Gemini introduce Labs e svela nuove funzioni sperimentali per gli utenti

Gemini sul web: cosa cambia con la nuova sezione Labs
La nuova sezione Labs all’interno di Gemini versione web segna un’evoluzione importante nella strategia di Google per l’intelligenza artificiale generativa. Dopo i primi indizi nell’app per Android, l’azienda estende ora un’area dedicata alla sperimentazione anche sul desktop, rendendo più trasparente la distinzione tra strumenti maturi e funzionalità in test. Per l’utente finale significa comprendere meglio il livello di affidabilità di ogni feature, mentre per Google diventa un canale strutturato per raccogliere feedback rapidi su novità che possono cambiare, essere affinate o ritirate. In un contesto in cui l’AI viene integrata sempre più in profondità nei prodotti, la gestione chiara delle funzioni sperimentali è un tassello essenziale per mantenere fiducia, controllo e prevedibilità nell’esperienza d’uso.
Come funziona la nuova area sperimentale di Gemini
La scheda Labs raccoglie in un unico spazio le funzioni di Gemini ancora considerate sperimentali, separandole in modo netto dagli strumenti standard. L’approccio richiama la lunga tradizione di Google con i programmi “Labs” già visti in Google Search e nelle prime beta di Android. Ogni funzione proposta in questa sezione può essere attivata o disattivata dall’utente e viene presentata come potenzialmente soggetta a modifiche rapide, limitazioni o rimozione. Questo consente di provare in anteprima capacità avanzate dell’AI, sapendo però che l’esperienza potrebbe non essere stabile come quella degli strumenti collocati nelle aree principali dell’interfaccia di Gemini.
Perché la distinzione tra stabile e sperimentale è cruciale
La divisione tra Labs e strumenti consolidati riduce il rischio che una funzionalità temporanea venga percepita come definitiva. In ambito AI, dove i modelli vengono aggiornati frequentemente e le opzioni cambiano ritmo serrato, questa chiarezza è fondamentale per non minare l’affidabilità percepita del servizio. Gli utenti che necessitano di continuità possono concentrarsi sulle funzioni stabili, mentre chi ama la sperimentazione sa esattamente dove trovare novità, limitazioni e possibili imprecisioni. Ne deriva un ecosistema più leggibile, in cui la responsabilità d’uso delle funzioni in prova è esplicitamente condivisa tra Google e l’utente che decide di attivarle.
Rilascio graduale, attivazione lato server e impatto sugli utenti
La comparsa di Labs in Gemini non è ancora uniforme: l’attivazione procede lato server e coinvolge solo una parte degli account Google. In questa fase, la disponibilità può variare da utente a utente e persino tra profili diversi sullo stesso browser. Questo rollout controllato è coerente con la prassi di Mountain View per le novità ad alto impatto, soprattutto quando riguardano funzionalità di AI in rapida evoluzione. L’obiettivo è calibrare progressivamente carico, usabilità e reazioni del pubblico, per poi estendere l’accesso solo quando la qualità percepita raggiunge standard adeguati in termini di affidabilità e chiarezza d’uso.
Perché alcuni vedono Labs e altri no
La distribuzione selettiva di Labs dipende da una serie di flag impostati sui server di Google, non dalle impostazioni locali del dispositivo. È quindi possibile che un utente visualizzi la scheda Labs su un account ma non su un altro, pur utilizzando lo stesso computer e lo stesso browser. In alcuni casi, la sezione appare con una sola funzione di prova, in altri con un elenco più ricco. Questo tipo di A/B test consente a Google di confrontare comportamenti, tassi di utilizzo e soddisfazione al variare del numero e del tipo di esperimenti proposti, prima di definire una configurazione di default più ampia.
Cosa significa un rollout a piccoli passi per l’esperienza utente
Un rilascio frammentato può generare una percezione di disomogeneità tra gli utenti, ma permette di limitare i rischi legati a funzioni sperimentali di Gemini. Chi accede prima a Labs agisce di fatto da “early adopter”, fornendo segnali preziosi su stabilità, comprensibilità delle etichette e reale utilità delle novità. Questo approccio orientato ai dati riduce la probabilità che funzioni immature vengano estese a milioni di persone, contribuendo a mantenere più alta la qualità media delle esperienze offerte dalla piattaforma di AI generativa di Google nel lungo periodo.
