Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini e Achille Osvaldo Barosi: le storie segrete dietro le prime vittime italiane

Profilo di Giovanni Tamburi
Giovanni Tamburi aveva scelto di festeggiare il Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, insieme al padre e alla compagna. In serata si era unito a un gruppo di amici al locale Le Constellation, dove, poco dopo lo scoppio dell’incendio, i contatti con lui si sono interrotti: il suo telefono risultava scarico e ogni tentativo di rintracciarlo è stato vano. Un amico ha riferito di averlo visto durante la fuga, alle proprie spalle, per poi perderne le tracce, circostanza che ne ha determinato l’inserimento tra i dispersi.
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Nelle 48 ore successive, la madre, Carla Masiello, ha diffuso appelli attraverso i media e si è rivolta anche al ministro degli Esteri Antonio Tajani, senza ottenere conferme sullo stato del figlio. Il padre, Giuseppe Tamburi, imprenditore legato a Rinaldi 1957 e figura nota a Bologna, è rimasto sul posto in attesa di notizie ufficiali. Le speranze della famiglia si sono via via affievolite: la madre ha ricordato che Giovanni aveva con sé soltanto il passaporto, la patente e una catenina con la Madonnina, un dettaglio che si sperava potesse agevolare l’identificazione tra i feriti e i soccorsi.
Storia di Emanuele Galeppini
Emanuele Galeppini, nato a Genova e residente a Dubai, era un giovane talento del golf, prossimo ai 17 anni. Il suo nome è emerso tra i connazionali coinvolti nella tragedia di Crans-Montana, dove si trovava per festeggiare il Capodanno. La notizia della sua scomparsa è circolata il 1° gennaio attraverso un annuncio della Federazione Italiana Golf, poi frenata dai familiari, che hanno chiesto di attendere gli esiti degli accertamenti genetici per l’identificazione formale.
Fonti di famiglia, in particolare uno zio, hanno invitato alla cautela, sottolineando la necessità del riscontro tramite DNA prima di considerare definitiva qualsiasi comunicazione. Nel frattempo, il contesto personale di Emanuele ha restituito l’immagine di un ragazzo determinato, con una prospettiva sportiva in crescita e un quotidiano diviso tra gli impegni scolastici a Dubai e il percorso agonistico sui campi da golf. Il suo profilo è stato ripreso dai media italiani e internazionali, evidenziando le potenzialità sportive e il legame con la comunità italiana all’estero.
La vicenda si è mossa tra aggiornamenti frammentari e verifiche incrociate, in attesa di conferme ufficiali. La richiesta della famiglia di non diffondere notizie non validate ha avuto l’obiettivo di evitare speculazioni, mentre le autorità hanno proseguito con le procedure di riconoscimento. La cronologia degli annunci e delle smentite ha riflesso il clima di incertezza delle prime ore successive all’incendio, con la comunità del golf che ha espresso vicinanza e sospeso ogni valutazione fino alla conclusione delle analisi forensi.
Ricordo di Achille Osvaldo Barosi
Achille Osvaldo Giovanni Barosi, liceale di Milano, era stato visto l’ultima volta all’interno del locale Le Constellation poco dopo la mezzanotte. Secondo le testimonianze raccolte dai familiari, attorno all’1:30 del 1° gennaio sarebbe rientrato nel locale per recuperare la giacca e il telefono, nel tentativo di riguadagnare l’uscita. Da quel momento non è più stato rintracciato, entrando nell’elenco dei dispersi e, successivamente, tra le vittime della strage di Crans-Montana.
L’appello diffuso dal cugino Edoardo Sparacino, corredato da una foto e da una descrizione, ha fatto il giro dei social nel tentativo di ottenere segnalazioni utili. Achille frequentava il liceo artistico alle Orsoline ed era descritto come “bravissimo a disegnare”, qualità che evidenziava una spiccata sensibilità e un percorso di formazione creativa. Era in vacanza in Svizzera, meta che conosceva e visitava con una certa regolarità. Tra le amicizie più strette risultava quella con la coetanea Chiara Costanzo, anch’essa dispersa nelle prime ore successive all’incendio.
Le ricostruzioni hanno confermato che la decisione di rientrare per recuperare gli effetti personali è stata l’ultima azione attribuita ad Achille prima che la situazione precipitasse. I familiari hanno mantenuto un filo diretto con le autorità e con i media, sostenendo le ricerche e la diffusione di informazioni verificate. Il suo profilo pubblico, alimentato dagli appelli e dalle condivisioni online, ha restituito l’immagine di un ragazzo legato alla scuola, all’arte e al proprio gruppo di amici, protagonista suo malgrado di una delle pagine più dolorose di questo Capodanno.
FAQ
- Chi sono le tre vittime italiane identificate a Crans-Montana?
Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini e Achille Osvaldo Giovanni Barosi, presenti al locale Le Constellation la notte di Capodanno. - Dove si trovavano le vittime al momento dell’incendio?
Erano all’interno del locale Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, durante i festeggiamenti di Capodanno. - Quali elementi hanno complicato l’identificazione?
L’interruzione dei contatti, telefoni scarichi, informazioni frammentarie e la necessità di riscontri tramite DNA per conferme ufficiali. - Perché si è parlato di cautela nel caso di Emanuele Galeppini?
La famiglia ha chiesto di attendere la verifica genetica prima di considerare definitive le comunicazioni, evitando notizie non confermate. - Qual è l’ultimo movimento noto di Achille Osvaldo Giovanni Barosi?
È stato visto rientrare nel locale per recuperare giacca e telefono intorno all’1:30 del 1° gennaio. - Che ruolo hanno avuto appelli e social nelle ricerche?
Hanno diffuso foto e descrizioni di Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini e Achille Osvaldo Giovanni Barosi, facilitando la raccolta di segnalazioni e il coordinamento con le autorità.




