Garlasco, la sigaretta del killer cambia tutto: nuova pista svela verità inattese sul caso Chiara
Indice dei Contenuti:
Nuove piste investigative sulla scena in cucina
Garlasco, nuove valutazioni tecniche rimettono al centro la cucina come luogo d’innesco dell’aggressione a Chiara Poggi. Una consulenza dei periti della famiglia individua qui l’avvio della violenza, in contrasto con le ricostruzioni giudiziarie che collocavano il primo attacco all’ingresso. Le motivazioni: tracce genetiche attribuite ad Alberto Stasi esclusivamente in quell’area e indicazioni da riesaminare sulla Bloodstain Pattern Analysis.
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Il dibattito, emerso a Ore 14 con Milo Infante, incrocia le valutazioni dell’avvocato Antonio De Rensis, che invita alla prudenza e lega la rilettura della scena alla necessità di riscontri oggettivi. La mappa delle impronte biologiche e la BPA, se confermate, sposterebbero il baricentro investigativo, con effetti sulle passate ricostruzioni.
Resta cruciale l’attesa per la consulenza della professoressa Cattaneo, chiamata a verificare coerenza delle tracce e sequenza degli eventi. Nel frattempo, emergono criticità sulla catena di custodia di alcuni reperti, elemento che potrebbe incidere sull’affidabilità comparativa. La nuova narrativa in cucina, per gli avvocati di parte civile, supporterebbe una dinamica più compatibile con il quadro indiziario storico; per la difesa, senza blindatura forense, rischia di restare un esercizio ipotetico.
La controversa traccia di cenere e la sigaretta del killer
Al centro del confronto televisivo emerge la presunta cenere nel posacenere della cucina, dettaglio che, secondo l’avvocato Antonio De Rensis, non combacia con le abitudini note della casa di Garlasco. Un’intercettazione post delitto riporta la domanda dell’avvocato di parte civile: fumavano Chiara Poggi o Alberto Stasi? La risposta è negativa, e il padre, unico fumatore, era appena partito.
La considerazione operativa: una cenere integra difficilmente resiste per giorni. Da qui l’ipotesi difensiva che chi ha colpito possa aver fumato in cucina il giorno del delitto, accendendo e spegnendo subito una sigaretta. L’eventuale presenza di residui, letta insieme alla BPA e al DNA localizzato, rafforzerebbe lo spostamento dell’innesco dell’aggressione in quell’ambiente.
Restano però nodi irrisolti: assenza di una catena di custodia completa su alcuni oggetti, verifica dei tempi di deposito della cenere e mancata indicazione nelle sentenze passate. De Rensis definisce il quadro potenzialmente un “nulla giuridico” senza perizia terza dirimente, mentre in trasmissione si sottolinea la reticenza sui rilievi di dettaglio, come i monili, e il cambio di rotta difensivo rispetto alle piste su Andrea Sempio.
FAQ
- Qual è il punto contestato sulla cenere? La presenza di cenere nel posacenere della cucina, non compatibile con abitudini familiari note.
- Perché la cenere è rilevante? Indicherebbe una sigaretta accesa in casa il giorno del delitto, spostando la scena iniziale in cucina.
- Chi ha sollevato il tema in TV? L’avvocato Antonio De Rensis durante la trasmissione Ore 14 condotta da Milo Infante.
- Che ruolo ha la BPA? Integra la valutazione della dinamica, correlando macchie ematiche e posizionamento in cucina.
- Ci sono problemi di catena di custodia? Sì, vengono segnalate lacune su alcuni reperti che riducono la forza probatoria.
- Le sentenze precedenti citavano la cenere? No, questo elemento non risulta centrale nelle motivazioni passate.
- Fonte giornalistica citata? Discussione e ricostruzioni emerse a Ore 14 su Rai 2, condotta da Milo Infante.
Le scelte della procura tra rinvio a giudizio e proroga
La Procura di Pavia valuta due strade sul fronte Andrea Sempio (indagato per concorso in omicidio): richiesta di rinvio a giudizio oppure proroga delle indagini. L’avvocato Antonio De Rensis sottolinea la necessità di un passaggio istruttorio fondato su atti tecnici completi, evitando forzature processuali. La scansione dei tempi dipende dagli esiti delle consulenze pendenti.
Decisiva la perizia della professoressa Cattaneo e gli eventuali approfondimenti su BPA, chiamati a verificare la coerenza tra tracce ematiche, localizzazione del DNA di Alberto Stasi e nuova collocazione dell’innesco in cucina. Senza un quadro peritale univoco, l’azione penale rischia di poggiare su presupposti contestabili, specie alla luce delle lacune nella catena di custodia segnalate in trasmissione.
In caso di rinvio a giudizio, il baricentro processuale si sposterebbe su una dinamica che contraddice le sentenze passate; una proroga, invece, consentirebbe verifiche su reperti e riscontri su elementi come la presunta cenere in cucina. De Rensis parla di possibile “nulla giuridico” se le novità non saranno blindate da terzietà peritale, mentre il confronto pubblico, riacceso da Milo Infante a Ore 14, mantiene alta la pressione sugli inquirenti.
FAQ
- Quali sono le opzioni della Procura di Pavia? Rinvio a giudizio di Andrea Sempio oppure proroga delle indagini.
- Cosa si attende prima della decisione? Gli esiti della consulenza della professoressa Cattaneo e ulteriori analisi BPA.
- Perché la catena di custodia è rilevante? Lacune documentali possono indebolire l’affidabilità probatoria dei reperti.
- Qual è il nodo sulla scena del delitto? La nuova ipotesi sposta l’innesco dell’aggressione in cucina, in contrasto con ricostruzioni precedenti.
- Che ruolo ha Alberto Stasi nelle nuove valutazioni? Il suo DNA in cucina è considerato indizio da correlare con la BPA.
- Qual è il rischio indicato dalla difesa? Un “nulla giuridico” senza perizia terza che confermi le novità.
- Fonte giornalistica citata? Confronto e aggiornamenti emersi a Ore 14 su Rai 2, condotto da Milo Infante.




