Garlasco nuovo colpo di scena la perizia segreta ribalta il movente dell’omicidio di Chiara
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Nuova perizia e ipotesi di movente
La nuova consulenza tecnica sul delitto di Garlasco riapre il fronte più delicato dell’intera vicenda: il possibile movente dell’omicidio di Chiara Poggi. Secondo l’interpretazione dei legali della famiglia, l’analisi informatica aggiornataa ricostruisce in modo più preciso ciò che sarebbe accaduto nelle ore precedenti al delitto, indicando un presunto accesso a contenuti “per adulti” dal computer di allora fidanzato, Alberto Stasi.
Per gli avvocati dei Poggi, questo elemento non è un semplice dettaglio tecnico, ma una chiave potenziale per comprendere la dinamica psicologica che avrebbe preceduto l’aggressione. La perizia viene letta come il tassello mancante in un mosaico investigativo costruito in quasi due decenni di atti, sentenze e contraddizioni.
La tesi è chiara: se venisse confermata in modo definitivo la consultazione da parte di Chiara di quei file, la sera precedente al delitto, si potrebbe delineare uno scenario di forte tensione privata, capace di sfociare nella violenza. La consulenza diventa così strumento per sostenere la richiesta di nuovi accertamenti e, in prospettiva, un possibile giudizio di revisione.
Resta però un punto cruciale: il valore probatorio effettivo di questi dati digitali, la loro collocazione temporale certa e il loro peso reale nel ricostruire il presunto movente, temi che saranno al centro del confronto tra le parti.
Scontro tra difesa di Stasi e legali dei Poggi
Lo scontro tra la difesa di Alberto Stasi e i legali della famiglia Poggi è ormai frontale. I penalisti di Stasi, in particolare Giada Bocellari e Antonio De Rensis, respingono con decisione il rilievo attribuito alla nuova consulenza informatica, definendo il presunto dato emerso “non confermato” e, comunque, privo di incidenza sul quadro processuale consolidato.
Per la difesa, ogni ulteriore verifica dovrebbe concentrarsi sul computer di Chiara Poggi, ritenuto ancora bisognoso di approfondimenti tecnici, mentre il pc di Stasi sarebbe già stato oggetto di analisi approfondite nelle precedenti indagini. In quest’ottica, qualsiasi riapertura mirata solo sui dispositivi dell’ex fidanzato viene descritta come una forzatura giuridica, più mediatica che probatoria.
Dall’altro lato, i legali della famiglia Poggi ribadiscono che la perizia introduce un elemento nuovo, ritenuto idoneo a illuminare il movente dell’omicidio. A loro avviso, sarebbe “doveroso” sollecitare ulteriori accertamenti in vista di un’eventuale revisione della sentenza che ha condannato Stasi a 16 anni. Il contrasto non riguarda solo la lettura dei dati digitali, ma il significato da attribuire a ogni frammento di prova in una vicenda giudiziaria che continua a dividere opinione pubblica e aule di giustizia.
Un giallo senza fine tra tribunale e media
Il caso di Garlasco è diventato, negli anni, molto più di un semplice fascicolo giudiziario: è un terreno di scontro permanente tra aule di giustizia e spazio mediatico. La vicenda dell’omicidio di Chiara Poggi, con la condanna definitiva di Alberto Stasi, continua a riemergere a ogni nuova perizia, trasformando ogni dettaglio tecnico in materia di dibattito pubblico.
Le indagini parallele, come quella che ha coinvolto Andrea Sempio su impulso della Procura di Pavia, hanno alimentato la percezione di un procedimento mai davvero chiuso, dove la verità giudiziaria viene ciclicamente rimessa in discussione. Ogni nuovo accertamento, ogni ipotesi di revisione, diventa un caso nel caso, rilanciato da talk show, speciali televisivi e ricostruzioni giornalistiche.
In questo contesto, la battaglia tra difesa e parte civile assume una dimensione quasi simbolica: da un lato chi rivendica la definitività delle sentenze, dall’altro chi invoca ulteriori verifiche in nome della ricerca della verità. Il risultato è un “giallo infinito”, che pesa su tutte le parti coinvolte e che, a distanza di anni, continua a intrecciare diritto all’informazione, esigenze processuali e il desiderio di oblio di una famiglia segnata per sempre.
FAQ
Qual è il fulcro della nuova perizia sul caso di Garlasco?
La nuova perizia ruota attorno all’analisi dei dati informatici e a un presunto accesso a contenuti per adulti la sera precedente all’omicidio.
Perché la difesa di Alberto Stasi contesta la nuova consulenza?
Perché ritiene il dato non confermato e giuridicamente irrilevante rispetto al quadro probatorio che ha portato alla condanna definitiva.
Cosa chiedono i legali della famiglia Poggi?
Chiedono ulteriori accertamenti tecnici, ritenendo la perizia utile a chiarire il possibile movente e a valutare una revisione della sentenza.
Che ruolo ha la Procura di Pavia nella fase attuale?
La Procura conduce un filone d’indagine parallelo che, in passato, ha portato all’attenzione anche la posizione di Andrea Sempio.
Perché il caso di Garlasco è definito un “giallo infinito”?
Perché ogni nuova perizia, testimonianza o ipotesi di revisione riapre il dibattito, impedendo una chiusura definitiva sul piano mediatico.
Qual è l’impatto dei media sulla percezione del caso?
L’ampia copertura su tv, stampa e web rende ogni sviluppo oggetto di confronto pubblico, influenzando l’opinione collettiva oltre i confini del processo.
Quale fonte giornalistica ha contribuito a rilanciare il dibattito sulla nuova perizia?
Il confronto tra le posizioni della difesa di Stasi e dei legali dei Poggi è stato riportato e approfondito da diverse testate nazionali, tra cui la stampa che ha dato risalto al tema della perizia sul movente e alle dichiarazioni degli avvocati così come ricostruite nell’articolo di riferimento.




