Giovanni Tamburi, autopsia a Crans-Montana: Leonardo Bove tra la vita e la corsa contro il tempo
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Incarico per l’autopsia su Giovanni Tamburi
Venerdì è atteso il conferimento dell’incarico per l’autopsia sul corpo di Giovanni Tamburi, il sedicenne bolognese deceduto nel rogo del locale “Le Constellation” a Crans-Montana. L’esame autoptico sarà eseguito dal medico legale Paolo Fais su delega della Procura di Roma, titolare di un fascicolo contro ignoti volto a chiarire dinamica e responsabilità.
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Non si tratta di un atto meramente formale: l’autopsia rappresenta il punto di svolta per orientare l’inchiesta, fissando con precisione le circostanze del decesso in una notte di festa trasformata in tragedia.
Il provvedimento arriva dopo la riesumazione della salma, disposta per consentire accertamenti completi e tecnicamente inattaccabili. Una scelta dolorosa per la famiglia, ma ritenuta necessaria per eliminare ogni zona d’ombra.
Lo slittamento dell’incarico è legato a garanzie procedurali: qualora i gestori del “Le Constellation” venissero iscritti nel registro degli indagati, avrebbero diritto a nominare consulenti e partecipare alle perizie.
La tutela del contraddittorio evita future contestazioni e mette al riparo gli esiti tecnico-legali, preservandone la piena utilizzabilità processuale.
A Bologna, il fascicolo è seguito dal pm Roberto Ceroni, mentre a Roma si coordina il perimetro investigativo; ogni elemento raccolto sulla sicurezza del locale e sulla gestione dell’emergenza confluirà nel quadro probatorio.
Tempi e modalità dell’autopsia saranno definiti dopo la formalizzazione degli avvisi alle parti, passaggio indispensabile per avviare le operazioni peritali senza vizi di forma.
Ipotesi sulle cause del decesso e rilievi investigativi
L’attenzione degli inquirenti è concentrata su due piste: morte per asfissia dovuta ai fumi sprigionati dall’incendio o decesso conseguente alle ustioni. L’analisi tanatologica dovrà chiarire tempi, meccanismo lesivo e correlazione con l’esposizione a calore e monossido, elementi che incidono direttamente sul profilo delle responsabilità penali.
La distinzione non è solo tecnica: se a prevalere fosse l’ipossia da fumo, il focus si sposterebbe su vie di fuga, presidi antincendio e gestione dell’evacuazione del “Le Constellation”; in caso di letalità da ustioni, il baricentro investigativo riguarderebbe propagazione delle fiamme, materiali combustibili e conformità strutturale.
La Procura di Roma incrocia testimonianze, rilievi dei Vigili del fuoco elvetici e documentazione tecnica del locale di Crans-Montana, mentre da Bologna si raccolgono atti utili sul profilo della vittima e sui movimenti del gruppo.
Gli accertamenti autoptici includeranno ricerca di fuliggine nelle vie aeree, livelli di carbossiemoglobina e valutazione delle superfici ustionate, con campionamenti istologici e tossicologici.
Parallelamente si esamina la catena delle autorizzazioni, i registri di manutenzione degli impianti, l’adeguatezza della segnaletica e l’eventuale capienza superata. Ogni riscontro confluirà nel perimetro probatorio per definire eventuali omissioni, concause e nessi causali.
Condizioni cliniche di Leonardo Bove e prospettive di cura
Leonardo Bove, 16 anni, è stato trasferito da Zurigo al Niguarda di Milano in condizioni definite “estremamente critiche” dall’assessore al Welfare lombardo Guido Bertolaso. La priorità clinica riguarda l’apparato respiratorio, compromesso dall’inalazione di fumi e dall’esposizione a calore, mentre le ustioni, pur estese, non rappresentano al momento l’unico elemento determinante.
La gestione ospedaliera si concentra sul supporto ventilatorio e sul controllo dell’infiammazione polmonare, con monitoraggio dei parametri emogasanalitici e prevenzione delle complicanze infettive. L’assetto emodinamico viene stabilizzato per sostenere i tessuti lesionati e ottimizzare l’ossigenazione.
Il percorso terapeutico prevede trattamenti intensivi sequenziali, valutazione per eventuali interventi di chirurgia plastica ricostruttiva e medicazioni avanzate per ustioni, mentre sul fronte respiratorio si considerano strategie di ventilazione protettiva e, se necessario, opzioni extracorporee.
La prognosi resta riservata, con rivalutazioni serrate delle funzioni polmonari e multiorgano. Le équipe multidisciplinari coordinano tempistiche e priorità, bilanciando urgenze respiratorie con la gestione delle ferite cutanee.
L’obiettivo immediato è stabilizzare gli scambi gassosi e ridurre il danno secondario da inalazione, condizione indicata come nodo clinico principale dagli aggiornamenti istituzionali.
FAQ
- Qual è la condizione attuale di Leonardo Bove?
È in terapia intensiva al Niguarda di Milano, in stato critico con grave interessamento polmonare. - Perché i polmoni sono il problema prioritario?
L’inalazione di fumi caldi e sostanze tossiche compromette gli scambi gassosi più delle ustioni cutanee. - Quali cure sta ricevendo?
Supporto ventilatorio, controllo infiammatorio, prevenzione infezioni, medicazioni avanzate e valutazioni chirurgiche. - È prevista l’ECMO?
Sarà considerata solo se la ventilazione convenzionale non garantirà un’ossigenazione adeguata. - Dove è avvenuto il trasferimento?
Da Zurigo all’ospedale Niguarda di Milano per gestione intensiva specialistica. - La prognosi è definita?
No, resta riservata con aggiornamenti in base all’evoluzione respiratoria e sistemica. - Qual è la fonte delle informazioni cliniche?
Dichiarazioni istituzionali dell’assessore lombardo Guido Bertolaso, riportate dalla stampa.




