Garlasco, nuovi elementi d’indagine cambiano lo scenario su Stasi e Sempio

Nuove ipotesi investigative sul delitto di Garlasco
Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco torna al centro del dibattito giudiziario e mediatico. Le recenti dichiarazioni dell’avvocata Giada Bocellari, difensore di Alberto Stasi, riaccendono l’attenzione su possibili sviluppi legati ad atti ancora non pienamente emersi nel dibattito pubblico.
Le indagini parallele sul ruolo dell’ex pm Mario Venditti e sugli ex carabinieri pavesi aggiungono un ulteriore livello di complessità, tra garanzie procedurali, proporzionalità dei sequestri e ricerca di nuovi elementi oggettivi.
Dichiarazioni di Giada Bocellari e scenari possibili
L’avvocata Giada Bocellari, a Mattino Cinque, ha parlato di “altri atti” in possesso di Procura e carabinieri oltre ai computer sequestrati, invitando a concentrarsi su “dati oggettivi”.
La scelta di non specificare la natura di questi atti, pur evocandone la possibile rilevanza, suggerisce l’esistenza di approfondimenti investigativi in corso, coperti da riservatezza. Per la difesa di Alberto Stasi ciò può tradursi in nuove richieste di valutazione probatoria e, sul piano mediatico, in una riapertura del confronto su ricostruzioni e perizie storicamente controverse.
Il ruolo dei dati digitali e i limiti delle analisi
I dispositivi informatici di Alberto Stasi sono stati per anni al centro dell’impianto accusatorio, tra perizie su orari di accesso, file cancellati e cronologie.
La strategia difensiva mira oggi a ridimensionare il peso esclusivo dei computer, rivendicando ulteriori elementi documentali e tecnici. Nel contesto della prova digitale, la giurisprudenza più recente insiste su criteri rigorosi di acquisizione, tracciabilità delle operazioni forensi e verificabilità delle conclusioni, per evitare letture parziali o suggestive dei dati estratti.
La Cassazione sul sequestro dei device di Venditti
La Corte di Cassazione ha confermato l’annullamento del sequestro dei dispositivi informatici dell’ex pm Mario Venditti, indagato per presunta corruzione in atti giudiziari nel filone bresciano legato al caso Garlasco.
I giudici hanno ritenuto “sproporzionate” le motivazioni del sequestro, contestando l’assenza di criteri selettivi chiari e circoscritti per l’estrazione dei dati digitali.
Il principio di proporzionalità nelle indagini digitali
Secondo la Cassazione, il decreto di sequestro doveva indicare in modo specifico parole chiave, ambiti temporali e categorie di dati rilevanti.
L’assenza di questi limiti ha trasformato l’acquisizione in una raccolta generalizzata, incompatibile con il canone di proporzionalità e con la tutela della privacy. La decisione rafforza un orientamento che pretende dagli inquirenti un uso chirurgico degli strumenti digitali, evitando “pescate a strascico” che possano sconfinare in esplorazioni indiscriminate di intere vite digitali.
Effetti sul procedimento e sugli ex carabinieri pavesi
L’annullamento del sequestro non equivale a un’assoluzione di Mario Venditti, ma incide sulla disponibilità di prove elettroniche utilizzabili.
La stessa impostazione è stata applicata ai sequestri dei device degli ex carabinieri pavesi Giuseppe Spoto e Silvio Sapone, imponendo una revisione delle modalità di ricerca e selezione dei dati. Ciò potrebbe rallentare il filone bresciano, ma al tempo stesso rafforza le garanzie di legalità procedurale, elemento centrale affinché eventuali risultati investigativi siano processualmente solidi.
Le ipotesi sulla dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi
Restano al centro dell’attenzione le ricostruzioni sulla violenta aggressione a Chiara Poggi, compresa l’ipotesi di un oggetto simile a una “mazza ferrata medievale” o di più strumenti usati in sequenza.
Le perizie sulle lesioni craniche e corporee continuano a rappresentare un terreno di confronto tra accusa e difesa, con implicazioni sulla compatibilità con la figura di Alberto Stasi e sull’eventuale presenza di un diverso aggressore.
Perizie medico-legali e coerenza delle lesioni
Le lesioni riscontrate su Chiara Poggi sono state analizzate in numerose consulenze medico-legali, con valutazioni non sempre sovrapponibili.
La discussione ruota attorno al numero dei colpi, all’angolazione, all’eventuale uso di più oggetti contundenti e alla sequenza temporale dell’aggressione. Ogni elemento incide sulla ricostruzione dei movimenti dell’omicida, sulla compatibilità con gli spazi della casa di Garlasco e sulle possibili tracce biologiche e di sangue, centrali per la credibilità delle ipotesi alternative.
Collegamento tra dinamica del delitto e nuove piste
Le possibili “sorprese” evocate da Giada Bocellari potrebbero intrecciarsi con una rilettura della dinamica dell’omicidio, alla luce di atti sinora poco valorizzati.
Eventuali nuovi elementi su tempi, movimenti e modalità dell’aggressione potrebbero incidere sulle conclusioni già cristallizzate nei precedenti gradi di giudizio. Tuttavia, in assenza di una riapertura formale del procedimento, il margine di intervento resta legato a strumenti straordinari, che richiedono prove sopravvenute dotate di effettiva capacità di rovesciare il quadro consolidato.
FAQ
Perché il caso Garlasco è ancora al centro dell’attenzione
Il caso resta attuale per le nuove indagini sul filone bresciano, le pronunce della Cassazione, le dichiarazioni dell’avvocata Giada Bocellari e le continue discussioni su prove digitali e ricostruzioni medico-legali.
Cosa ha stabilito la Cassazione sui sequestri informatici
La Cassazione ha ritenuto sproporzionati i sequestri dei device di Mario Venditti e degli ex carabinieri pavesi, contestando l’assenza di criteri selettivi e di limiti temporali precisi nella ricerca dei dati digitali.
Chi è Mario Venditti e perché è indagato
Mario Venditti è un ex pm coinvolto nel filone bresciano legato al caso Garlasco, accusato di corruzione in atti giudiziari per presunti favori nell’archiviazione del primo fascicolo su Andrea Sempio.
Qual è la posizione attuale di Alberto Stasi
Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. La difesa, rappresentata da Giada Bocellari, cerca però di valorizzare nuovi atti e dati oggettivi che potrebbero riaprire il dibattito giudiziario.
Che ruolo hanno le perizie sulle lesioni di Chiara Poggi
Le perizie sulle lesioni di Chiara Poggi sono cruciali per definire quante armi siano state usate, la dinamica dei colpi e la compatibilità con gli ambienti della casa di Garlasco e con l’ipotetico aggressore.
Qual è la fonte principale delle informazioni sul caso
Le informazioni recenti derivano dalle motivazioni della Corte di Cassazione, dagli atti del procedimento bresciano e dalle dichiarazioni televisive dell’avvocata Giada Bocellari in programmi come Mattino Cinque.




