Garlasco, svolta nelle indagini: cosa rivela davvero il pc di Chiara

Nuove ombre sul delitto e ruolo dei computer
Nel fascicolo sul delitto di Garlasco, a quasi vent’anni dai fatti, i riflettori si spostano ora sui dispositivi informatici di Chiara Poggi e di Alberto Stasi. La Procura di Pavia ha conferito a consulenti specializzati l’incarico di scandagliare il pc della giovane vittima, ritenendo che la memoria digitale possa restituire tracce utili a ricostruire le sue ultime ore di vita. Al centro, cronologie di accesso, file cancellati, account, eventuali chat e movimenti di chiavette esterne, tasselli capaci di ridisegnare il contesto relazionale alla vigilia dell’omicidio.
Secondo alcune ricostruzioni investigative, la sera precedente al delitto Chiara Poggi avrebbe utilizzato il computer di Alberto Stasi, imbattendosi in cartelle con contenuti pornografici. Un particolare noto da anni, ma che oggi viene riletto alla luce delle nuove verifiche forensi, per stabilire con precisione orari, modalità di accesso e reazioni possibili. L’ipotesi è che questo episodio possa aver inciso sul clima emotivo della coppia e su eventuali frizioni latenti.
Gli inquirenti puntano a un’analisi a 360 gradi: non soltanto ciò che è visibile, ma anche quanto è annidato nei settori nascosti dei dischi, nei log di sistema, nei frammenti di file apparentemente irrecuperabili. L’obiettivo è verificare se, all’interno del computer di Chiara Poggi, esistano riscontri incrociabili con altre fonti di prova, in grado di aprire nuove piste o rafforzare, al contrario, le tesi sinora ritenute prevalenti nei processi conclusi con la condanna definitiva di Alberto Stasi.
La battaglia sull’incidente probatorio e la posizione di Sempio
La nuova stagione di accertamenti nasce anche dalle mosse difensive dei legali di Andrea Sempio, oggi indagato per concorso nell’omicidio. Gli avvocati avevano chiesto un incidente probatorio sui computer di Chiara Poggi e di Alberto Stasi, puntando a una perizia irripetibile che “cristallizzasse” gli esiti tecnici, blindandoli per il futuro dibattimento. La giudice per le indagini preliminari ha però respinto la richiesta, ritenendo gli accertamenti informatici pienamente ripetibili e quindi non meritevoli delle garanzie rafforzate previste solo in casi eccezionali.
Per la difesa di Andrea Sempio, la possibile scoperta dei file pornografici sul pc di Stasi da parte di Chiara avrebbe un rilievo cruciale nel definire il quadro psicologico e relazionale delle ore immediatamente precedenti al delitto. Un eventuale litigio, o la rottura di un equilibrio già fragile, potrebbero ridisegnare scenari e responsabilità. Il gip, però, ha giudicato tali elementi non sufficienti a giustificare l’uso anticipato dell’incidente probatorio.
La Procura di Pavia, così, procede con consulenze tecniche ordinarie, che offrono maggiore flessibilità agli inquirenti, ma minore “blindatura” processuale. I risultati delle analisi confluiranno nel fascicolo e potranno essere utilizzati sia a carico che a discarico di Sempio, lasciando aperta la possibilità che future richieste difensive o della stessa accusa si basino proprio sulle nuove evidenze digitali emerse.
Tempi, perizie chiave e possibili scenari futuri
Il calendario investigativo è serrato: la Procura ha stimato in meno di 60 giorni la durata dell’esame tecnico-informatico sul pc di Chiara Poggi, mentre prosegue in parallelo la consulenza della professoressa Cristina Cattaneo, medico legale e antropologa forense di riconosciuta esperienza internazionale. I termini per le indagini preliminari scadono nell’agosto 2026, e l’ufficio requirente conta di evitare proroghe, approdando a una decisione sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio di Andrea Sempio entro quella finestra temporale.
La scelta di rinunciare, almeno per ora, all’incidente probatorio implica che qualsiasi nuova evidenza digitale potrà essere rivalutata e, se necessario, ri-esaminata in fase dibattimentale. Per gli investigatori, questo margine di manovra consente di aggiornare la lettura del caso di Garlasco alla luce delle più recenti tecniche di digital forensics, molto più raffinate rispetto a quelle disponibili nel 2007. Per le difese, invece, resta il timore di una prova meno “congelata” e quindi più esposta a contestazioni.
Se dalle nuove perizie dovessero emergere dati inediti su accessi, movimenti o contatti di Chiara Poggi e del suo entourage, il procedimento potrebbe imboccare una traiettoria imprevedibile, aprendo a scenari di responsabilità concorrenti o a letture alternative del delitto. In ogni caso, la tecnologia si conferma il terreno su cui si gioca uno dei capitoli più delicati di una vicenda giudiziaria che continua a interrogare opinione pubblica, media e giuristi.
FAQ
D: Perché il computer di Chiara Poggi è tornato al centro delle indagini?
R: Perché la Procura di Pavia ritiene che possa contenere tracce digitali utili a chiarire le ultime ore di vita della giovane e i suoi rapporti con le persone a lei vicine.
D: Qual è il ruolo di Alberto Stasi in questa nuova fase?
R: Alberto Stasi resta il condannato definitivo per l’omicidio, ma il suo pc viene nuovamente considerato per possibili incroci con i dati informatici di Chiara Poggi.
D: Chi è Andrea Sempio e perché è indagato?
R: Andrea Sempio è un conoscente della vittima, oggi indagato per concorso nell’omicidio; la Procura sta valutando se esistano elementi digitali o biologici che lo colleghino alla scena del delitto.
D: Perché il gip ha negato l’incidente probatorio sui computer?
R: Il giudice ha ritenuto che gli accertamenti informatici siano ripetibili e quindi non richiedano le garanzie eccezionali di un incidente probatorio.
D: Che cosa si cerca concretamente nei dispositivi informatici?
R: Cronologie, file cancellati, accessi a cartelle sensibili, eventuali comunicazioni, per ricostruire cronologia e contesto emotivo prima dell’omicidio.
D: Quanto tempo dureranno le nuove perizie tecniche?
R: L’esame informatico affidato dalla Procura dovrebbe concludersi in meno di 60 giorni, salvo imprevisti legati alla complessità dei dati.
D: Che ruolo ha la professoressa Cristina Cattaneo nel procedimento?
R: Cristina Cattaneo è consulente medico-legale e antropologa forense, incaricata di rileggere dati autoptici e tracce biologiche alla luce delle tecniche più aggiornate.
D: Qual è la fonte principale delle informazioni su questa nuova svolta?
R: Le informazioni derivano dalle iniziative della Procura di Pavia, dagli atti giudiziari e dalle ricostruzioni giornalistiche sul caso di Garlasco.




