Garlasco rivela nuove ombre in aula e riapre il caso giudiziario

Delitto di Garlasco, nuovo focus sul pc di Chiara Poggi
La nuova consulenza informatica disposta dalla Procura sul delitto di Garlasco riporta al centro delle indagini il computer di Chiara Poggi, a quasi vent’anni dai fatti. Gianluigi Nuzzi, in apertura di Quarto Grado su Rete 4, ha anticipato che la relazione tecnica completa verrà consegnata entro il 19 febbraio, data che potrebbe incidere in modo significativo sulla lettura giudiziaria del caso e sugli atti già cristallizzati nei processi a carico di Alberto Stasi. Le verifiche riguardano diversi dispositivi riconducibili alle parti, ma è il pc di Chiara ad attirare la maggiore attenzione investigativa e mediatica.
Analisi forense sui dispositivi di Stasi e Poggi
La Procura ha formulato quesiti specifici sui supporti informatici legati a Alberto Stasi e a Chiara Poggi, con l’obiettivo di verificare l’eventuale presenza di dati finora non emersi nei procedimenti precedenti.
Secondo quanto ricostruito da Quarto Grado, sarebbero oggetto di approfondimento uno o più dispositivi riconducibili a Stasi e due device intestati a Chiara, inclusi lo storico pc già al centro delle prime inchieste.
Le attività di digital forensics puntano a chiarire tempi di utilizzo, cancellazioni, accessi a internet e possibili tracce compatibili con la ricostruzione dell’omicidio, con un taglio tecnico che potrebbe raffinare o smentire precedenti perizie.
Le venti righe oscurate nella consulenza tecnica
Il punto più sensibile riguarda il secondo quesito sul pc di Chiara Poggi, in cui venti righe della consulenza risultano oscurate.
Questa porzione di relazione, al momento, non è nota né al Gip né alle parti, circostanza che alimenta interrogativi sul contenuto probatorio e sulle ragioni di tale riservatezza.
La scelta di secretare parte dell’elaborato è coerente con prassi investigative volte a evitare inquinamenti probatori e letture premature: solo al deposito entro il 19 febbraio sarà possibile valutare se tali elementi abbiano valenza meramente tecnica o impattino sulle responsabilità già accertate in via definitiva a carico di Alberto Stasi.
Il processo per diffamazione all’avvocato Massimo Lovati
Parallelamente al fronte tecnico-investigativo, il caso Garlasco conosce un nuovo sviluppo giudiziario: l’avvocato Massimo Lovati, già difensore di Andrea Sempio, è stato rinviato a giudizio per diffamazione con citazione diretta. La Procura di Milano, nella persona del pm Fabio De Pasquale, ha fissato l’inizio del processo davanti alla terza sezione penale per il 26 maggio. Al centro del procedimento ci sono le dichiarazioni rese da Lovati in una conferenza stampa del 13 marzo 2025, quando rappresentava ancora Sempio, e che chiamano in causa lo storico collegio difensivo di Alberto Stasi.
Le accuse verso lo studio Giarda e i profili penali
Secondo il capo di imputazione, Massimo Lovati avrebbe offeso la reputazione degli avvocati Fabio ed Enrico Giarda, figli del professore Angelo Giarda, storico difensore di Alberto Stasi.
In conferenza stampa, Lovati avrebbe parlato della prima inchiesta del 2017 a carico di Andrea Sempio come del “risultato di una macchinazione orchestrata dalla difesa dello studio Giarda”.
Avrebbe inoltre evocato una presunta “manipolazione organizzata dagli investigatori dello Studio” in relazione al prelievo del Dna, attribuendo così allo staff difensivo un ruolo attivo in scelte e condotte tipiche dell’autorità inquirente, profilo che integra – secondo l’accusa – gli estremi della diffamazione aggravata.
Le ricadute sul quadro processuale di Garlasco
Il procedimento contro Massimo Lovati non incide formalmente sulla condanna definitiva di Alberto Stasi, ma contribuisce a ridefinire, sul piano dell’opinione pubblica, la narrazione delle strategie difensive e delle controinchieste.
Le posizioni dello studio Giarda, che aveva difeso Stasi nei vari gradi di giudizio, diventano oggetto di un vaglio penale indiretto, non per le tesi processuali sostenute ma per le affermazioni di chi le ha contestate.
L’esito del processo potrà chiarire il confine giuridico tra legittima critica, diritto di difesa e offesa all’onore professionale, in un contesto in cui comunicazione mediatica e giustizia penale tendono a sovrapporsi.
