Garlasco, scontro sui computer tra legali Stasi e Poggi: retroscena, prove contese e cosa cambia ora

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Analisi dei dispositivi informatici
Garlasco, nuova frizione tra le parti sull’esame dei dispositivi: al centro i pc di Alberto Stasi e di Chiara Poggi, ritenuti potenzialmente decisivi per chiarire movente e sequenza temporale del delitto. La difesa di Stasi ha incaricato un consulente informatico per verifiche approfondite sugli accessi ai file, con focus sull’apertura della tesi tra le 22:09 e le 22:14. I primi riscontri, secondo i legali, non confermano il dato sostenuto dalla controparte, già messo in discussione in una precedente perizia.
L’attenzione si sposta ora sul computer di Chiara Poggi, che la difesa Stasi indica come perimetro prioritario per eventuali accertamenti irripetibili, evidenziando che il pc di Stasi è stato oggetto di molteplici consulenze e due perizie nei tre processi, e che non potrebbe comunque portare a un “riprosessamento” dell’imputato. Al tempo dei fatti, il contenuto di entrambi i dispositivi risulta in parte compromesso da operazioni investigative ritenute imprecise, circostanza che rende necessarie metodologie forensi conservative e tracciate.
La difesa Poggi replica rivendicando la solidità delle prove già acquisite e contesta la narrazione di “nuove verità” prodotte da analisi tardive. In vista di ulteriori verifiche, viene evocata la possibilità di un incidente probatorio in contraddittorio, qualora la Procura di Pavia lo ritenga opportuno, per cristallizzare gli esiti degli esami tecnici e ridurre margini di contestazione futura.
Posizioni contrapposte delle difese
I legali di Alberto Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, puntano su una rilettura tecnico-forense che potrebbe mettere in discussione i dati informatici ritenuti centrali, sostenendo che i primi esiti non confermano le ricostruzioni della controparte sull’accesso ai file. Rivendicano la necessità di estendere gli accertamenti al pc di Chiara Poggi, indicato come dispositivo chiave per eventuali riscontri irripetibili.
La strategia difensiva insiste sul fatto che il computer di Stasi è stato già vagliato in tre gradi di giudizio con consulenze e perizie multiple, e non può essere oggetto di un nuovo “riprosessamento”. L’obiettivo è spostare l’asse dell’analisi su elementi ritenuti trascurati o compromessi da precedenti manovre investigative.
Dall’altra parte, gli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, respingono qualsiasi “versione alternativa” alla condanna definitiva, contestano i nuovi approfondimenti come tentativi di riabilitazione dell’imputato e richiamano il peso delle prove già cristallizzate. Denunciano la pressione mediatica sulla famiglia della vittima e sollecitano, se necessario, un incidente probatorio in contraddittorio davanti alla Procura di Pavia.
Il duello si consuma quindi tra chi invoca una “nuova verità” basata su verifiche digitali aggiornate e chi ribadisce l’intangibilità dell’impianto probatorio consolidato, con il rischio di un’ulteriore polarizzazione processuale.
FAQ
- Qual è il nodo centrale del contrasto tra le parti?
La validità e il perimetro degli accertamenti informatici sui pc di Stasi e Poggi. - Perché la difesa Stasi chiede focus sul computer di Chiara Poggi?
Lo ritiene il dispositivo prioritario per accertamenti irripetibili e per chiarire timeline e movente. - Il pc di Stasi potrà essere riesaminato?
È già stato oggetto di molte consulenze e due perizie; la difesa sostiene che non può portare a un nuovo processo. - Cosa contestano gli avvocati della famiglia Poggi?
Rifiutano “versioni alternative” e parlano di tentativi di riabilitazione dell’imputato, richiamando le prove già acquisite. - È previsto un incidente probatorio?
Potrà essere disposto dalla Procura di Pavia per cristallizzare gli esiti delle analisi in contraddittorio. - Qual è il tema tecnico più sensibile?
L’accesso al file della tesi tra le 22:09 e le 22:14 e l’affidabilità delle tracce digitali. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Le posizioni riportate provengono da ricostruzioni di stampa e dichiarazioni difensive emerse sul caso di Garlasco (fonte: copertura giornalistica nazionale).
Prospettive dell’inchiesta e possibili scenari giudiziari
La nuova fase istruttoria a Garlasco ruota attorno a verifiche digitali che potrebbero sfociare in un incidente probatorio, con cristallizzazione degli esiti in contraddittorio davanti alla Procura di Pavia. La difesa di Alberto Stasi punta ad ampliare il perimetro degli accertamenti sul pc di Chiara Poggi, ritenendo non decisivi i dati finora spesi dalla controparte.
Dall’altro lato, i legali della famiglia Poggi insistono sulla tenuta dell’impianto probatorio già consolidato e denunciano il rischio di una revisione di fatto della sentenza definitiva. In questo quadro, l’eventuale apertura di un contraddittorio tecnico mirerebbe a evitare contestazioni successive sulla catena di custodia e sulla replicabilità delle analisi.
Gli scenari possibili vanno dalla conferma della narrativa processuale già affermata in giudicato alla valorizzazione di elementi informatici idonei a sostenere nuove letture dei tempi e del movente. Una verifica giudiziaria mirata, soprattutto sui log di accesso e sulle tracce residue dei dispositivi, potrebbe determinare richieste di atti integrativi o, in ipotesi estrema, attivare percorsi di revisione. Molto dipenderà dall’affidabilità degli esiti forensi e dalla loro coerenza con le risultanze processuali consolidate.




