Giancarlo Devasini Tether più ricco di Warren Buffett?

Tether verso valutazioni record, nuovi miliardari e sfida regolatoria globale
Il colosso delle stablecoin Tether, emittente di USDT, è valutato sui mercati secondari tra 350 e 375 miliardi di dollari, secondo fonti del settore crypto. La società, con base operativa in El Salvador e presenza globale, ha avviato nel 2024 una maxi-raccolta di capitali per rafforzare il proprio profilo istituzionale e l’espansione negli Stati Uniti. La valutazione, comunque superiore ai 200 miliardi stimati da Forbes, potrebbe proiettare figure come il cfo Giancarlo Devasini e il ceo Paolo Ardoino tra i miliardari più ricchi al mondo. Il movimento arriva mentre Tether diversifica oltre le stablecoin tradizionali, investendo in intelligenza artificiale, energia e venture capital, e mentre le autorità statunitensi intensificano il controllo sugli emittenti esteri di stablecoin.
In sintesi:
- Tether scambiata sul mercato secondario fino a 375 miliardi di dollari di valutazione
- Patrimoni personali potenziali oltre 150 miliardi per i principali azionisti di Tether
- Profitti non certificati per 10 miliardi nel 2023 e margini vicini al 99%
- Espansione negli Stati Uniti tra nuova stablecoin regolamentata e pressione normativa crescente
Valutazioni, utili e patrimoni dei vertici di Tether
Secondo stime di Forbes, basate su colloqui con investitori ed executive crypto, Tether viene oggi valutata circa 200 miliardi di dollari, già quadruplo rispetto ai 50 miliardi stimati un anno fa. Tale cifra implicherebbe una plusvalenza enorme per Cantor Fitzgerald, il cui 5% salirebbe a circa 10 miliardi di dollari dai 600 milioni del 2023.
Su questa base, il cfo e principale azionista Giancarlo Devasini, accreditato di una quota fra il 44% e il 45%, arriverebbe a un patrimonio intorno a 89 miliardi di dollari. Il ceo Paolo Ardoino e l’ex ceo Jean-Louis van der Velde, con circa il 19% ciascuno, raggiungerebbero 38 miliardi di dollari a testa, mentre il general counsel Stuart Hoegner, al 12%, sfiorerebbe i 25 miliardi.
Se prevalesse la forchetta alta delle transazioni secondarie, pari a 350 miliardi di dollari, la sola quota di Devasini supererebbe 156 miliardi, ponendolo, sulla carta, davanti a Warren Buffett nella classifica globale dei grandi patrimoni.
Tether dichiara circa 10 miliardi di dollari di profitti non certificati nel 2023, sostenuti principalmente dai rendimenti sulle riserve a garanzia di USDT, che ha una capitalizzazione intorno a 184 miliardi di dollari. Oltre l’80% delle riserve sarebbe composto da Treasury Bill USA e altri strumenti di breve termine. L’assenza di obblighi di remunerazione verso i detentori di USDT garantisce margini straordinari: Paolo Ardoino ha parlato esplicitamente di un margine di profitto del 99%, con appena 300 dipendenti.
Parallelamente, Tether ha costruito posizioni dirette in asset reali e crypto: circa 23 miliardi di dollari in oro e 6,4 miliardi in bitcoin. Il portafoglio di venture capital, oltre 120 partecipazioni per più di 10 miliardi, include un investimento da 200 milioni in Whop.com e una scommessa da 775 milioni nella piattaforma video Rumble nel 2024. Ardoino ha inoltre annunciato una piattaforma proprietaria di intelligenza artificiale e nuove divisioni dedicate a dati, energia e istruzione.
