Gianluigi Nuzzi ammette errore sul caso Garlasco e chiede scusa

Nuzzi si scusa con Ghizzoni in tv sul delitto di Garlasco
Nella puntata di Quarto Grado andata in onda su Rete 4 venerdì 20 febbraio, il conduttore Gianluigi Nuzzi ha rivolto pubbliche scuse al consulente chimico-forense Oscar Ghizzoni. L’episodio è avvenuto durante il segmento dedicato al delitto di Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco, in provincia di Pavia. Al centro del chiarimento, alcune affermazioni passate sul curriculum di Ghizzoni, consulente della difesa di Alberto Stasi e coinvolto nell’analisi della discussa “impronta 33”. Le parole di Nuzzi sulle prime esperienze lavorative del professionista – tra cui un impiego come bagnino – erano state percepite come svalutanti, alimentando polemiche nel dibattito pubblico sul caso.
In sintesi:
- Nella nuova puntata di Quarto Grado, Gianluigi Nuzzi si scusa con il consulente Oscar Ghizzoni.
- Le scuse riguardano considerazioni sul percorso lavorativo giovanile del chimico forense.
- Ghizzoni è consulente della difesa di Alberto Stasi sul nodo dell’“impronta 33”.
- Nuzzi rivendica il valore dei lavori umili e chiarisce il proprio pensiero.
Il chiarimento in diretta arriva dopo settimane di tensioni attorno alla figura di Oscar Ghizzoni, ripetutamente citato nelle ricostruzioni mediatiche del caso di Garlasco. In una precedente puntata, a Quarto Grado erano stati elencati alcuni passaggi del suo percorso professionale, inclusi il lavoro da assistente bagnino e un’esperienza come insegnante supplente. L’accostamento, calato nel contesto di una valutazione tecnica sull’“impronta 33”, era stato interpretato come un tentativo di sminuirne la credibilità scientifica.
In apertura di trasmissione, Nuzzi ha scelto di intervenire in prima persona per correggere la percezione creata e ristabilire un quadro di rispetto verso il consulente e, più in generale, verso i professionisti coinvolti nelle grandi inchieste giudiziarie mediatizzate.
Il chiarimento di Nuzzi e il ruolo dei consulenti nel caso Garlasco
Rivolgendosi direttamente a Oscar Ghizzoni, Gianluigi Nuzzi ha ammesso pubblicamente l’errore di tono: “Ho ricordato che lui ha iniziato come bagnino e la cosa è venuta fuori male, ha fatto un errore”. Il conduttore ha spiegato di non voler in alcun modo ridimensionare la competenza del consulente, oggi figura di riferimento in molte indagini complesse.
Nuzzi ha quindi precisato il significato delle sue parole: “Io stimo incondizionatamente tutte le persone che si fanno un ‘gran mazzo’, che fanno molta fatica, che pur di arrivare al loro obiettivo fanno dei lavori umili”. Ha poi richiamato la propria esperienza personale: “Io avevo iniziato da ragazzo, facevo anche il cameriere per guadagnare qualche soldo, quindi capisco benissimo Oscar Ghizzoni, che è diventato un professionista ed è impiegato in tante indagini”.
Il caso Poggi-Stasi resta uno dei dossier giudiziari più analizzati in Italia, e l’“impronta 33” rappresenta uno dei nodi tecnico-scientifici più dibattuti. In questo contesto, il riconoscimento dell’apporto dei consulenti e dell’accuratezza del loro percorso professionale è cruciale per la qualità del dibattito pubblico e per la fiducia dell’opinione pubblica nelle ricostruzioni offerte da programmi come Quarto Grado.
Impatto sul dibattito mediatico e sulla percezione della giustizia
Le scuse di Gianluigi Nuzzi a Oscar Ghizzoni segnano un passaggio significativo nel rapporto tra informazione televisiva, consulenze tecniche e opinione pubblica. In un caso come il delitto di Garlasco, dove ogni dettaglio – dall’“impronta 33” alle testimonianze – viene discusso per anni, la reputazione dei professionisti chiamati a esprimersi assume un peso determinante.
Il chiarimento può contribuire a ridurre la personalizzazione dello scontro mediatico, riportando l’attenzione sui dati forensi e sulle valutazioni oggettive. Allo stesso tempo, rilancia il tema della responsabilità dei talk giudiziari nel trattare i percorsi di carriera, specie quando includono lavori umili o atipici. La vicenda diventa così un precedente per una narrazione più attenta alle biografie professionali e al valore della mobilità sociale nei mestieri tecnico-scientifici legati alla giustizia.
FAQ
Chi è Oscar Ghizzoni nel caso delitto di Garlasco?
È un chimico forense e consulente tecnico della difesa di Alberto Stasi, coinvolto in particolare sull’analisi dell’“impronta 33” nella villetta di Chiara Poggi.
Perché Gianluigi Nuzzi ha chiesto scusa a Oscar Ghizzoni?
Lo ha fatto perché precedenti osservazioni sul suo passato lavorativo (bagnino, supplente) erano apparse svalutanti, generando critiche e malintesi sulla sua professionalità.
Che cosa rappresenta l’“impronta 33” nel processo per Chiara Poggi?
È una traccia fondamentale nella scena del crimine di Garlasco, al centro di perizie e controperizie, con forte impatto sull’interpretazione accusatoria e difensiva.
Qual è il ruolo dei consulenti forensi nei casi mediatici?
È decisivo: producono analisi tecnico-scientifiche che orientano indagini, processi e narrazione pubblica, richiedendo rigore metodologico e corretta rappresentazione mediatica.
Qual è la fonte originale delle dichiarazioni di Nuzzi e del caso Ghizzoni?
Le dichiarazioni provengono dalla puntata di Quarto Grado su Rete 4; il resoconto scritto è stato diffuso da Libero Quotidiano.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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