Garlasco, una nuova pista tecnologica ribalta la verità sul movente

Indice dei Contenuti:
Garlasco, la guerra dei computer per determinare il movente
Nuove mosse in aula
Nel procedimento sul delitto di Garlasco, la strategia difensiva di Andrea Sempio punta ora sui computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi. Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno notificato alle parti una richiesta di incidente probatorio che sarà sottoposta alla gip di Pavia, la giudice Daniela Garlaschelli, per ottenere nuove analisi forensi sui dispositivi informatici dei due ex fidanzati.
La mossa arriva dopo l’iniziativa dei legali della famiglia Poggi, gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, che hanno depositato una consulenza tecnica sul pc di Stasi. Secondo gli esperti informatici forensi Paolo Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti, la sera precedente l’omicidio la giovane avrebbe aperto una cartella contenente file pornografici meticolosamente organizzati dall’ex compagno.
Per la parte civile questo elemento rafforzerebbe l’ipotesi di un movente legato alla presunta scoperta, da parte della studentessa, di materiale ritenuto scioccante. Una ricostruzione che, se confermata da ulteriori accertamenti digitali, potrebbe incidere sulla lettura complessiva delle dinamiche che precedettero l’uccisione della ragazza.
Fronti contrapposti sulle prove digitali
La difesa di Alberto Stasi, rappresentata dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, contesta la lettura proposta dai legali della famiglia Poggi. I penalisti richiamano precedenti perizie che non avrebbero confermato in modo univoco l’accesso di Chiara a quella specifica cartella e sostengono che i nuovi rilievi non modifichino il quadro probatorio già valutato dai giudici nei vari gradi di giudizio.
Proprio per questo annunciano l’intenzione di estendere le verifiche al computer della vittima, allo scopo di ricostruire in modo completo la cronologia delle attività svolte sul dispositivo e ogni eventuale interazione con file sensibili o contenuti personali, compresi presunti filmati privati della coppia.
L’ipotesi investigativa al vaglio è che un terzo possa aver avuto accesso a materiale intimo conservato sul pc di Chiara Poggi, scenario che si intreccia con le nuove indagini su Andrea Sempio. Gli stessi rappresentanti della famiglia Poggi, però, avevano già fatto sapere che, dalle loro analisi, non emergerebbero tracce di una visione di quei contenuti da parte di soggetti esterni, Sempio compreso.
Indagini incrociate e scenari futuri
La richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa di Andrea Sempio ha un peso particolare nel procedimento in corso a Pavia. I suoi avvocati sono infatti gli unici, tra le parti processuali, abilitati a rivolgersi direttamente alla gip per chiedere l’acquisizione anticipata e cristallizzata delle prove informatiche. La parte civile, al contrario, aveva dovuto transitare dalla Procura per formulare analoghe istanze.
Per Sempio, già prosciolto nel 2017 e di nuovo indagato dopo la riapertura del fascicolo, il nuovo fronte tecnico può produrre due esiti favorevoli: far emergere elementi che rafforzino l’ipotesi accusatoria nei confronti di Stasi oppure confermare in modo definitivo la propria estraneità, chiudendo ogni spazio a sospetti residui. In entrambi i casi, la lettura dei dati digitali sarà centrale.
Nel frattempo, il caso si complica per l’intreccio con l’inchiesta della Procura di Brescia sull’archiviazione del 2017, in cui l’allora procuratore Mario Venditti è indagato per presunta corruzione, accusa che respinge fermamente. La decisione finale sulla nuova tornata di perizie informatiche spetterà alla giudice Garlaschelli, cui è demandato il compito di bilanciare le opposte esigenze di accertamento e la tutela delle garanzie difensive in un procedimento già segnato da anni di errori investigativi e contraddizioni.
FAQ
D: Perché sono di nuovo cruciali i computer nel caso di Garlasco?
R: Perché dalle analisi forensi su pc e file di log possono emergere elementi decisivi su accessi, visioni di contenuti sensibili e possibili moventi dell’omicidio.
D: Chi ha chiesto l’incidente probatorio sui dispositivi informatici?
R: La richiesta è stata predisposta dagli avvocati di Andrea Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, che intendono sottoporla alla gip di Pavia.
D: Che cosa sostiene la consulenza informatica della famiglia Poggi?
R: Secondo i consulenti tecnici, la sera precedente al delitto Chiara Poggi avrebbe aperto una cartella con numerosi file pornografici organizzati sul pc di Alberto Stasi.
D: Come replica la difesa di Alberto Stasi a queste conclusioni?
R: Gli avvocati di Stasi richiamano precedenti perizie che non confermano in modo netto quel dato e chiedono ulteriori verifiche complete sui tracciati digitali.
D: Perché si vuole analizzare anche il computer di Chiara Poggi?
R: Per ricostruire tutte le attività compiute sul dispositivo, verificare l’esistenza di eventuali contenuti intimi e accertare se terzi vi abbiano avuto accesso.
D: Che ruolo ha oggi Andrea Sempio nel procedimento?
R: È di nuovo iscritto nel registro degli indagati dopo l’archiviazione del 2017 e punta a usare le nuove analisi per ribadire la propria estraneità ai fatti.
D: Qual è l’inchiesta parallela che coinvolge l’ex procuratore Mario Venditti?
R: La Procura di Brescia indaga su una presunta corruzione legata alla vecchia archiviazione, ipotesi sempre respinta da Venditti.
D: Qual è la fonte giornalistica principale da cui proviene la ricostruzione del caso?
R: Le informazioni riprendono la cronaca giudiziaria pubblicata da testate nazionali, tra cui in particolare il servizio de Il Corriere della Sera sul nuovo fronte informatico dell’indagine.




