Garlasco, nuova pista sulla ricostruzione dell’omicidio emerge dai filmati segreti dell’esperto che riaprono i dubbi

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Garlasco, retroscena sul video ricostruzione dell’omicidio secondo il consulente
Ricostruzione in villetta
All’interno della villetta di Garlasco, nel 2009, fu girato un filmato destinato a diventare una delle prove tecniche più discusse del caso di Chiara Poggi. Il video, realizzato dal consulente della famiglia, il tecnico forense Marzio Capra, ripercorre la sequenza dei movimenti dell’aggressore e della vittima nella mattina dell’omicidio, con una scansione di tempi e spazi ritenuta fondamentale per la lettura investigativa.
Nel girato una consulente donna interpreta la giovane uccisa, seduta in salotto davanti alla televisione quando qualcuno suona al campanello. La giovane figurante prende le chiavi, disattiva l’allarme e apre la porta d’ingresso, consentendo l’entrata di un uomo, anch’egli consulente tecnico, che impersona l’assassino secondo l’ipotesi accusatoria.
I due si spostano verso la cucina, dove la ragazza apre finestra e persiane e poi si siede al tavolo con l’uomo. Da questo punto inizia la simulazione della fase violenta, che nel video coincide con il passaggio dalla normale interazione all’improvvisa aggressione, scandita da gesti e posizioni ricostruiti scena per scena.
La cucina come scena primaria
Nelle dichiarazioni rilasciate a Fanpage, Marzio Capra ha spiegato che la scelta della cucina come scena iniziale dell’azione omicidiaria si fonda su riscontri oggettivi, come la posizione delle sedie trovate spostate dagli inquirenti. Secondo questa lettura, la prima percossa alla vittima sarebbe avvenuta proprio in questa stanza, durante un confronto improvvisamente degenerato.
Durante la fuga verso l’uscita, con l’aggressore già addosso, la giovane urterebbe un portavaso metallico sul pavimento, elemento richiamato nella messa in scena video. A quel punto l’uomo impugnerebbe un oggetto metallico compatibile con le lesioni descritte nell’autopsia, sebbene l’arma del delitto non sia mai stata rinvenuta con certezza dagli investigatori.
La successione di colpi alla testa porta la ragazza a cadere a terra, mentre, sempre secondo la ricostruzione difesa dal consulente, l’assassino si sposta per pochi istanti sul divano del soggiorno, in uno stato di shock. Proprio sul divano sono stati documentati schizzi di sangue, utilizzati come cardine probatorio per sostenere la verosimiglianza del percorso interno dell’aggressore.
Dinamica finale e valore processuale
Dopo la breve sosta sul divano, l’uomo riprende a muoversi tra le stanze. Nel video, così come nella ricostruzione tecnica, apre la porta interna che conduce al vano scala e trascina il corpo di Chiara Poggi, facendolo precipitare lungo la rampa. Secondo i rilievi medico-legali, il decesso sarebbe sopraggiunto nel giro di pochi minuti, compatibilmente con la violentissima serie di colpi alla testa.
La sequenza registrata mostra quindi l’aggressore che si reca in bagno per ripulirsi, prima di uscire dall’abitazione, salire in bicicletta e allontanarsi. Per l’avvocato della famiglia, il penalista Gian Luigi Tizzoni, il filmato costituisce uno strumento per fissare una cornice spazio-temporale precisa, utile a valutare tempi di azione, spostamenti e possibili margini di alibi.
Il video fu depositato nel 2009 nel fascicolo del primo processo a Alberto Stasi, conclusosi con l’assoluzione, e rimase poi riferimento tecnico anche nelle fasi successive fino alla condanna definitiva a 16 anni nel 2014. Marzio Capra ha ribadito che, a suo giudizio, la ragazza fu colpita in due momenti distinti e che l’assassino rientrò in cucina prima di uscire, forse per occultare o recuperare qualcosa di rilevante.
FAQ
D: Chi ha realizzato il video di ricostruzione nella villetta?
R: Il filmato è stato girato dal consulente tecnico della famiglia, Marzio Capra, nel 2009.
D: Qual era l’obiettivo principale di questa ricostruzione?
R: Lo scopo era definire con precisione tempi, movimenti e spazi dell’omicidio all’interno della casa di Garlasco.
D: Perché la cucina è considerata il punto di inizio dell’aggressione?
R: Perché, secondo Capra, la disposizione anomala delle sedie e altri riscontri ambientali indicavano una colluttazione in quella stanza.
D: L’arma del delitto è mai stata individuata?
R: No, si ipotizza un oggetto metallico coerente con le lesioni, ma non è mai stato trovato un reperto certo.
D: Che ruolo hanno avuto gli schizzi di sangue sul divano?
R: Sono stati interpretati come indizio del passaggio dell’aggressore e della sosta dopo i colpi inferti alla vittima.
D: Il video è stato utilizzato nel processo ad Alberto Stasi?
R: Sì, il filmato è stato depositato agli atti del primo grado e ha accompagnato l’intero iter processuale fino alla condanna del 2014.
D: Chi ha spiegato pubblicamente i contenuti del filmato?
R: A farlo è stato soprattutto Marzio Capra, che ha illustrato la dinamica ipotizzata in interviste e approfondimenti.
D: Qual è la fonte giornalistica che ha raccolto le dichiarazioni di Capra?
R: Le principali dichiarazioni sul video di ricostruzione sono state riportate dal sito d’informazione Fanpage, citato come fonte originale.