Labs, Tools e percezione di affidabilità di Gemini
Accanto alla nuova sezione Labs, la scheda Tools continua a raccogliere le funzionalità considerate più mature all’interno di Gemini. La coesistenza di queste due aree organizza il servizio in livelli di affidabilità distinti: da un lato gli strumenti consolidati, dall’altro gli esperimenti in continua evoluzione. Questa riorganizzazione, pur minima sul piano dell’interfaccia, incide in modo significativo sulla percezione complessiva della piattaforma. Gli utenti hanno ora un riferimento chiaro per orientarsi tra ciò che è pronto all’uso quotidiano e ciò che appartiene a un cantiere aperto, con tutte le opportunità e i limiti che ne derivano.
Il ruolo di Tools come spazio delle funzioni consolidate
La sezione Tools rimane il punto di accesso alle funzioni già validate e riconoscibili, pensate per un utilizzo regolare in contesti personali e professionali. Mantenere separate queste opzioni dagli esperimenti di Labs evita che strumenti fondamentali vengano confusi con funzioni ancora instabili. Per chi usa Gemini in scenari critici – dalla creazione di contenuti al supporto decisionale – questa distinzione è chiave per preservare continuità e coerenza dei risultati, rafforzando la fiducia nella piattaforma come ambiente affidabile e non solo come terreno di sperimentazione tecnica.
Come cambia la percezione di Gemini con la nuova organizzazione
La chiara etichettatura delle funzioni sperimentali tramite Labs contribuisce a posizionare Gemini come prodotto in rapida innovazione ma allo stesso tempo controllato. Gli utenti più curiosi possono esplorare in autonomia le novità sapendo che si trovano in un’area “di prova”, mentre chi cerca stabilità resta centrato sui soli strumenti certificati in Tools. Questo bilanciamento tra sperimentazione e affidabilità è essenziale per mantenere alto il livello di trust, soprattutto in un periodo in cui l’adozione massiva dell’AI rende cruciale la trasparenza su cosa è definitivo e cosa è ancora in via di sviluppo.
FAQ
Che cos’è la nuova sezione Labs di Gemini
Labs è l’area di Gemini dedicata alle funzioni sperimentali, separate dagli strumenti stabili, così da testare novità di AI in un contesto chiaramente identificato come provvisorio.
Come si accede a Labs nella versione web di Gemini
Quando abilitata dal server, la scheda Labs compare nell’interfaccia web di Gemini accanto alle altre sezioni; non richiede aggiornamenti manuali del browser o dell’account.
Perché non vedo ancora la scheda Labs sul mio account
Il rollout di Labs è graduale e controllato lato server: alcuni account sono inclusi nelle prime fasi di test, altri verranno abilitati solo in step successivi.
Le funzioni in Labs sono sicure da usare ogni giorno
Le funzioni in Labs sono utilizzabili, ma possono cambiare rapidamente o essere rimosse; per attività critiche è preferibile affidarsi agli strumenti presenti nella sezione Tools.
Posso avere Labs su un account Google e non su un altro
Sì, la disponibilità di Labs può variare tra diversi account Google anche sullo stesso dispositivo, perché l’attivazione è gestita individualmente lato server.
Qual è la differenza principale tra Labs e Tools in Gemini
Labs ospita funzioni sperimentali e soggette a modifiche, mentre Tools raccoglie strumenti più maturi, progettati per un utilizzo stabile e continuativo della piattaforma.
Perché Google punta tanto sulla sperimentazione in Labs
Google usa Labs per testare in modo controllato nuove capacità di Gemini, raccogliendo feedback reali e dati di utilizzo prima di decidere se integrare stabilmente le funzioni nella piattaforma.
Qual è la fonte delle prime informazioni su Labs in Gemini
Le prime segnalazioni pubbliche sulla sezione Labs di Gemini sono arrivate dal sito specializzato 9to5Google, che ha documentato l’avvio dei test lato web.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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