Garlasco nuove minacce telefoniche a Lovati e le inquietanti omissioni di Sempio oltre lo scontrino
Delitto di Garlasco, nuovi dubbi su orario della morte e alibi
Nuovi sviluppi giudiziari riaccendono l’attenzione sul delitto di Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, in provincia di Pavia. A distanza di quasi 19 anni, la condanna definitiva di Alberto Stasi non basta a dissipare i dubbi su chi abbia realmente ucciso la giovane.
Una nuova perizia medico-legale firmata dalla dottoressa Cristina Cattaneo propone infatti un diverso orario della morte, potenzialmente incompatibile con la presenza di Stasi sulla scena del crimine.
Parallelamente, tornano in primo piano le posizioni di Andrea Sempio, unico altro indagato, per il quale però non emergono prove materiali decisive. Nuovi particolari su un tema scritto dopo il delitto, sul presunto scontrino-alibi di Vigevano e sulle minacce denunciate dall’ex legale di Sempio, l’avvocato Massimo Lovati, aprono scenari ancora controversi sul possibile movente e sulle responsabilità reali.
In sintesi:
- La perizia Cattaneo sposta in avanti l’orario della morte di Chiara Poggi.
- Un orario successivo potrebbe escludere Alberto Stasi dalla scena del delitto.
- Restano dubbi su alibi e comportamenti di Andrea Sempio, unico altro indagato.
- L’ex legale di Sempio denuncia minacce dopo aver ipotizzato un movente pedopornografico.
Perizia Cattaneo, alibi informatico e ruolo di Andrea Sempio
La nuova perizia della dottoressa Cristina Cattaneo, medico legale di riferimento in numerosi casi giudiziari complessi, rivede la finestra temporale della morte di Chiara Poggi: non più tra le 9.30 e le 10, ma più tardi nella mattinata.
Questo dettaglio è cruciale perché, secondo sentenze passate in giudicato, tra le 10 e le 12 Alberto Stasi si trovava a casa, impegnato a lavorare alla tesi di laurea sul proprio computer. Attività e orari furono validati dai giudici attraverso analisi forensi sui dispositivi.
Lo spostamento dell’orario indebolirebbe quindi la compatibilità tra la presenza di Stasi e la dinamica dell’omicidio. In mancanza di nuovi elementi oggettivi, l’attenzione si concentra su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara e frequentatore della villetta di via Pascoli, rimasto unico altro indagato senza però riscontri probatori diretti.
Un episodio segnalato dall’insegnante Maria Fiore, docente di un corso di comunicazione frequentato da Sempio poco dopo il delitto, aggiunge un tassello suggestivo ma non decisivo.
In un tema dedicato proprio a Garlasco, Sempio non avrebbe menzionato né l’amicizia con il fratello di Chiara né la sua consuetudine con la casa di via Pascoli.
Il criminologo Massimo Picozzi invita però alla prudenza interpretativa, definendo il dato “suggestivo ma nulla di più” e ricordando possibili spiegazioni innocue, come il timore di apparire auto-referenziale o di “mettersi in mostra” davanti ai colleghi di corso.
Ulteriori interrogativi ruotano intorno al presunto scontrino di un parcheggio a Vigevano, indicato come alibi di Andrea Sempio. Restano incertezze sull’effettiva riconducibilità di quello scontrino al giovane.
Le analisi del traffico telefonico evidenzierebbero uno scambio di messaggi, la sera precedente il delitto, tra la madre di Sempio e un vigile del fuoco di Vigevano, Antonio, ipoteticamente collegabile a un incontro successivo relativo proprio allo scontrino.
La stessa perizia Cattaneo, spostando in avanti l’ora della morte di Chiara, ridurrebbe comunque il peso probatorio di quell’alibi: se il delitto è successivo all’ingresso in parcheggio, lo scontrino perderebbe gran parte della sua valenza giustificativa.
Minacce all’ex legale e scenari futuri sull’indagine
Si aggiunge un ulteriore elemento di tensione: le presunte minacce ricevute telefonicamente dall’ex difensore di Andrea Sempio, l’avvocato Massimo Lovati.
Secondo quanto riferito in televisione dal legale Fabrizio Gallo, una voce maschile italiana avrebbe intimato a Lovati: “Non devi parlare più di alcune cose in tv o fai la fine di David Rossi”.
Lovati, in precedenti interventi mediatici, aveva ipotizzato come possibile movente del delitto una scoperta da parte di Chiara Poggi relativa a un presunto giro di materiale pedopornografico, spingendosi a definire l’omicidio una “esecuzione”, leggendo nei tagli sulle palpebre un “chiaro segnale” intimidatorio.
Queste affermazioni, non corroborate da riscontri pubblici, restano sul crinale tra analisi difensiva e ipotesi investigative, ma contribuiscono a mantenere il caso di Garlasco in una zona grigia tra decisioni giudiziarie definitive e persistenti dubbi.
La combinazione tra nuova perizia medico-legale, alibi rimessi in discussione e clima di presunte minacce alimenta l’interrogativo su un’eventuale riapertura dell’inchiesta o su specifici approfondimenti mirati.
Per l’opinione pubblica, la questione centrale rimane invariata: comprendere se la verità processuale coincida davvero con la verità storica e scientifica su chi, come e perché abbia ucciso Chiara Poggi.
FAQ
Perché l’orario della morte di Chiara Poggi è così importante?
È decisivo perché, spostandosi oltre le 10, renderebbe incompatibile la presenza di Alberto Stasi sulla scena, riaprendo dubbi investigativi.
La nuova perizia Cattaneo annulla la condanna definitiva di Alberto Stasi?
No, la condanna resta valida. La perizia introduce però un elemento tecnico nuovo che potrebbe motivare richieste di revisione o approfondimenti.
Qual è il ruolo attuale di Andrea Sempio nel caso Garlasco?
È stato l’unico altro indagato, ma al momento non risultano prove materiali conclusive a suo carico né misure cautelari.
Lo scontrino del parcheggio di Vigevano è ancora un alibi solido?
No, la sua attribuzione ad Andrea Sempio è discussa e, con l’orario del delitto spostato in avanti, l’alibi perde efficacia.
Da quali fonti provengono le informazioni su questo approfondimento?
Provengono da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
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