Garlasco, nuova svolta sui computer di Stasi e Poggi: cosa cambia

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La decisione del gip e i limiti dell’incidente probatorio
Non ci sarà alcun incidente probatorio sui computer di Alberto Stasi e di Chiara Poggi, secondo quanto deciso dal gip di Pavia. La giudice ha ritenuto che le analisi informatiche richieste dalla difesa del 37enne siano già oggetto di una consulenza nell’ambito delle nuove indagini della Procura. In particolare, gli accertamenti riguardano la copia forense del pc di Stasi, con un focus sulla sera del 12 agosto, vigilia del delitto.
Analisi analoghe sono state disposte anche sul pc di Chiara Poggi, sempre ad opera dei consulenti tecnici nominati dai pm. Nel provvedimento, il gip sottolinea che manca il requisito tecnico-procedurale per autorizzare un incidente probatorio nella fase delle indagini preliminari. Questo strumento, infatti, è previsto soltanto se la perizia “terza” è destinata a durare più di 60 giorni, con il rischio di bloccare l’avanzamento del processo.
Il consulente della Procura ha comunicato che l’esame delle due copie forensi non supererà la soglia dei 60 giorni. Da qui il rigetto dell’istanza difensiva: secondo il gip, le verifiche in corso sono sufficienti a garantire la completezza degli accertamenti digitali e non richiedono il ricorso anticipato a un incidente probatorio in chiave garantista.
Le consulenze contrapposte sulle tracce digitali
La decisione del gip arriva dopo le nuove rivelazioni diffuse dagli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna. In base a una loro consulenza sul pc di Alberto Stasi, la sera prima dell’omicidio Chiara avrebbe avuto accesso, durante una breve assenza del fidanzato, alla cartella in cui lui aveva catalogato numerosi file pornografici. Secondo i legali, questo elemento informatico, non emerso nelle prime fasi del caso, potrebbe essere collegato al movente dell’omicidio.
Una lettura contestata con fermezza dalla difesa di Stasi, rappresentata dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis. I penalisti affermano che i primi esiti delle nuove verifiche non confermano affatto il dato fornito dalla parte civile, richiamando anche una precedente perizia che avrebbe già escluso quella ricostruzione. L’obiettivo dichiarato della difesa è estendere le proprie analisi forensi anche al computer di Chiara Poggi, in modo da coprire “tutto quanto di interesse” per chiarire dinamiche e rapporti.
Nel nuovo scenario investigativo, si valuta anche l’ipotesi che qualcuno possa aver visionato sul pc della studentessa un filmato intimo dei due giovani, possibile tassello di un movente alternativo.
Nuove indagini, ruoli delle parti e prospettive processuali
Nel quadro delle nuove indagini disposte dalla Procura di Pavia, il gip rileva che gli accertamenti digitali coprono entrambi i pc, quello di Stasi e quello di Chiara Poggi. La difesa del 37enne sostiene che, se incidente probatorio deve essere, andrebbe concentrato sul computer della vittima, considerato centrale per verificare l’eventuale esistenza di file sensibili o di accessi esterni. L’orientamento del giudice, tuttavia, è di attendere l’esito delle consulenze tecniche già in corso, prima di cristallizzare ulteriori prove in sede dibattimentale anticipata.
Parallelamente, la difesa di Andrea Sempio, assistito dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, guarda con attenzione agli sviluppi delle perizie informatiche. L’interesse è duplice: da un lato, far emergere eventuali elementi che possano rafforzare l’ipotesi di un movente legato a Stasi; dall’altro, consolidare la posizione di estraneità di Sempio rispetto al delitto. Le parti civili, invece, puntano a valorizzare ogni traccia digitale utile a ridefinire i rapporti di coppia e i possibili conflitti.
Il nodo centrale resta l’affidabilità delle copie forensi e la capacità degli esperti di ricostruire accessi, cronologie e contenuti senza margini di ambiguità. Nei prossimi mesi, l’esito delle analisi potrà incidere sulle scelte della Procura in termini di eventuali nuove contestazioni o richieste di approfondimenti, mantenendo il caso al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria.
FAQ
D: Perché il gip di Pavia ha negato l’incidente probatorio sui pc?
R: Perché le analisi informatiche non supereranno i 60 giorni e non ricorrono i presupposti tecnici per l’incidente probatorio.
D: Quali computer sono oggetto delle nuove verifiche?
R: Sono in analisi le copie forensi del pc di Alberto Stasi e del pc di Chiara Poggi, entrambi affidati ai consulenti della Procura.
D: Che cosa sostiene la consulenza della famiglia Poggi?
R: Che Chiara avrebbe aperto la cartella dei file pornografici sul pc di Stasi la sera prima del delitto, possibile indizio di movente.
D: Come risponde la difesa di Alberto Stasi a questa ricostruzione?
R: Gli avvocati Bocellari e De Rensis affermano che i primi accertamenti non confermano quei dati, richiamando anche una precedente perizia negativa.
D: Perché la difesa di Stasi vuole esaminare il pc di Chiara Poggi?
R: Per estendere l’analisi forense e verificare ogni elemento utile su rapporti, movente e eventuali accessi o file sensibili.
D: Che ruolo ha Andrea Sempio nelle nuove indagini?
R: È coinvolto come possibile figura collegata al movente, ma la sua difesa punta a dimostrare l’assenza di responsabilità nel delitto.
D: Che cosa si cerca nei file digitali legati alla coppia?
R: Eventuali filmati intimi, cronologie di accesso e contenuti che possano chiarire dinamiche private e ipotesi di movente.
D: Qual è la fonte originale delle informazioni riportate?
R: Le notizie derivano da un provvedimento del gip di Pavia e da ricostruzioni di stampa, con ultimo aggiornamento indicato al 29 gennaio 2026.




