Garlasco, nuove analisi sulle impronte e sull’arma sospetta riaccendono i dubbi sul delitto

Garlasco, nuove perizie sulle impronte e sull’arma riaprono il caso Stasi
Nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, le nuove analisi tecniche sulle impronte di scarpe e sull’ipotetica arma del delitto stanno ridisegnando, nel 2025, lo scenario investigativo attorno alla figura di Alberto Stasi e a quella di Andrea Sempio. Gli approfondimenti, condotti dai consulenti di parte e discussi pubblicamente in tv dagli avvocati, mirano a chiarire chi indossasse le calzature rinvenute sulla scena e quale oggetto sia stato effettivamente utilizzato per colpire la vittima. Le risultanze preliminari sulle misure delle suole e sulla morfologia dei colpi aprono nuovi interrogativi sulla ricostruzione temporale del delitto e sugli alibi, con possibili riflessi futuri sulla posizione giudiziaria delle persone coinvolte.
In sintesi:
- Le impronte di scarpe sulla scena non corrisponderebbero al numero di Alberto Stasi.
- Il modello rilevato non sarebbe mai stato acquistato da Stasi, secondo la difesa.
- I legali di Andrea Sempio ipotizzano un’arma simile a un martello multifunzione.
- Nuovi orari della morte rendono marginale lo scontrino del parcheggio di Vigevano.
Impronte, modello di scarpe e orari: cosa cambia nelle indagini
Il legale di Alberto Stasi, l’avvocato De Rensis, ha ribadito in un dibattito televisivo che il suo assistito non avrebbe mai acquistato scarpe del marchio Frau, né a Spotorno né altrove, precisando che il fidanzato di Chiara Poggi indossava normalmente un modello Geox. Sulla scena del crimine erano state rilevate 25 impronte di calzature attribuite in passato, per numero, allo stesso Stasi.
Le nuove verifiche dei periti della difesa starebbero però indicando che l’impronta non corrisponde a un numero 42 – la misura di Stasi – ma a un 43 o 44, circostanza che, se confermata, indebolirebbe il collegamento diretto tra quelle orme e l’imputato.
Parallelamente, i legali di Andrea Sempio si concentrano sull’arma del delitto. Hanno dichiarato di aver individuato la tipologia dell’oggetto usato, pur senza divulgarne i dettagli. Si tratterebbe, secondo quanto trapela, di una sorta di martello idoneo sia a colpi contundenti sia a produrre tagli, ipotesi che consentirebbe di spiegare i particolari segni riscontrati sulle palpebre della vittima.
La posizione di Andrea Sempio si complica sul piano temporale: lo spostamento in avanti dell’orario presunto della morte di Chiara Poggi rende di fatto marginale lo scontrino del parcheggio di Vigevano, riferito alle prime ore del mattino e da lui utilizzato come elemento a supporto della propria versione.
A ciò si aggiunge la contestazione a una parte del racconto dell’avvocato Taccia, che aveva riferito come il padre di Sempio non fosse stato visto perché impegnato a “fare la salsa in garage”. Una vicina di casa ha smentito nettamente questa circostanza, ricordando che una simile attività sarebbe stata, a suo dire, vietata dal regolamento condominiale e affermando: “Vietato dal regolamento condominiale, non mi risulta una cosa simile”.
Questi elementi, nel loro insieme, contribuiscono a riaprire il dibattito pubblico e giuridico su un caso già segnato da anni di processi, ricorsi e colpi di scena.
Scenari futuri e impatto delle nuove perizie sul caso Garlasco
Le nuove analisi su impronte e arma del delitto potrebbero avere effetti concreti sulle prossime mosse difensive e sulle eventuali richieste di revisione o ulteriori accertamenti da parte delle parti processuali.
Una perizia definitiva sulle misure delle calzature e sulla compatibilità dell’ipotizzato martello con le lesioni riportate da Chiara Poggi costituirebbe un banco di prova decisivo per la tenuta della ricostruzione giudiziaria sin qui accettata.
L’emergere di incongruenze tra dichiarazioni, orari e regolamenti condominiali, come nel caso della “salsa in garage”, alimenta inoltre nuove piste interpretative, destinando il caso di Garlasco a restare al centro del dibattito mediatico e giuridico anche nei prossimi mesi.
FAQ
Che cosa è emerso sulle impronte di scarpe nel caso Garlasco?
Le nuove perizie indicano che le impronte potrebbero appartenere a una misura 43-44, diversa dal 42 di Alberto Stasi, mettendo in discussione precedenti attribuzioni.
Stasi aveva mai acquistato scarpe Frau secondo la difesa?
Sì, secondo la difesa la risposta è negativa: l’avvocato De Rensis sostiene che Stasi non abbia mai comprato scarpe Frau, ma usasse modelli Geox.
Quale arma ipotizzano i legali di Andrea Sempio?
I legali indicano come probabile una sorta di martello multifunzione, in grado di provocare sia colpi contundenti sia tagli, compatibili con i segni sulle palpebre.
Perché lo scontrino del parcheggio di Vigevano è ora meno rilevante?
Lo è perché lo spostamento in avanti dell’orario della morte di Chiara Poggi rende uno scontrino delle prime ore del mattino scarsamente utile all’alibi.
Qual è la fonte delle informazioni su queste nuove indagini?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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