Garlasco, nuove verifiche su scontrino e computer riaprono interrogativi sull’alibi

Nuova consulenza criminologica sul caso di Garlasco
La decisione della criminologa Roberta Bruzzone di elaborare una nuova consulenza sul delitto di Garlasco riapre l’attenzione su tempi, movimenti e ricostruzioni dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione, e sulla posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015.
Il nodo dei 5-6 minuti tra telefonata e 118
Il lasso di 5-6 minuti tra l’ultima chiamata di Stasi a Chiara e la telefonata al 118 dalla caserma dei carabinieri di Garlasco è cruciale. In questo intervallo vanno collocati arrivo in casa, scoperta del corpo, eventuale permanenza sulla scena, uscita e spostamento verso la caserma. Ogni secondo diventa elemento probatorio: la compatibilità tra tragitto, reazioni emotive, tempi di osservazione e dinamica dell’allontanamento sarà oggetto di verifica tecnica, anche confrontando la versione dell’imputato con misurazioni oggettive di spostamenti e tempi minimi necessari.
Una eventuale incongruenza strutturale tra cronologia dichiarata e cronologia fisicamente possibile potrebbe incidere sull’interpretazione complessiva del comportamento di Stasi nella fase immediatamente successiva al delitto.
Le criticità evidenziate da Roberta Bruzzone
Bruzzone ha anticipato l’esistenza di almeno due passaggi ritenuti “impossibili” nella ricostruzione fornita da Stasi. Il focus riguarda la compatibilità fra percorsi interni all’abitazione, condotta sul luogo del crimine e tempi di reazione descritti come fulminei. L’affermazione “sarò rimasto lì pochi secondi, trenta” viene confrontata con attività indispensabili, come accertare le condizioni di Chiara, verificare ambienti, decidere di non chiamare aiuto dalla casa ma di recarsi ai carabinieri. L’analisi si concentrerà sulla coerenza logica e spazio-temporale di questi comportamenti.
Eventuali scarti fra narrazione e realtà fisica della scena potrebbero suggerire omissioni, minimizzazioni o ricostruzioni difensive.
Analisi informatica sul computer di Chiara Poggi
Il computer di Chiara Poggi è di nuovo al centro delle indagini, con una consulenza informatica affidata dalla procura a un esperto di parte pubblica. L’obiettivo è distinguere attività realmente compiute dall’utente da processi automatici di sistema, in un contesto segnato da accessi a video personali, file multipli e navigazioni anomale.
Il video con Andrea Sempio e le ultime attività
Secondo una precedente perizia, il video con Andrea Sempio sarebbe stato aperto il 10 agosto 2007, presumibilmente da Chiara, configurandosi come una delle ultime azioni consapevoli sull’hard disk. Questa circostanza assume rilievo per definire routine digitali, rapporti personali e tempi di utilizzo effettivo del pc nei giorni precedenti l’omicidio. La nuova analisi mira a verificare se i log di sistema confermino un accesso ordinario da parte dell’utente o se emergano anomalie temporali, sovrascritture o manipolazioni successive, anche potenzialmente legate all’epoca delle prime indagini.
L’esatta collocazione cronologica delle attività multimediali può incidere sulla lettura di amicizie, frequentazioni e possibili agganci investigativi.
File aperti automaticamente e traffico internet sospetto
La presenza di circa 300 file aperti “in contemporanea” viene interpretata da periti come Luigi Nicotera come indice di processi automatici, non di azioni manuali. Nei registri di sistema, l’apertura effettiva di un singolo file lascia tracce coerenti diverse da quelle prodotte da scansioni, indicizzazioni o aggiornamenti software. Analogamente, visite a siti di giochi e pornografia nella notte dell’1 agosto, in fascia oraria in cui il pc non risulterebbe connesso ad ADSL, fanno pensare a script o meccanismi automatizzati, forse legati a adware o toolbar.
Anche il presunto upload a YouPorn, seguito a distanza di due secondi da cambio pagina, viene ricondotto a logiche automatiche, ridimensionando il significato morale e investigativo di queste tracce.
Gli scontrini di parcheggio e l’alibi di Andrea Sempio
La posizione di Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta, si intreccia con due scontrini di parcheggio a Vigevano, presentati già nel 2007 come riscontro all’alibi. Negli ultimi mesi si è riacceso il dibattito sulla loro autenticità, spingendo media e tecnici a riesaminare il funzionamento del parcometro.
Funzionamento del parcometro e sistema dei codici
Le verifiche condotte, anche dal programma Quarto Grado, hanno evidenziato che ogni biglietto della macchina di Vigevano reca due numeri: un progressivo dei tagliandi emessi e un codice numerico generato casualmente per impedire falsificazioni. Manutentori e amministratori locali hanno spiegato che replicare quel codice senza accesso ai sistemi interni è ritenuto impraticabile. La corrispondenza tra timestamp, progressivi e struttura del codice rende gli scontrini altamente tracciabili.
In questo quadro, l’ipotesi di una contraffazione su misura appare tecnicamente remota, pur non escludendo la necessità di controlli incrociati sui database comunali e sui registri delle manutenzioni.
Impatto degli scontrini sulla valutazione dell’alibi
Se ritenuti genuini, gli scontrini supportano la versione di Sempio circa la sua presenza a Vigevano per recarsi in libreria il 13 agosto e il ritorno il 14 agosto. Il dato temporale documentato orienta la ricostruzione dei movimenti e riduce lo spazio per una sua eventuale presenza a Garlasco in fasce orarie critiche. L’attendibilità del parcometro, però, va letta insieme ad altri elementi: celle telefoniche, testimonianze, abitudini del soggetto e coerenza del racconto nel tempo.
Solo l’integrazione di tutti i riscontri, inclusi quelli digitali, permette di valutare la solidità effettiva dell’alibi nel contesto probatorio complessivo.
FAQ
Perché il caso di Garlasco è ancora oggetto di analisi?
Nuovi approfondimenti tecnici su tempi, scene del crimine e dati informatici potrebbero chiarire incongruenze residue e consolidare, o mettere in discussione, letture investigative maturate anni fa.
Qual è il ruolo attuale di Roberta Bruzzone nel procedimento?
Bruzzone sta preparando una consulenza privata per la famiglia Poggi, focalizzata sulla compatibilità tra la versione di Stasi e i tempi oggettivi delle azioni descritte.
Cosa cercano gli inquirenti nel computer di Chiara Poggi?
Puntano a distinguere attività umane da processi automatici, verificare le ultime azioni consapevoli di Chiara e individuare eventuali anomalie o manipolazioni successive.
Gli accessi a siti pornografici hanno rilievo investigativo?
Se confermati come automatici, perdono gran parte del peso probatorio e morale, ma restano utili per comprendere lo stato del sistema e possibili infezioni software.
Perché gli scontrini di parcheggio di Vigevano sono importanti?
Costituiscono un riscontro oggettivo all’alibi di Andrea Sempio, grazie a codici antifrode e progressivi che rendono difficile una falsificazione credibile.
Qual è la principale fonte giornalistica sul riesame recente del caso?
Le ricostruzioni più dettagliate e aggiornate derivano dalle inchieste televisive e dagli approfondimenti di Quarto Grado, integrati con atti giudiziari e consulenze tecniche.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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