Espansione USA, concorrenza e incognita regolatoria
La nuova raccolta di capitali di Tether non appare legata a fabbisogni di liquidità, bensì alla necessità di consolidare credibilità e alleanze istituzionali, in particolare sul mercato statunitense. Dopo aver ridimensionato, secondo il Financial Times, l’obiettivo iniziale di 20 miliardi di dollari per il 3% del capitale, i consulenti avrebbero ipotizzato round anche da soli 5 miliardi, a fronte delle esitazioni di alcuni investitori. Fonti vicine al dossier hanno escluso la presenza di SoftBank tra i sottoscrittori, mentre Ark Invest di Cathie Wood non ha commentato.
Per rafforzare il presidio regolamentare negli Stati Uniti, Tether ha annunciato USAT, una stablecoin conforme alle norme USA, emessa dalla banca digitale di San Francisco Anchorage Digital Bank. A guidare la divisione americana è stato nominato Bo Hines, ex direttore esecutivo del White House Crypto Council, in una mossa chiaramente orientata al dialogo con Washington.
La competizione, tuttavia, è in rapido aumento. Oltre alla consolidata Circle, con la stablecoin USDC, nuovi attori fintech e crypto stanno entrando nel mercato. Stripe e la società di venture capital Paradigm hanno lanciato “Tempo”, una blockchain per pagamenti in stablecoin con partner istituzionali come UBS, Deutsche Bank, OpenAI e Anthropic. Anche Meta, dopo il congelamento del progetto Libra, prepara un ritorno: secondo CoinDesk, il gruppo intende supportare pagamenti basati su stablecoin e un nuovo wallet entro fine anno.
Contestualmente cresce la pressione normativa. L’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) ha pubblicato un avviso di proposta regolamentare per implementare il GENIUS Act, firmato a luglio, che attribuisce all’agenzia poteri di supervisione specifici sugli emittenti esteri di stablecoin per pagamenti, tra cui proprio Tether. La sostenibilità della valutazione record del gruppo dipenderà anche dalla sua capacità di adattarsi a questo nuovo quadro regolatorio globale.
Prospettive future per Tether tra regolazione, tecnologia e potere finanziario
La traiettoria di Tether indica un progressivo passaggio da semplice emittente di stablecoin a conglomerato finanziario-tecnologico con forte peso geopolitico. La combinazione di profitti ricorrenti, investimenti in AI, energia e infrastrutture digitali, oltre alle partecipazioni in aziende media come Rumble, potrebbe trasformare il gruppo in un attore chiave nei pagamenti globali e nell’economia dei dati.
Resta però aperto il nodo cruciale: quanto a lungo i mercati accetteranno una struttura così redditizia, ma poco trasparente sul piano della certificazione degli utili e delle riserve, in un contesto di regolamentazione sempre più stringente? La risposta a questa domanda determinerà non solo la reale tenuta delle valutazioni miliardarie dei vertici di Tether, ma anche gli equilibri futuri del mercato delle stablecoin e, più in generale, della finanza digitale regolata.
FAQ
Quanto vale oggi Tether secondo le ultime stime disponibili?
Attualmente Tether viene stimata intorno ai 200 miliardi di dollari da Forbes, mentre transazioni sul mercato secondario indicano una forchetta tra 350 e 375 miliardi.
Quanto guadagna Tether ogni anno dalla gestione di USDT?
Tether dichiara di aver generato circa 10 miliardi di dollari di profitto non certificato nel 2023, grazie soprattutto ai rendimenti sulle riserve in Treasury Bill statunitensi.
Chi sono i principali azionisti di Tether e quanto potrebbero valere?
I principali azionisti sono Giancarlo Devasini, Paolo Ardoino, Jean-Louis van der Velde e Stuart Hoegner, con patrimoni potenziali fra 25 e oltre 150 miliardi, a seconda della valutazione.
Perché Tether sta lanciando una stablecoin regolamentata negli Stati Uniti?
Tether lo fa per rafforzare credibilità istituzionale, accedere al mercato regolato statunitense e anticipare i requisiti del GENIUS Act e della supervisione dell’OCC sugli emittenti esteri.
Quali sono le fonti utilizzate per le informazioni su Tether in questo articolo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, successivamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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