Garlasco, la mossa che cambia il caso Stasi e riaccende i dubbi
Nuove indagini sul movente
Riprendendo il commento del collega Liborio Cataliotti rilasciato a Ignoto X dopo il “no” della gip Daniela Garlaschelli alla richiesta di incidente probatorio, l’avvocata Angela Taccia – legale di Andrea Sempio – ha parlato di “obiettivo raggiunto”. Secondo la penalista, la decisione della Procura di disporre accertamenti sugli stessi quesiti formulati dalla difesa rappresenta un passaggio decisivo per l’individuazione del movente del delitto di Garlasco. In quest’ottica, il fascicolo sugli sviluppi legati alla posizione di Andrea Sempio assume una nuova centralità investigativa.
La Procura accerterà, come chiarito da Angela Taccia, quale possa essere il movente non solo in chiave accusatoria, ma anche come possibile elemento a discarico dell’indagato. La linea è quella di sondare in profondità ogni pista collegata ai rapporti tra la vittima Chiara Poggi, il suo ambiente e il contesto digitale in cui potrebbero annidarsi tracce utili a comprendere dinamica e ragioni del delitto. Per la difesa, il fatto che il perito nominato dalla Procura debba rispondere alle stesse domande poste al giudice per le indagini preliminari rappresenta una garanzia di completezza.
In parallelo, la Procura mira a un quadro di accertamenti tecnici più ampio e replicabile, in grado di reggere all’eventuale vaglio dibattimentale. La scelta di concentrare l’attenzione sul movente, e non solo sulla mera ricostruzione cronologica, è letta dagli addetti ai lavori come un cambio di passo destinato a incidere sulla futura strategia processuale.
Il rigetto dell’incidente probatorio
Nel provvedimento firmato dalla gip Daniela Garlaschelli, il rigetto dell’incidente probatorio richiesto in relazione alla posizione di Andrea Sempio viene motivato su base strettamente tecnica. Gli accertamenti richiesti, legati in particolare all’analisi informatica e ai contenuti del pc di Chiara Poggi, sono stati qualificati come “ripetibili” e dunque eseguibili anche in dibattimento in un eventuale processo. Questa distinzione tra atti irripetibili e attività tecnicamente riproducibili è un passaggio chiave del codice di procedura penale.
In presenza di accertamenti ripetibili, la norma non rende necessaria la procedura anticipata dell’incidente probatorio, che serve principalmente a cristallizzare prove destinate a disperdersi o a non poter essere replicate con identico valore. Nel caso specifico, le analisi sui dispositivi e sui file possono essere reiterate davanti al giudice del dibattimento, con il contraddittorio pieno tra accusa e difesa. Da qui il “no” formale ma non ostile da parte della gip alla richiesta avanzata dalla difesa di Andrea Sempio.
Paradossalmente, il rigetto non ha prodotto un arretramento investigativo, ma ha spinto la Procura a muoversi in via autonoma, nominando un proprio consulente. L’obiettivo dichiarato è verificare l’eventuale esistenza del movente nel computer di Chiara Poggi e chiarire se la vittima avesse visionato materiale pornografico sul dispositivo riconducibile ad Alberto Stasi, profilo già al centro di un lungo contenzioso giudiziario.
Il mistero dei video e delle tracce digitali
Uno dei nodi più delicati riguarda il registro attività del computer della famiglia Poggi, sul quale il 10 agosto 2007 alle 12:48 compare l’apertura di un video che ritrae Andrea Sempio all’interno di una scuola con alcuni compagni. Gli esperti informatici chiamati a valutare i log sostengono che non si tratti di una riproduzione volontaria da parte di Chiara Poggi, ma di un’operazione di sistema collegata all’indicizzazione automatica dei file, dato che nello stesso minuto risultano aperti centinaia di elementi multimediali. Questa lettura tende a escludere, almeno sul piano tecnico, che la giovane abbia scelto in quel momento di guardare proprio quel filmato.
Altro punto sensibile è la cartella compressa, criptata il 1° marzo 2007 e successivamente nascosta il 1° luglio 2007, contenente tre video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi. La domanda al centro dei nuovi accertamenti è perché la ragazza decise di proteggere con password e occultare quei contenuti, se per un semplice desiderio di riservatezza o perché aveva percepito accessi indesiderati al proprio pc. Se, come ipotizza una delle piste difensive, qualcuno avesse visionato senza consenso quei filmati, l’elemento potrebbe incidere sulla definizione del movente.
La Procura, nominando un perito che risponda agli stessi quesiti avanzati da Angela Taccia a tutela di Andrea Sempio, punta a una radiografia completa delle tracce digitali: dalla cronologia ai file cancellati, fino a eventuali attività compatibili con curiosità morbosa o dinamiche di gelosia. Un lavoro che si intreccia con la nuova consulenza annunciata dalla psicologa Roberta Bruzzone per la parte civile, pronta a evidenziare ulteriori contraddizioni nel percorso processuale che ha già visto protagonista Alberto Stasi.
FAQ
D: Chi è Angela Taccia?
R: Angela Taccia è l’avvocata che difende Andrea Sempio nell’inchiesta collegata al delitto di Garlasco.
D: Perché si parla di “obiettivo raggiunto” per la difesa?
R: Perché la Procura ha disposto accertamenti sugli stessi quesiti che la difesa voleva affrontare con l’incidente probatorio, in particolare sul movente.
D: Che ruolo ha la gip Daniela Garlaschelli?
R: La gip Daniela Garlaschelli ha rigettato la richiesta di incidente probatorio ritenendo gli accertamenti tecnicamente ripetibili.
D: Che cosa indagherà il perito nominato dalla Procura?
R: Il perito dovrà verificare se nel pc di Chiara Poggi emergono elementi sul movente e se la vittima abbia visionato materiale pornografico sul dispositivo di Alberto Stasi.
D: Perché il video di Andrea Sempio sul pc di Chiara è controverso?
R: Perché appare nei log come aperto, ma i tecnici lo attribuiscono a un’attività di sistema e non a una scelta diretta di Chiara Poggi.
D: Che cosa conteneva la cartella zippata e criptata?
R: Conteneva tre filmati intimi con protagonisti Chiara Poggi e Alberto Stasi, protetti da password e nascosti.
D: Perché la cartella nascosta è rilevante per il movente?
R: Perché si ipotizza che Chiara Poggi l’abbia criptata dopo aver sospettato accessi non autorizzati ai suoi video privati, possibile scintilla di conflitto.
D: Qual è la principale fonte delle informazioni riportate?
R: Le informazioni provengono da ricostruzioni giornalistiche e giudiziarie diffuse da US Mediaset sul caso di Garlasco.




