benedizione del Pontefice. La fase conclusiva ha registrato presenze in linea con le stime più alte, trasformando l’area vaticana e i principali snodi della Capitale in un circuito di pellegrinaggio continuo. In primo piano il bilancio del questore Roberto Massucci, che evidenzia una gestione ordinata di piazze e percorsi liturgici, senza criticità rilevanti sull’ordine pubblico. L’afflusso, strutturato su eventi di massa programmati, è stato sostenuto da corridoi pedonali e filtraggi progressivi nei punti sensibili, garantendo scorrimento e sicurezza. Le celebrazioni finali hanno confermato la centralità di San Pietro come polo spirituale e logistico, con un afflusso continuativo di pellegrini che ha mantenuto alto il livello di attenzione operativa per l’intera giornata, in un clima di raccoglimento e compostezza.
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Dispositivo di sicurezza e numeri in campo
In campo oltre settantamila agenti tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, con presidii fissi e mobili su aree sensibili da San Pietro alle principali arterie cittadine. Il piano, calibrato su flussi fino a 33 milioni di pellegrini nell’anno, ha previsto varchi di filtraggio, pattugliamenti dedicati ai percorsi liturgici e postazioni antiassembramento nei nodi del trasporto pubblico. L’assetto operativo ha integrato nuclei cinofili, artificieri, unità radiomobili e squadre di pronto intervento per la gestione rapida di eventuali criticità. Sorveglianza video estesa con cabina di regia interforze e mappatura dinamica dei flussi ha consentito interventi mirati senza blocchi prolungati della viabilità. Nelle ore clou della chiusura, rinforzi in prossimità dei varchi di via della Conciliazione e lungo i corridoi pedonali hanno garantito scorrimento e accessi contingentati. Il questore Roberto Massucci ha evidenziato l’efficacia di un impianto orientato alla prevenzione, con controlli diffusi e visibilità costante delle pattuglie, assicurando ordine pubblico e continuità delle celebrazioni senza interruzioni.
Coordinamento istituzionale e eredità operativa
La regia di sicurezza, sottolinea il questore Roberto Massucci, ha funzionato come un “sistema Paese”: cooperazione strutturata tra Prefettura, Questura, Polizia Locale, Protezione Civile e aziende dei servizi essenziali. Coinvolte Atac per la modulazione delle frequenze e delle navette, Ama per il decoro lungo i percorsi di afflusso e deflusso, e il personale sanitario di Ares 118 per il presidio dei punti ad alta densità. La pianificazione, avviata mesi prima, ha combinato analisi intelligence, logistica degli eventi di massa e protocolli di prevenzione mirata. Sala operativa interforze, mappatura degli itinerari e procedure di risposta scalabili hanno consentito di mitigare i rischi senza ricorrere a misure invasive. Il modello, sperimentato e consolidato durante l’Anno Santo, lascia a Roma un patrimonio operativo: standard per grandi eventi, interoperabilità tra centrali di controllo, schemi di filtraggio progressivo e gestione integrata dei flussi. Un’eredità che rafforza la capacità della Capitale di sostenere appuntamenti internazionali, con catene di comando chiare, comunicazioni unificate e tempi di risposta contenuti, a tutela di cittadini e visitatori.
FAQ
- Quanti agenti sono stati impiegati durante il Giubileo?
Oltre settantamila operatori tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. - Quante persone hanno partecipato complessivamente agli eventi a Roma?
I flussi complessivi hanno raggiunto circa 33 milioni di pellegrini nell’anno. - Quali enti hanno coordinato la gestione dei servizi essenziali?
Atac per i trasporti, Ama per il decoro urbano e Ares 118 per l’assistenza sanitaria. - Qual è stato il ruolo della sala operativa interforze?
Ha garantito regia unificata, monitoraggio video esteso e interventi mirati sui flussi. - Come sono stati gestiti gli accessi nelle aree sensibili?
Con varchi di filtraggio progressivo, corridoi pedonali e contingentamento nei punti critici. - Quale modello organizzativo resta come eredità per i futuri eventi?
Standard condivisi di prevenzione, interoperabilità tra forze e gestione integrata dei grandi afflussi a Roma.


