Garlasco, svolta inattesa sull’indagine Stasi: respinta la perizia chiave

Nuovo stop sul pc di Stasi
La gip di Pavia Daniela Garlaschelli ha respinto l’istanza dei legali di Andrea Sempio per un incidente probatorio sul computer di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. La richiesta puntava a una perizia terza sulle ricerche effettuate sul pc la sera del 12 agosto 2007, alla vigilia del delitto, ma per la giudice non ci sono i presupposti tecnici. Secondo l’ordinanza, le verifiche invocate dalla difesa Sempio coincidono con attività già disposte dalla Procura, che ha incaricato un proprio consulente di esaminare la copia forense del computer di Stasi e quello di Chiara.
Il tempo stimato per completare questa nuova analisi è di circa sessanta giorni, una finestra considerata compatibile con le esigenze del procedimento. Un incidente probatorio, invece, avrebbe congelato il processo per oltre due mesi, con un rallentamento giudicato ingiustificato alla luce delle verifiche già in corso. La decisione di Garlaschelli è stata accolta con favore dai difensori di Stasi, che da tempo contestano ogni tentativo di riaprire in modo surrettizio il fronte probatorio. Sullo sfondo, resta l’eco di uno dei casi giudiziari più discussi d’Italia, il delitto di Garlasco, che continua a produrre nuovi capitoli processuali.
Il movente e le nuove letture digitali
Al centro della nuova battaglia giudiziaria c’è una consulenza tecnica presentata dagli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, che ha rimesso sotto i riflettori il movente dell’omicidio. Secondo questa ricostruzione, la sera precedente al delitto Chiara avrebbe utilizzato, in assenza di Stasi, il computer del fidanzato, accedendo alla cartella contenente file pornografici catalogati per genere. Un accesso che, se confermato, potrebbe rappresentare la scintilla che ha innescato il delitto: la scoperta improvvisa di un archivio privato e disturbante per l’equilibrio della coppia.
La difesa di Stasi, rappresentata da Giada Bocellari e Antonio De Rensis, ha però smentito con decisione questa lettura, richiamandosi a precedenti perizie che non avevano avallato la presenza di tracce digitali riconducibili a un uso di Chiara in quelle ore cruciali. Secondo i difensori, i dati indicati dalla parte civile non troverebbero conferma negli accertamenti tecnici più recenti. La contrapposizione fra consulenze, tipica dei grandi processi mediatici, riemerge così in versione aggiornata, alimentata dalla continua evoluzione delle tecniche forensi sui dispositivi digitali.
Il pc di Chiara e lo spostamento del focus
La difesa di Stasi punta ora a spostare il baricentro investigativo sul computer di Chiara Poggi, ritenuto il vero snodo da approfondire alla luce delle verifiche avviate sul ruolo di Andrea Sempio. Secondo i legali, se un incidente probatorio dovrà essere disposto, dovrà riguardare il pc della vittima, non quello del condannato, già oggetto di plurimi accertamenti in passato. L’ipotesi circolata negli ambienti investigativi è che sul dispositivo di Chiara potessero essere conservati contenuti intimi della coppia, visionati da una terza persona, capace di alterare equilibri e relazioni nel contesto ristretto di Garlasco.
Questa lettura ribalta la prospettiva tradizionale: il computer di Stasi da presunta “scatola nera” del movente diventerebbe solo uno dei tasselli di un mosaico più ampio, in cui il contenuto del pc di Chiara assume un ruolo centrale. La Procura di Pavia dovrà ora chiudere la propria consulenza entro il termine indicato dall’ordinanza, mentre le parti si preparano a un nuovo confronto su dati tecnici, log di accesso e cronologie di navigazione. Il caso, pur cristallizzato da una sentenza definitiva, continua così a generare linee di indagine collaterali che tengono vivo il dibattito giudiziario e mediatico.
FAQ
D: Perché è stato respinto l’incidente probatorio sul pc di Alberto Stasi?
R: La gip ha ritenuto assenti i presupposti tecnici, rilevando che la Procura ha già disposto una consulenza su copia forense dei dispositivi coinvolti.
D: Quali computer sono oggetto delle nuove analisi della Procura di Pavia?
R: Il consulente nominato sta esaminando sia il pc di Alberto Stasi sia quello di Chiara Poggi, con un termine stimato di sessanta giorni.
D: Che ruolo ha il presunto accesso di Chiara al pc di Stasi?
R: Secondo la parte civile, Chiara avrebbe visionato una cartella di file pornografici, elemento indicato come possibile scintilla del movente.
D: Come ha reagito la difesa di Stasi alla nuova consulenza della famiglia Poggi?
R: I legali Giada Bocellari e Antonio De Rensis sostengono che i dati indicati non siano confermati dagli accertamenti tecnici disponibili.
D: Perché la difesa di Stasi insiste sul computer di Chiara?
R: Ritiene che eventuali elementi nuovi sul movente o su terzi soggetti possano emergere più verosimilmente dal pc della vittima.
D: Che impatto avrebbe avuto un incidente probatorio sul calendario processuale?
R: Avrebbe determinato un blocco del procedimento per oltre due mesi, rallentando le attività già affidate al consulente della Procura.
D: Il caso giudiziario di Garlasco è giuridicamente chiuso?
R: La condanna di Alberto Stasi è definitiva, ma restano possibili attività integrative di indagine e nuove letture dei reperti digitali.
D: Qual è la principale fonte delle informazioni sulle ultime decisioni della gip?
R: Le notizie richiamano l’ordinanza della gip di Pavia Daniela Garlaschelli e la cronaca giudiziaria relativa al delitto di Garlasco diffusa dagli organi di stampa nazionali.