Indagini, media e nuove ipotesi sul delitto Poggi
Le rivelazioni anticipate da Gianluigi Nuzzi e da Quarto Grado confermano come il caso Garlasco resti un paradigma di intersezione tra processo mediatico e processo penale. Le dichiarazioni rese in passato su Alberto Stasi, comprese quelle che alludono alla scoperta del corpo di Chiara Poggi “sotto minaccia”, continuano a essere oggetto di letture divergenti. La nuova consulenza sui dispositivi elettronici potrà contribuire a stabilire se alcune ricostruzioni alternative abbiano fondamento tecnico o restino confinate nel perimetro delle ipotesi difensive e giornalistiche.
Il ruolo delle trasmissioni di approfondimento
Programmi come Quarto Grado, condotto da Gianluigi Nuzzi, hanno svolto nel tempo una funzione di rilancio di atti, consulenze e testimonianze legati al delitto di Chiara Poggi.
La divulgazione di dettagli quali le venti righe oscurate della consulenza rafforza l’attenzione pubblica ma impone cautela interpretativa, perché il dato tecnico è parziale e ancora coperto da segreto.
Per una lettura conforme ai principi di attendibilità e responsabilità informativa è necessario distinguere tra elementi oggettivamente acquisiti agli atti e ricostruzioni narrative, evitando di sovrapporre lo spazio televisivo al giudizio delle corti.
Prospettive investigativo-giudiziarie dopo la nuova perizia
L’esito della consulenza informatica sugli apparecchi di Alberto Stasi e Chiara Poggi potrebbe avere ricadute limitate a profili ricostruttivi oppure aprire margini, in teoria, per future iniziative straordinarie, come istanze di revisione.
Tuttavia, in un contesto segnato da una sentenza definitiva, l’ordinamento prevede soglie probatorie molto elevate per incidere su giudicati ormai consolidati.
Finché il contenuto integrale – comprese le venti righe oggi oscurate – non sarà disponibile, qualsiasi ipotesi resta sul piano congetturale; solo l’analisi incrociata di tempi di navigazione, accessi e tracciati digitali potrà chiarire se emergano vere incongruenze rispetto al quadro probatorio che ha portato alla condanna di Stasi.
FAQ
Cosa prevede la nuova consulenza sui dispositivi informatici?
La consulenza, disposta dalla Procura, analizza in profondità i dispositivi riconducibili a Alberto Stasi e a Chiara Poggi, con particolare attenzione a cronologie, accessi, cancellazioni e possibili nuove tracce digitali rilevanti per il delitto di Garlasco.
Perché venti righe della relazione sul pc di Chiara sono oscurate?
Le venti righe oscurate rientrano nelle misure di riservatezza tipiche della fase investigativa, per proteggere contenuti sensibili e prevenire interferenze probatorie; saranno accessibili solo al momento del deposito integrale della consulenza.
La data del 19 febbraio può cambiare l’esito del caso Stasi?
Il 19 febbraio è il termine indicato per la consegna ufficiale della consulenza: eventuali novità potrebbero incidere su valutazioni ricostruttive, ma modificare un giudicato definitivo richiede requisiti probatori eccezionali.
Chi è l’avvocato Massimo Lovati e perché è a processo?
Massimo Lovati è l’ex legale di Andrea Sempio; è imputato per diffamazione per alcune dichiarazioni rilasciate nel 2025 in conferenza stampa, ritenute lesive della reputazione dello studio Giarda che difendeva Alberto Stasi.
Cosa avrebbe detto Lovati sullo studio Giarda?
Secondo l’imputazione, Lovati avrebbe definito la prima inchiesta del 2017 su Andrea Sempio il “risultato di una macchinazione orchestrata dalla difesa dello studio Giarda” e avrebbe parlato di una “manipolazione organizzata” sul prelievo del Dna.
Qual è il ruolo di Quarto Grado nel caso Garlasco?
Quarto Grado, condotto da Gianluigi Nuzzi su Rete 4, segue da anni il caso Garlasco, divulgando atti, consulenze e interviste, e contribuendo a mantenere alta l’attenzione pubblica sulle evoluzioni giudiziarie.
Il processo a Lovati influisce sulla condanna di Alberto Stasi?
No, il processo a Massimo Lovati riguarda esclusivamente il profilo diffamatorio delle sue dichiarazioni; la condanna di Alberto Stasi resta definitiva, salvo eventuali e diverse future iniziative straordinarie previste dalla legge.
Qual è la fonte delle anticipazioni sulla nuova consulenza?
Le anticipazioni sulla consulenza informatica e sulle venti righe oscurate relative al pc di Chiara Poggi provengono dalla trasmissione Quarto Grado, con informazioni riportate e commentate dal conduttore Gianluigi Nuzzi.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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